Un anno più tardi: Un Iracheno parla da Baghdad
da Michel Collon
[mailto:michel.collon@skynet.be]
(traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)
Quando un anno fa le bombe stavano cadendo su Baghdad, l’ingegnere in pensione
Ghazwan al-Mukhtar ci aveva dichiarato: “Per me la sigla UK/USA (Regno
Unito/USA) significa United to Kill Us All, Uniti per Ammazzarci Tutti.”
Nel primo anniversario di "Shock and Awe – Colpisci e Terrorizza",
Ghazwan si è messo in comunicazione con noi da Baghdad per uno sguardo
retrospettivo ad un anno dall’occupazione USA.
Ghazwan Al-Mukhtar, un ingegnere
Iracheno in pensione, che aveva portato a conclusione i suoi studi negli USA
come ingegnere civile, ci parla da Baghdad.
Amy Goodman: Può descriverci
l’attuale situazione in Iraq, un anno dopo l’inizio dell’invasione?
Ghazwan Al-Mukhtar: Bene, da
dodici mesi sono stato liberato dalla fornitura di acqua potabile, liberato
dall’elettricità, liberato dal mio telefono; forse tra poco verrò liberato
anche della vita.
L’invasione non è niente più che un allargamento di questi…benefici – è cosa
peggiore esserne esenti!
Il sistema sanitario è collassato; il sistema per la fornitura di acqua
potabile e il sistema fognario si sono deteriorati ancora di più. La situazione
della sicurezza è orrenda. Non si può uscire di casa di notte al sicuro. I
bombardamenti avvengono di continuo. Almeno una volta al giorno sentiamo
arrivare una bomba. A dire il vero, sentiamo più di una bomba, come viene
riportato dai media d’informazione. Ora veniamo al sistema telefonico – da un
anno noi siamo senza un sistema telefonico. Io tuttora non ho una linea
telefonica. Le linee a terra sono state totalmente danneggiate. Il sistema
ospedaliero è proprio andato in rovina. Quindi, ci troviamo in una situazione
peggiore di quella di un anno fa. E non
si prevedono prospettive di miglioramento nel mese prossimo, o per i prossimi
mesi, e nemmeno fra un anno, visto che il tentativo – che nessuno sforzo è
assolutamente visibile relativamente alla ricostruzione di tutti questi
servizi. Perciò, un anno dopo
l’invasione dovrei dire che vivere a Baghdad è miserabile. Invece lo è molto di
più – è molto peggio di come si viveva nel 2003.
Amy Goodman: Qual’è
l’atteggiamento verso i soldati U.S.A.?
Ghazwan Al-Mukhtar:
L’atteggiamento verso i soldati U.S.A. è diventato più ostile, in quanto i
soldati U.S.A. maltrattano la gente e si comportano in modo scorretto con le
persone. Stanno sparando contro tante persone. Proprio ieri hanno ammazzato un
fotografo e un giornalista del quotidiano Al-Arabiyah, secondo quello che
riferiscono testimonianze oculari, ed io l’ho visto in televisione. È una cosa ingiustificabile, di fatto questi
due giornalisti sono stati ammazzati a sangue freddo. Allora, queste sono le
cause che fanno crescere la resistenza contro l’invasione U.S.A. Oggi sono
venuto a sapere che in un quartiere di Baghdad, che noi di solito chiamiamo
Saddam City, una zona di Baghdad a prevalenza Sciita, vi è stata una
dimostrazione contro l’occupazione Americana dell’Iraq. Questi sono fatti che non denotano un
miglioramento della situazione. Assistiamo ad un deterioramento, anzi ad un
rapido deterioramento. Due notti fa, stavo viaggiando sulla strada che va da
Amman a Baghdad, e ci siamo fermati per
due ore, perché era buio ed eravamo inseguiti da un camioncino. Chi lo
guidava era qualcuno che tentava di rapinare le macchine sulla strada. Allora ci siamo fermati a circa 60 o 70 chilometri dopo il confine
Iracheno, all’interno dell’Iraq. Ci siamo fermati, perché era troppo pericoloso
continuare a viaggiare. Vicino ad una caffetteria abbiamo trovato più di 300
auto parcheggiate, abbiamo aspettato fino a quasi le 5:30 del mattino, e solo
allora siamo partiti in convoglio, tutti assieme.
