Iraq: Dalla “liberazione” all’inferno delle torture
di Carmelo R. Viola
Ovvero: come l’Occidente filo-yankee affonda nella vergogna del servilismo più
pacchiano. Lo scandalo delle torture “da inquisizione spagnola” può paragonarsi
al sollevamento del coperchio di un pentolone dentro cui bolle ogni sorta di
schifo. Tale è infatti la storia dell’asse maledetto anglo-americano.
Tale scandalo non aggiunge nulla alla sostanza poiché tocca solo l’uomo della
strada e il mondo dei mass media che magari ne traggono maggiori profitti
attraverso spot sensazionali.
Tutti i responsabili sapevano perché non potevano non sapere. Anche a casa
nostra. E non per la denuncia della Croce Rossa che, a quanto pare, risale a
circa un anno fa ma per la sola esistenza del lager di Guantanamo di cui i
signori Usa non hanno mai fatto mistero ostentando un crimine come un
diritto-dovere! In quel lager di “sequestrati”, spacciati per prigionieri di
guerra, la tortura è pane quotidiano. E non ci risulta che qualcuno dei nostri,
per esempio zelanti fautori di diritti civili (quali?) e il più spesso anche
dei buoni cristiani e “catholici”, abbiano innalzato parole di sdegno e di
protesta. Il santone Pannella non se n’è accorto nemmeno impegnato com’è a
recitare giaculatorie per i buoni padroni del Pentagono.
E se gli Usa delinquono coram populo – come a Guantanamo, appunto – non si
comprende perché non debbano farlo in occulto, insomma dietro le quinte del
loro quotidiano teatrino di Pulcinella del bene comune. E infatti l’hanno fatto
– come sempre del resto – come ci ha dimostrato la “inopportuna” scoperta delle
torture perpetrate contro sequestrati iracheni, rei di avere aggredito lo
straniero. Sequestrati, ripetiamo, e non prigionieri. Questi vengono catturati
durante una guerra, che è tale solo se dichiarata. In Iraq c’è una coalizione
anglo-americana di predatori coadiuvata da una miriade di formazioni coloniali,
che si nascondono dietro la grossolana etichetta di missioni umanitarie.
Ad appena un mese dall’aggressione predatoria fuori legge e, casualmente,
contro la stessa Onu, i protagonisti, dichiarata finita la (loro) guerra),
hanno recitato la macabra commedia dell’abbattimento della statua del dittatore
Saddam tra una piccola folla di probabili prezzolati o curiosi. In realtà hanno
celebrato la propria sconvolgente imbecillità. Le stragi, le vittime, le
mutilazioni, gli stupri ed ogni genere di abuso barbarico, come appunto
l’inferno delle torture – ordinato dall’alto! – eseguite anche da vermi in
gonnella, non potevano non portare ad una serie di scoperte-sconfessioni-accuse
come l’inesistenza delle armi di distruzione di massa, la convergenza
sunnita-sciita contro l’invasore e una capacità di resistenza eroica degna di
popoli con un alto senso della propria
identità nazionale.
Parlare ancora del progetto di portare democrazia e libertà in quel martoriato
paese e da parte di Stati fuori legge, che scambiano la democrazia con il
giochetto elettorale per legittimare l’arbitrio dei più forti, e la libertà con
il potere di sfruttare i più deboli (per esempio di predare il petrolio
dell’Iraq) è semplicemente buffonesco e stomachevole.
La cronaca raccapricciante delle torture, che sta invadendo il mondo, è quanto
di più meritato potesse capitare ai vari Bush, le cui acrobazie verbali e
logistiche, ci danno il senso della totale amoralità del soggetto, ai vari
maggiordomi Blair che, a quanto si dice, avrebbero ammesso di sapere, ai vari
giullari della corte mondiale degli Usa, alla nascente Europa sui piani-ricatto
Marshall e sulla Nato, che occupa militarmente paesi come il nostro e su cui
pesano vari crimini commessi e impuniti nei Balcani con riferimento particolare
al Kosovo. E non pensiamo solo all’uranio impoverito.
Ma a buttare fango, vergogna e anatema su un mondo costruendo a immagine e
somiglianza della criminocrazia Usa, concorre anche il sedicente tribunale
dell’Aja “per i crimini contro l’umanità”, i cui responsabili, magari in
gonnella, vedono solo i rei, veri o presunti, indicati dalla Casa Bianca (che
più nera non si può) mentre per tutti i crimini commessi in solare fragranza
dagli Usa e dai loro segugi scodinzolanti e dalla stessa Onu, che si è arrogato
il potere di assolvere i fuori legge aggressori dell’Iraq, non vedono e non
sentono in un una maniera che bene conoscono coloro che si occupano della
dimensione paralegale della società capitalista, detta convenzionalmente
“mafia”.
Davanti a un verme in gonnella, sigaretta in bocca, che gode sadicamente
dell’umiliazione e sofferenza di iracheni nudi e immobilizzati, magari tenuti
al guinzaglio come cani, il mio pensiero -. di uomo buono e dedito alla
nonviolenza –corre verso un’immaginaria apocalisse capace di cancellare dalla
faccia – e sarebbe una giustizia sommamente umana – di questo nostro povero
pianeta, degli aggregati cellulari antropomorfi che hanno abusato del diritto
di nascere.
Carmelo R. Viola
(Iraq – Dalla liberazione all’inferno – 09.05.04 –
2193)