www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 02-11-04

da http://www.nodo50.org/csca/agenda2004/resistencia/Falluya_22-10-04.html

Lettera del popolo di Falluya a Kofi Annan

affinché si metta fine al bombardamento della città e si eviti l'assalto preannunciato

Kassim Abdullsattar Al-Jumaily *

Falluya, 14 ottobre 2004 Traduzione di Loles Oliván, Campagna contro l'Occupazione e per la Sovranità dell'Iraq, CEOSI, iraq@nodo50.org, per Ribellione, 20 ottobre 2004. CSCAweb (www.nodo50.org/csca), 22 ottobre 2004

Eccellentissimo Signor Kofi Annan
Segretario Generale delle Nazioni Unite
New York

Falluya, 14 ottobre 2004

Sua Eccellenza,

È più che evidente che le forze statunitensi stanno commettendo quotidianamente crimini di genocidio in Iraq. In questo momento, mentre Le scriviamo, le forze statunitensi stanno perpetrando quei crimini nella città di Falluya. Gli aerei da guerra USA stanno lanciando le più potenti bombe contro la popolazione civile della città, assassinando e ferendo centinaia di persone innocenti. Allo stesso tempo, i loro carri armati attaccano la città con l’artiglieria pesante. Come Lei sa, non c'è presenza militare nella città. Non hanno avuto luogo azioni da parte della Resistenza di Falluya nel corso delle ultime settimane, perché i negoziati tra i rappresentanti della città ed il governo (ad interim di Iyad Allawi) proseguivano. In quel clima, i nuovi bombardamenti da parte degli USA si sono verificati mentre il popolo di Falluya disponeva i preparativi per il digiuno del Ramadan. Adesso molti di loro sono intrappolati tra le rovine delle loro case diroccate e nessuno può aiutarli fintanto che i combattimenti continuano.

Nella notte del 13 ottobre un solo bombardamento statunitense ha distrutto 50 case con dentro i residenti. È questo un crimine genocida o una lezione sulla democrazia statunitense? È ovvio che gli statunitensi stanno compiendo atti di terrore contro il popolo di Falluya per una sola ragione: il suo rifiuto di accettare l'occupazione.

Sua Eccellenza ed il mondo intero sanno molto bene che gli statunitensi ed i loro alleati hanno devastato il nostro paese con il pretesto della minaccia delle armi di distruzione di massa. Adesso, dopo tutta la distruzione e l’assassinio di migliaia di civili, hanno ammesso che le armi non si sono trovate. In compenso non hanno detto nulla sui crimini che hanno commesso. Disgraziatamente tutto il mondo resta in silenzio e non degnerà con espressioni di condanna nemmeno i civili iracheni assassinati. Pagheranno gli USA qualche compenso come è stato obbligato a fare l'Iraq dopo la Guerra del Golfo del 1991?

Sappiamo che viviamo in un mondo a “due pesi e due misure”. A Falluya (gli statunitensi) hanno creato un nuovo e vago obiettivo: "Al-Zarqawi". Al-Zarqawi non è che un nuovo pretesto per giustificare i loro crimini, ammazzando e bombardando quotidianamente civili. E’ trascorso quasi un anno da quando hanno creato questo nuovo pretesto ed ogni volta che distruggono case, moschee, ristoranti, ed ammazzano bimbi e donne, dicono "abbiamo lanciato un'operazione di successo contro Al-Zarqawi". Non diranno mai che l'hanno ammazzato perché tale persona non esiste. E ciò significa che l'assassinio di civili ed il genocidio quotidiano continueranno.
Il popolo di Falluya Le assicura che questa persona, se esiste, non è a Falluya né probabilmente in alcun altro luogo dell'Iraq. Il popolo di Falluya ha chiesto molte volte che chiunque veda Al-Zarqawi gli dia la morte. Adesso tutto il mondo si è reso conto che quest’uomo non è altro che un eroe ipotetico creato dagli statunitensi. Allo stesso tempo, il rappresentante di Falluya, il nostro dirigente di Tribù, ha denunciato in ripetute occasioni le azioni di sequestro ed assassinio di civili; noi non abbiamo alcuna relazione con nessun gruppo che si comporti di modo tanto disumano.

Sua Eccellenza, ci appelliamo a Lei ed a tutti i dirigenti del mondo affinché esercitino la più forte pressione possibile sull'Amministrazione Bush, perché ponga fine ai suoi crimini a Falluya e perché ritiri il suo esercito dalla città. Falluya godeva di tranquillità e di pace quando se ne andarono. Non siamo stati testimoni di alcun disordine in città. L'amministrazione civile funzionava bene, nonostante le sue limitate risorse. Semplicemente non abbiamo dato il benvenuto alle forze di occupazione. Questo è nostro diritto, in accordo con la Carte delle Nazioni Unite, con il Diritto Internazionale e con le regole dell'umanità. Se gli statunitensi credono il contrario, dovrebbero innanzi tutto abbandonare le Nazioni Unite e tutte le sue agenzie, prima di agire in modo contrario alla Carta che essi hanno sottoscritto.

È molto urgente che Sua Eccellenza, insieme ai dirigenti mondiali, intervengano in maniera immediata per prevenire un nuovo massacro.

Abbiamo cercato di contattare i Suoi rappresentanti in Iraq per chiedere loro di essere più attivi al riguardo ma, come Lei sa, vivono nella "Zona Verde" (di massima sicurezza a Baghdad), dove non possiamo raggiungerli. Vogliamo che le Nazioni Unite prendano posizione sulla situazione di Falluya, così come di molte parti del nostro paese.

Coi nostri migliori auguri
Kassim Abdullsattar Al-Jumaily
(Presidente del Centro Studi sui Diritti umani e la Democrazia)

A nome del popolo di Falluya e di:

Consiglio della Shura di Falluya
Associazione di Sindacati
Sindacato degli Insegnanti
Consiglio dei Dirigenti delle Tribù
Casa della Fatwa e dell'Educazione Religiosa

traduzione dallo spagnolo del Ccdp