Non si può parlare della situazione dell’Iraq occupato, senza comprendere la
situazione che si era venuta a generare in Iraq dopo 13 anni di sanzioni,
dovute all’embargo. Le sanzioni hanno influenzato qualsiasi aspetto della vita
di ogni Iracheno. L’occupazione ha contribuito ad aumentare i problemi di ogni
Iracheno, già sufficientemente sovraccaricato. Senza andare tanto lontano,
l’occupazione non è altro che un allargamento molto più brutale delle sanzioni.
Per stabilire la legge e
l’ordine, una “forza” autorevole doveva prendersi cura di rendere effettivo
l’ordine. Invece gli Americani, sciogliendo l’Esercito Iracheno e la Polizia
Irachena, hanno creato un vuoto di potere. Le forze armate sono un elemento
essenziale in ogni società. Il loro dovere è quello di aiutare a restaurare
l’ordine. Loro hanno la capacità di rispondere immediatamente in caso di
emergenza. Vedi quello che succede a Los Angeles quando scoppiano
disordini: viene chiamata subito la
Guardia Nazionale! In Iran, viene chiamato l’Esercito a portare soccorso dopo
un terremoto. Senza un effettivo servizio armato e di polizia, gli Stati Uniti
hanno reso impossibile il ritiro dell’Esercito Americano dall’Iraq.
Gli U.S.A. rimarranno in Iraq
anche dopo il giugno o luglio di quest’anno, perché questo fa parte degli
accordi presi con il Consiglio Generale Iracheno, che li inviterà a rimanere,
in modo che questo avvenga non come una potenza occupante.
La mia riflessione mi conduce alla conclusione che gli U.S.A. non hanno alcuna
intenzione di andarsene troppo presto. Viene affermato che rimarranno fino a
quando risulterà necessario. E vi saranno certamente quelli che decideranno che
la loro presenza risulta necessaria!
Probabilmente avevamo timore di parlare di una persona, Saddam. Ora siamo
spaventati di parlare di 25 persone che concorrono a formare il Consiglio
Generale Iracheno, come pure di Bremer e degli Americani.
Qualche settima fa, ho concesso un’intervista ad una stazione radio di San
Francisco attraverso un telefono messo a disposizione di mia moglie dall’UNDP
(United Nations Development Programme – Programma delle Nazioni Unite per lo
Sviluppo). La Compagnia Internazionale per i Media (MCI) Americana, a causa
dell’intervista, ha sconnesso il suo telefono. L’UNDP ha dichiarato
ripetutamente di aver riconnesso la linea, ma senza successo.
Amy Goodman:
Lei è un ingegnere. In
termini di ricostruzione, cosa è avvenuto?
Ghazwan
Al-Mukhtar: Visibilmente,
nulla! Hanno dato la pittura a qualche scuola e hanno ripulito dalle macerie
alcuni edifici, che loro avevano bombardato. Mi permetta di darle un esempio,
chi ha la capacità di far funzionare la centrale telefonica che serve la mia
zona? Nel 1991, quell’edificio era stato completamente demolito dai bombardamenti,
con tutte le apparecchiature distrutte.
Con i tecnici Iracheni, in tre o quattro mesi, siamo riusciti a
rimuovere le macerie, a ridisegnare l’edificio, a ricostruirlo e a metterlo in
attività. Ora, dopo un anno dall’occupazione, fra parentesi, noi avevamo fatto
questo malgrado le sanzioni e non avevamo a disposizione Bechtel o Halliburton
e tutti questi consiglieri profumatamente pagati, noi l’avevamo ricostruito in
tre mesi, ed ora, un anno dopo l’invasione, l’edificio non è stato ancora ricostruito.
Loro hanno solo riportato i cavi, posto un container sul pavimento di base, e
hanno tentato di fissare il sistema telefonico. Comunque non ho un telefono,
dopo un anno. Ora sto parlando con lei attraverso un cellulare che funziona a
fasi alterne. (…)
Sono un uomo anziano, di
sessant’anni, ma io non permetto a nessuno, a nessuno straniero di dirmi quello
che devo fare o di governare la mia stessa nazione. Questo è un paese per il
quale ho speso tutta la mia vita, cercando di costruire qualcosa, di fare
qualcosa che fosse di valore per il popolo Iracheno. L’Iraq è un paese ricco e, a causa delle sanzioni, è stato
relegato fra i paesi del Terzo Mondo.
