da http:www.ilmanifesto.it - il
manifesto - 05 Settembre 2004
Bombe Usa contro i
francesi
Offensiva Usa nelle zone dove potrebbero trovarsi i due giornalisti francesi mette a rischio la vita degli
ostaggi e ne blocca il rilascio.
Bombe Usa su Tal Afar: 20 morti. Autobomba davanti all'accademia di Kirkuk uccide 22 agenti
Stefano Chiarini
Il presidente Bush, tramite il sinistro ambasciatore Usa a Baghdad, John Negroponte, e il premier iracheno Iyad
Allawi, sembrano decisi ad ostacolare
la più volte annunciata liberazione dei due giornalisti francesi, Malbrunot a Chesnot, forse nella
speranza che qualcosa vada storto e che
i due vengano uccisi.
E' quanto emerge chiaramente da un
parossistico aumento delle operazioni militari nelle aree dove potrebbero trovarsi i due rapiti: la zona di
Falluja, dove anche ieri l'esercito Usa
ha bombardato il lato sud-est della città nel quartiere di Shuhada, quella di Ramadi, dove si è
combattuto nel quartiere di Asura, e
quella a sud di Baghdad tra Mahmoudiya e Latifiya ed in particolare alcuni quartieri di quest'ultima
cittadina ad una trentina di chilometri
da Baghdad. La stessa zona dove sarebbero stati rapiti i due giornalisti francesi e dove sarebbe
stato ucciso il reporter italiano Enzo
Baldoni.
Le autorità francesi, venerdi mattina, hanno
parlato di un possibile rilascio dei due giornalisti e invece di favorire tale positiva svolta con una
sospensione delle operazioni militari,
i comandi americani, tra il pomeriggio di venerdì e la notte successiva, hanno bloccato tutte le
comunicazioni stradali e telefononiche
di quella vasta area sunnita a sud di Baghdad e circondato la città di Latifiya con ingenti forze. Ne sono seguiti pesanti bombardamenti e scontri nel corso
dei quali vi sarebbero state decine di
vittime. Tra queste anche una quindicina di agenti iracheni e di militari della Guardia nazionale, un
reparto antiterrorismo composto da ex
membri delle milizie curde, dei gruppi addestrati dalla Cia e da alcuni militanti dei gruppi sciiti
filo-iraniani, tutte organizzazioni che
fanno parte del governo Allawi.
Epicentro degli scontri il quartiere di
al-Baas nel centro di Latifiya dove sono in
corso rastrellamenti casa per casa. Un ufficiale della Guardia nazionale, intervistato dall'agenzia
francese Afp, ha dichiarato «Abbiamo
avuto l'ordine del primo ministro Allawi di perquisire molte abitazioni di questa città alla ricerca di
armi e terroristi. L'operazione è
portata avanti in modo congiunto con l'esercito americano».
Ieri però nel mirino americano, nell'ambito del progetto di schiacciare, da qui alle elezioni di
novembre, qualsiasi forma di resistenza
sunnita e sciita, è entrata anche la cittadina di Tal Afar 50 chilometri a nord-ovest di Mosul la
capitale del nord Iraq. Anche in questo
caso gli uomini della seconda divisione di fanteria dell'esercito Usa hanno circondato due distretti della città,
al-Sarai e Hasankul e hanno iniziato a
rastrellarne gli abitanti. Poco dopo è
scoppiata una vera battaglia e la città è stata martellata per sei
ore dai carri armati americani. Nella
tarda mattinata di ieri, di fronte alla
forte resistenza di tutti i cittadini intervenuti per bloccare perquisizioni e arresti, è intervenuta
l'aviazione che ha sganciato alcune
bombe da una tonnellata che hanno distrutto, secondo quanto riferito da un ufficiale iracheno, trenta
palazzine e una cinquantina di
automobili. Le vittime, in gran parte donne e bambini rimasti a casa, sarebbero oltre 20, i feriti circa 60.
Nel corso dei combattimenti è stato
colpito anche un elicottero americano Kiowa
OH-58D e due aviatori hanno riportato gravi ferite.
La città di Tal Afar è una delle tante in Iraq divenute nelle ultime settimane off limit per le truppe di
occupazione e il governo
collaborazionista di Allawi ma si differenzia in particolare per essere una sorta di laboratorio di
un'alleanza tra la resistenza sunnita,
forte nella zona a ovest di Mosul, e quella sciita assai presente a Tal Afar. Parte della popolazione
infatti è di origini turcomanne sciite
e in quanto tale sostiene il leader radicale Moqtada al Sadr nella sua lotta contro la divisione dell'Iraq su
basi etnico-confessionali ed in
particolare si batte contro la nascita di
uno staterello curdo-americano petrolifero nel nord dell'Iraq. Inoltre, ed è forse la colpa più grave, Tal
Afar si trova non lontano dagli
oleodotti che portano il petrolio verso i terminali turchi sul Mediterraneo, e a soli 70 chilometri dal
confine con la Siria.
Un'altra vasta offensiva americana sarebbe in corso anche contro il paese di Dour, vicino Tikrit, un'altra zona
off limit per gli occupanti, dove gli
Usa ritengono possa nascondersi il vice presidente iracheno Izzat al Douri, in pessime condizioni di salute, ma
sfuggito sino ad oggi alle retate americane.
Intanto un gruppo radicale della
resistenza irachena ha colpito ieri con un'auto-bomba, sembra
guidata da un attentatore suicida,
l'accademia della nuova polizia addestrata
dagli americani nel centro di Kirkuk. Il bilancio dell'esplosione è
di ventidue agenti uccisi, e di una
trentina feriti.