www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 21-04-04

Iraq 2003 e Nagasaki 1945 - Radioattivita' e morti conseguenti:  un confronto


di Massimo Zucchetti, Comitato Scienziate e Scienziati contro la  Guerra

ABSTRACT - La radioattività da Uranio Impoverito sparsa in Iraq nella  guerra del 2003 è notevolmente più alta che in ogni altro conflitto  recente, tuttavia non è paragonabile a quella rilasciata da una bomba  atomica. Tuttavia i suoi effetti, a livello di decine di migliaia di  morti di tumore che dovremo attenderci nei prossimi anni, sono  comparabili.
Il messaggio che sta girando recentemente (aprile 2004) in rete sulla  radioattività sparsa in Iraq nell'ultima guerra (http://www.dissidentvoice.org/Mar04/Nichols0327.htm)  è utilissimo,  perché per la prima volta c'è una buona stima della quantità di Uranio Depleto rilasciata nella guerra del 2003. Si parla di 1800 tonnellate  di DU, cioè circa 4 volte di più di quanto utilizzato nel 1991 (circa  500 ton). Fatto gravissimo.

Il tutto parte da un articolo  http://traprockpeace.org/bhagwat_du_29feb04.pdf  presentato da un  ex-ammiraglio indiano ad una conferenza del tutto lodevole, dato che si  teneva in India, dove purtroppo quasi tutti gli scienziati nucleari non  sono della nostra stessa opinione:
INTERNATIONAL PHYSICIANS FOR THE PREVENTION OF NUCLEAR WAR (IPPNW)  CONFERENCE: “DIALOGUES WITH DECISION MAKERS” NEW DELHI, INDIA, FEBRUARY 29, MARCH  1-2, 2004 CONFERENCE HOSTED BY THE INDIAN DOCTORS FOR PEACE AND DEVELOPMENT (IDPD)

Vi è però nell'articolo, ampiamente ripresa ovunque, una affermazione  del tutto errata: "...l'equivalente di 250.000 bombe nucleari è stato  scaricato in Iraq nel 2003". Affermazione totalmente senza senso. Infatti:
- Un grammo di DU ha una radioattività stimabile fra i 4,4 E4 e i 5,7  E4 Bq (Becquerel), a seconda che esso sia "pulito" o "sporco" [vedi il  nostro articolo su "Giano" n.36, pp.33-44, 2000]. [E4 = 10000, E5=  100000 e così via].
- Con una moltiplicazione, inferiamo che 1,8 E6 g di DU (1800 ton)  hanno una radioattività pari a 7,9 - 10,3 E13 Bq, cioè, in unità più  maneggevoli, 2100 - 2800 Curie.
- Hiroshima e Nagasaki hanno rilasciato circa un milione di Curie  l'una, oltretutto di prodotti di fissione e transuranici con  radiotossicità assai più grande dell'Uranio. Quindi, anche solo in termini di radioattività, tralasciando la  radiotossicità, gli "alleati" hanno sparso in Iraq l'equivalente di UN  QUATTROCENTESIMO circa dell'atomica di Nagasaki. E' il peggior sbaglio mai visto nella pur lunga esperienza del  sottoscritto di analfabetismo radiologico; soltanto 250.000 / (1/ 400)  = UN MILIONE DI VOLTE IN PIU' = OTTO ordini di grandezza. 

Più interessante è stato capire come sia potuto avvenire questo  "piccolo errore". Citando il testo: "L'ammiraglio ha calcolato il numero di atomi radioattivi nella bomba  di  Nagasaki e lo ha comparato con il numero di atomi presenti nei 1,8  milioni di Kg di uranio lanciato sull' Iraq dalla guerra del 2003. Ora,    credetemi, è molto più complesso di come lo sto dicendo; ma,  essenzialmente, è ciò che gli esperti in India hanno fatto. Quante  bombe nucleari tipo Nagasaki occorrono per raggiungere la radioattività  dispersa nella Guerra irachena del 2003? Risposta: a circa 250.000  bombe nucleari."

I nostri "colleghi" non tennero conto che - avendo un tempo di  dimezzamento molto lungo - l'Uranio ha bassa radioattività specifica,  mentre i prodotti di fissione rilasciati da Nagasaki avevano vita  mediamente corta, e quindi radioattività specifica elevata. E fare il  conto sulle masse o sul mumero di atomi è un basilare errore. I calcoli  si fanno almeno sulla radioattività, se non sulla radiotossicità!  Pensate quanti miliardi di atomi di ferro e alluminio sono cascati su  New York l'undici settembre, ma - come sapete - neanche un morto per  radioattività.

Comunque, ecco spiegato il busillis. Era praticamente un calcolo sulle  masse. Tralasciando i numeri di Avogadro ed i grammoatomi, tanto Uranio  e Plutonio pesano più o meno lo stesso (238 contro 239), è anche un  conto sugli atomi. Pare che la bomba di Nagasaki avesse sui 7-8 kili di plutonio. Contando  che la massa critica nuda sferica del plutonio è circa 9 kili (la massa  critica è un concetto fuorviante, dipende ovviamente dalla forma e da  quel che c'è intorno), è un dato plausibile.

ALLORA:   Unmilioneottocentomila diviso sette e mezzo fa: 250000 circa.  Di qui il numero fatidico.

Meglio avrebbero fatto i nostri colleghi e l'Ammiraglio a citare il  numero di morti che i due eventi hanno creato (Nagasaki 1945) o  creeranno (Iraq 2003).

A spanne, Nagasaki aveva 195000 abitanti prima dell'attacco. Di questi,  si ebbero 39000 morti nel breve periodo (per il 95% causati da ustioni  dovute all'onda di calore o agli incendi) e 25000 feriti (Quindi, 64000  casualties).  Dei circa 76000 sopravvissuti ai due eventi (Hiroshima e  Nagasaki) alto-irraggiati, si sono avute parecchie centinaia di tumori  in eccesso, ma questo non sposta di molto la cifra intorno ad oltre  40000 morti causati da Nagasaki.

Sempre a spanne, se - non avendo di meglio - ricicliamo la vecchia  stima fatta per l'Iraq 1991 (2,8 Svp di dose collettiva impegnata ogni  kilo di uranio depleto sparso colà, Giano, art.cit.) arriviamo a  stimare che nei prossimi 50 anni in Iraq avremo, oltre a tutto il  resto, almeno 70-150 mila morti in più dovuti all'uranio impoverito  sparso nel 2003. Bisogna probabilmente abbassare assai questa stima,  perchè la densità di popolazione intorno ai punti di rilascio è  notevolmente più bassa rispetto al passato. Bisogna rifare i conti, ma  se diciamo molte decine di migliaia di morti, non sbagliamo senz'altro.

Quindi, per concludere, i due eventi (Nagasaki-1945 e Iraq-2003) sono  confrontabili, almeno come ordine di grandezza, per il numero di morti  "di origine atomica". A livello di tumori causati, non c'è partita:  vince l'Iraq-2003 di gran lunga.