Io ricordo che nel 1961, 42 anni fa, il governo Iracheno di allora, e
non era il governo del Partito Ba'ath, mi ha inviato a studiare negli Stati
Uniti. Io ero studente di una scuola superiore, e mi hanno mandato. L’Iraq ha
investito molto denaro per la nostra educazione, molto tempo. I governi
successivi, tutti i governi dell’Iraq, e noi abbiamo cercato di costruire un
paese e voi lo avete mandato in rovina. Il governo degli Stati Uniti ha
distrutto tutto questo. Hanno distrutto l’Iraq nel 1991, e noi lo abbiamo
ricostruito, e loro stanno demolendo tutto quello che avevamo ricostruito.
Amy Goodman: Il governo U.S.A.
afferma che è stato Saddam Hussein a portare alla rovina il paese.
Ghazwan Al-Mukhtar: Bene, loro
hanno diritto al loro punto di vista, ma il mio punto di vista è che Saddam
Hussein nel 1984 era Presidente quando è venuto qua Donald Rumsfeld e gli ha stretto la mano e ha affermato poi che
"era una squisita persona, noi possiamo lavorare con lui." Saddam
Hussein è lo stesso Saddam Hussein al quale il vostro popolo ha assegnato molti
crediti commerciali. Allora, quello che cambia sono le percezioni di Donald
Rumsfeld su chi è Saddam Hussein. Per
me, Saddam Hussein è lo stesso Saddam Hussein che io ho conosciuto nel 1979,
quando ha preso il potere. Quindi, la sola cosa che è cambiata è l’opinione di
Donald Rumsfeld. Saddam Hussein è lo stesso Saddam Hussein che ha fatto affari
con Ronald Reagan e con i Presidenti precedenti. Ora c’è Bush, che non ama
Saddam Hussein e il nostro Paese viene mandato in rovina. Bush ha diritto di
dire tutto quello che desidera. Ma questo non significa che lui sia nel
giusto.
Se io fossi stato Paul Bremer, avrei reintegrato tutti coloro che erano stati
cacciati a calci dai loro incarichi, escludendo solo quelle persone che erano
dei criminali, che avevano commesso dei delitti. Inoltre, coloro che erano
sospettati di aver commesso crimini dovevano essere mantenuti lo stesso al
governo e quindi sottoposti ad inchiesta. Se avevano veramente commesso dei
reati, allora dovevano essere allontanati dal potere. Non puoi punire una
persona, rifiutandogli un lavoro, perché pensi che egli ha, o meglio potrebbe
aver commesso qualcosa di ingiusto.
Se io fossi stato Paul Bremer, avrei restituito ai loro precedenti
incarichi tutte queste persone, data la loro esperienza. Queste sono persone
che non sono sostituibili. Tu prendi qualcuno dalla Bechtel, il miglior tecnico
della Bechtel, e gli servono secoli per capire che problemi esistono con il
petrolio Iracheno, con il sistema industriale o delle telecomunicazioni
Iracheni. Fino ad ora, dopo un anno, non abbiamo ancora un sistema telefonico.
Io le sto parlando da un sistema cellulare che ha un numero U.S.A., visto che
le linee di terra non sono state posizionate. A Baghdad, circa il 60% dei cavi
telefonici non sono operativi. Completamente fuori uso. Saddam Hussein aveva
riparato il sistema telefonico in tre mesi. Nonostante Bechtel, e tutte le
compagnie U.S.A. e l’MCI e tutto il resto, voi dovete riassumere questa gente!
Costoro hanno le conoscenze per provvedere alle riparazioni, sanno quali sono
le cose da fare nel modo più opportuno ed efficiente. Non si chiamano persone
da Brooklyn o da San Francisco per rimettere in sesto i telefoni di Baghdad.
Non sapete dove vanno stesi i cavi!
Se io fossi Paul Bremer, richiamerei
questo personale, lo coinvolgerei nuovamente nella gestione dell’Iraq e farei
quello che loro mi dicono di fare. Per mettere fine alla confusione!
Amy Goodman:
Allora lei vorrebbe
ricostituire una compagine pro-Saddam?
