www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 21-07-04

da http://www.solidnet.org;  http://www.vermelho.org.br

Partito Comunista del Brasile - http://www.pcdob.org.br , mailto:internacional@pcdob.org.br
L’aspetto repressivo dell’amministrazione fantoccio dell’Iraq


Josi Reinaldo Carvalho*

8 Luglio 2004

Le misure repressive adottate ieri dall’amministrazione provvisoria dell’Iraq svelano i propositi covati del vero governo di occupazione degli Stati Uniti. Con la decretazione della corte marziale e facendo uso di diverse ‘norme legali’(sic!) per mettere fuori legge gli oppositori, le autorità dell’Iraq rivelano al mondo il compito loro assegnato dai loro creatori. A proposito delle ultime vanterie circa il portare la democrazia in un paese posto sotto il governo di una dittatura, l’amministrazione provvisoria sta facendo lo sporco lavoro di perseguitare discrezionalmente i patrioti che lottano contro l’occupazione del paese. Proprio pochi giorni dopo la sua inaugurazione, l’amministrazione fantoccio ha rivelato il suo aspetto peggiore, prendendo a flagellare il suo stesso popolo.

La giustificazione consisterebbe nel dover creare le condizioni per promuovere le elezioni nel Gennaio del prossimo anno. Il che comporta anche l’implicita ammissione che la pretesa democratizzazione risultante da queste elezioni sarebbe falsa, dal momento che intanto escluderebbe ampi settori che si oppongono alla presenza delle truppe straniere e alla trasformazione dell’Iraq in un protettorato degli Stati Uniti.

La soluzione non era facile ne esente dalle contraddizioni che stavano all’interno dell’amministrazione provvisoria. Nei giorni che precedettero questa decisione si tennero molti dibattiti e si fecero dichiarazioni contraddittorie. Alcuni settori sostennero esattamente il contrario di quanto avevano richiesto nelle conversazioni con le forze della resistenza, incluse quelle radicali shiite di Muqtada Al Sadr. Un altro fattore rilevante è la paura di diventare obiettivi  di imminenti attacchi della resistenza. Ma su tutto prevalgono la volontà e il punto di vista di coloro i quali detengono effettivamente il potere, cioè l’ambasciata degli Stati Uniti e il comando delle forze di occupazione degli US.

La menzogna del “ritorno alla sovranità” e l’inconsistenza della restituzione del potere alle autorità locali sono quindi state svelate. I fattori di divisione e di conflitto non potranno che tendere ad aumentare finché l’Iraq sarà sotto dominazione straniera. In queste circostanze  l’amministrazione provvisoria continuerà ad essere vista come un governo fantoccio e la resistenza dei patrioti sarà giustificata. E dal momento che l’occupazione degli Stati Uniti intende mantenere il potere effettivo in Iraq, il ruolo delle Nazioni Unite non sarebbe di supporto a un nuovo ordine o a una transizione verso la democrazia e la stabilità; legittimerebbe invece un’inaccettabile politica coloniale.

La soluzione politica della guerra dell’Iraq presuppone la fine dell’occupazione degli Stati Uniti e l’accordo di tutte le forze politiche del paese. La repressione, unita con le azioni di aggressione militare delle truppe degli Stati Uniti, getterà inevitabilmente l’Iraq in un conflitto a lungo termine.

*giornalista, vicepresidente del Partito Comunista del Brasile, addetto ai rapporti internazionali

traduzione dall’inglese Bf