Ghazwan Al-Mukhtar: Questo non
significa che si costituisce una organizzazione filo Saddam. Un ingegnere che
fa il suo lavoro è un ingegnere indifferentemente, tanto che egli sia pro o
contro Saddam. Trovate giusto che adesso siano impiegati solo tecnici filo
Americani, che lavorano per il Ministero del petrolio? Per voi va bene che
siano presi a calci tutti coloro che non sono favorevoli agli Stati Uniti, o
che non amano Chalabi? Ingegneri, tecnici, insegnanti devono essere liberi di
pensare nel modo che desiderano, questa è libertà. Voi non potete imporla!
Ora voi, U.S.A., avete deposto il dittatore, che, con le modalità tipiche del
vostro sostegno, avete appoggiato. Nel 1984, è stato proprio Donald Rumsfeld a
venire qui e a stringere la mano a Saddam Hussein, e sapeva bene allora che
Saddam Hussein era un dittatore. Ma preferiva ignorarlo. Mentre vi sto
parlando, sto guardando, io ho una foto qui nell’ufficio di casa mia di Saddam
Hussein che stringe la mano di Donald Rumsfeld, che mi fa ricordare che non
esistono principi, che gli U.S.A. non hanno principi di natura politica morale,
loro hanno solo interessi. Loro non perseguono la democrazia. Loro non
perseguono i diritti umani. Loro perseguono solo gli interessi economici.
La stessa gente che ha cacciato
via Saddam Hussein nel 2003, vale a dire Donald Rumsfeld e il suo gruppo, sono
gli stessi che hanno stretto la mano a Saddam Hussein nell'83, e che hanno
stabilito con il dittatore relazioni diplomatiche. E sono gli stessi che hanno
fornito appoggio a Saddam Hussein nella guerra contro l’Iran. Tanto per fare
qualche nome, naturalmente la Bechtel, che ha sottoscritto un contratto di
enormi interessi per lo sviluppo dell’industria petrolchimica negli anni
Ottanta, e, ritornando all’appoggio U.S.A. all’Iraq durante il conflitto
Iraq/Iran, è sempre stata la Bechtel a procurare di nascondere il fatto che
l’Iraq ha usato armi chimiche contro gli Iraniani. George Schultz era il
Segretario. In qualche modo, a causa del contratto con la Bechtel, si sono
rimossi quei fatti. E sono stati sempre
gli Americani a fornire a Saddam Hussein le spore di antrace. Era l’Occidente, con le proprie industrie,
che favoriva Saddam Hussein nello sviluppo massiccio di armi di distruzione di
massa.
Ora voi ci penalizzate, noi
soggetti al dittatore indifesi, privi di potere, per i crimini commessi da
altri. Noi non abbiamo commesso delitti. Noi, individualmente, non abbiamo
commesso crimini contro nessuno. Noi siamo vittime di un decennio, meglio di 13
anni e sei mesi giusti ora, di sanzioni, di dieci mesi di occupazione, e noi
stiamo ancora subendo la punizione, e siamo puniti ancora e ancora, ancora fino
a quando Halliburton e Bechtel e MCI ed
altri potranno fare profitti.
Gli U.S.A. non hanno alcuna intenzione di abbandonare l’Iraq. Loro stanno comunicando quanto gli verrà a
costare tutto questo fino all’anno 2013. Si tratta di dieci anni di
occupazione! Loro parlano di democrazia. Di che democrazia stiamo parlando?
Quando le stazioni TV sono soggette a vessazioni, quando i giornalisti vengono
imprigionati, quando le persone vengono detenute senza alcuna ragione? Fino a
40, 50 giorni, senza che nessuno sappia nulla di loro. Il popolo Americano non
dovrebbe leggere quello che diciamo noi, ma quello che viene detto sulla
condizione dei diritti umani in Iraq da Human Rights Watch (Osservatorio sui
Diritti Umani) nel suo rapporto dell’ultimo mese. Dovrebbe leggere quello che
scrive Amnesty International sulla nostra situazione dei diritti umani, sugli
abusi che dobbiamo subire.
Amy Goodman:
Può descriverci la reazione
nelle strade per quello che è avvenuto a Fallujah?
Ghazwan Al-Mukhtar: Quello che è
accaduto a Fallujah, due giorni fa, è che l’esercito Americano ha colpito
molte, molte persone, donne e bambini, sulle strade, e a causa di un grottesco
episodio di uccisioni senza giustificazione, sono state ammazzate molte
persone. Fallujah è stato un posto dove
l’Esercito U.S.A. aveva realmente usato una forza brutale per sottomettere la
gente, dove sono stati attaccati villaggi e località dove si pensava fossero
presenti dei resistenti, usando perfino gli
F-15 e gli F-16, un uso ingiustificato di forti esplosivi contro
individui isolati. Questo è risultato per molte, molte vittime nella provincia.
In aggiunta a tutto ciò, gli Americani hanno tenuto prigioniere, per 50 o 60
giorni, centinaia di persone, cosa che ha alienato il favore del popolo contro
le forze Americane, e contro i contractors Americani, o contro i contractors
Americani per la sicurezza, che costituiscono effettivamente un esercito
privato, fuori controllo degli U.S.A.
Questo fa parte della privatizzazione della guerra.
Due giorni o forse tre giorni fa, è accaduto un episodio analogo a Mosul, dove
due contractors sono stati uccisi con la corrente elettrica. Era stato loro
assegnato un impianto generatore di elettricità.
Il fatto importante è che io so che i media affermano che i contractors vengono
impegnati nella protezione delle forniture di vettovagliamenti. Queste sono
forniture per l’Esercito U.S.A., e non si devono confondere con le forniture di
aiuti alle popolazioni locali o con altre cose. È consuetudine Americana
scortare convogli che possono trasportare cibo, o in altre occasioni, armamenti
ed altro materiale.
Per tutto questo, il risentimento della popolazione di Fallujah è
giustificato.
Quello che succede a costoro è una cosa deplorevole, ma si sa, brutalità genera
brutalità, e violenza chiama violenza, ma la responsabilità cade su chi ha
iniziato per primo, ed io penso che l’Esercito degli Stati Uniti ha usato una
forza ingiustificata contro il popolo di Fallujah, loro hanno brutalizzato la
gente di Fallujah al punto tale che
queste persone hanno risposto con la stessa brutalità.
Amy Goodman: Bene, qui negli Stati
Uniti, alcuni dei mezzi di informazione commerciali stanno dichiarando che
Fallujah è un ricettacolo di resistenti, che più del 70% della popolazione sta
appoggiando gli attacchi o ha dichiarato nei sondaggi d’opinione di sostenere
gli attacchi contro le forze U.S.A.
L’Esercito Statunitense mantiene una diffusa e continua presenza
nell’interno stesso della città, o è attestato in larga misura nei sobborghi
di Fallujah?
Ghazwan Al-Mukhtar: Loro sono
posizionati fuori, nelle periferie, ma continuano ad introdursi nella città.
Dieci giorni fa, sono passato per Fallujah, e nel centro della città, per
quello che sembrava essere la via principale, abbiamo visto un convoglio di
veicoli militari Statunitensi. Quindi, loro possono andare dentro e fuori. Se
stanno fuori, io non credo che possano subire qualche attacco, ma non
dimentichiamo, queste sono forze di occupazione, e la gente considera giusto
fare resistenza ad una forza di occupazione, una forza straniera di
occupazione.
La distanza più vicina fra noi e voi si colma in otto ore. Si tratta di
8.000-9.000 miglia. Questa è la distanza fra noi. La vostra gente, voi dovete
percorrere verso oriente 8.000 miglia per arrivare in un paese che non avete
nessun interesse ad occupare. Dopotutto abbiamo scoperto senza ombra di dubbio
che non vi era alcuna giustificazione per l’occupazione da parte degli Stati
Uniti, visto che non c’erano le armi di distruzione di massa. Le armi di
distruzione di massa sono state un imbroglio propagandato dall’amministrazione
degli Stati Uniti.
Un pensiero finale, una conclusione, io credo che un cieco stia guidando un
cieco!
Voi siete ciechi, io penso che il governo U.S.A. sia un cieco, che è guidato da
altra gente cieca, e questi sono gli oppositori Iracheni, che vi hanno
raccontato che noi avremmo dato il benvenuto ai soldati Americani. E voi vedete
cosa sta accadendo a Bassora, a Najaf e a Nassiriya! Queste sono zone degli
Sciiti, dove avevate pensato che sarebbe stata ben accolta la ribellione contro
il governo. Ma questo non è avvenuto. Quindi sarebbe ora che voi gente apriste
gli occhi, per vedere quello che sta succedendo e capire il messaggio e
dimenticare la retorica.