da www.ptb.be - Parti du Travail de Belgique - PTB
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABCCBCBD&obid=25205
Quattro domande sull'Iraq oggi
L' 80% dei belgi
erano contro la guerra in Iraq. Ma oggi, la situazione sembra più confusa.
Risposte alle quattro domande più frequenti in queste ultime settimane.
Mohammed Hassan e Davide Pestieau
17-11-2004
Perché gli iracheni
si uccidono tra loro?
"Gli iracheni uccidono altri iracheni", riportano i grandi
media, focalizzando l'attenzione sugli attentati con autobombe. Quale è la
realtà?
Il giornale scientifico The Lancet ha stabilito che almeno 100.000 persone sono
morte in seguito dell'aggressione americana. L'84% di queste morti sono
direttamente imputabili all'azione delle truppe americane e britanniche. Il 95%
delle vittime sono dovute agli attacchi aerei e dell'artiglieria che hanno
ucciso donne e bambini (1). Conclusione: la stragrande maggioranza delle morti
in Iraq è dovuta all'occupante straniero.
In seguito, la resistenza attacca, con circa 90 attacchi al giorno, le truppe
americane così come i soldati del nuovo esercito che sono considerati
collaboratori.
In più, l'esercito USA ha installato un governo composto su base etnica e
religiosa che semina la divisione nel paese. I partiti governativi si fanno la
concorrenza per essere meglio protetti dagli americani.
Infine, l'esercito americano ha messo in piedi un programma simile
all'operazione Phnix in Vietnam: operazioni speciali destinate a screditare la
resistenza (2). Come sospettano numerosi iracheni, sono questi agenti speciali
che starebbero dietro gli attentati indiscriminati contro chiese e moschee. Già
durante la guerra del Vietnam, gli agenti americani organizzarono attentati
contro le chiese per provocare dei conflitti tra buddisti e cattolici
vietnamiti.
Zarquawi ed Al-Qaïda
sono responsabili degli attacchi della resistenza?
Alla televisione ci servono sempre la stessa minestra: Abu Musab al-Zarquawi,
presunto luogotenente di Osama Ben Laden, sarebbe responsabile di tutto ciò che
accade in Iraq. E così Fallujah è bombardata costantemente da sette mesi, tutto
per eliminare questo terrorista.
Sami Ramadani, professore alla London
Metropolitan University, risponde a questa nuova arma di menzogna diffusa,
utilizzata dall'occupante americano: "Le forze di occupazione hanno
ammesso che il numero di attacchi della resistenza durante l'ultimo mese è di
circa 2.700 (90 al giorno). E quanti di questi sono stati rivendicati da
Zarquawi ? Sei - 6 -. Sei enormi titoli nei telegiornali che dominano tutto.
Nello stesso modo in cui prima della guerra l'opinione pubblica considerava i
25 milioni di iracheni come portatori della minaccia di armi di distruzione di
massa, oggi considera la resistenza semplice malvivenza". (3)
Una lotta della
democrazia contro i fondamentalisti?
La guerra in Iraq è una guerra di
democratici contro pericolosi integralisti musulmani?
Da un lato, la resistenza: comprende dei "nazionalisti iracheni, dei
gruppi religiosi, il vecchio Partito Baath ed i membri della Guardia
repubblicana che è coordinata dal vecchio numero 2 del regime Izzat Ibrahim
al-Douri. "(4)
Dall'altro, il governo iracheno che comprende,: il partito religioso sciita
Dawa, il Consiglio supremo della rivoluzione islamica (religioso sciita) il
partito islamico dell'Iraq (sunnita che ha lasciato il governo) la Coalizione
nazionale irachena del Primo ministro Allawi, le organizzazioni curde,
Dai due lati ci sono laici e sostenitori di un Stato islamico ma i "buoni
musulmani" per gli americani sono quelli che collaborano con loro, i
"cattivi", "fondamentalisti anti-democratici" fanno parte
della resistenza. Come ci sono i "buoni" ex-baatisti
"democratici" ed i "cattivi" baatisti.
I "buoni", come l'attuale Primo ministro Allawi, colpevole di
terrorismo(5), sono quelli che hanno lasciato il partito Baath negli anni 70 e
80, perché ritenevano il regime troppo anti-occidentale, non abbastanza per il
mercato libero ed intransigente sulla questione israeliana.
I "cattivi" sono quelli che compongono la resistenza sulla base di un
programma nazionalista che vuole garantire che le ricchezze dell'Iraq restano
agli iracheni.
Bush più forte che
mai in Iraq?
Nulla è meno sicuro.
Contrariamente a ciò che il potere di fuoco dispiegato a Fallujah potrebbe
lasciare credere, la situazione non è delle migliori per l'esercito USA(6).
- la media dei morti e feriti americani è di 747 al mese dalla fine di giugno,
contro 415 dei primi 15 mesi dell'occupazione
- il numero di resistenti armati è passato, secondo il generale-maggiore britannico
Andrew Graham, da 5.000 del novembre 2003 a 40-50.000 di settembre 2004.
Richard Haas, presidente del Council of Foreign Relations, afferma che
l'amministrazione Bush ha maggiori difficoltà a muoversi rispetto all'epoca del
primo mandato. A causa del debito estero crescente così come della dipendenza
energetica crescente, dell'aumento dell'anti-americanismo e soprattutto per la
guerra in Iraq. "La guerra in Iraq ha diminuito la possibilità di altre
scelte. È la realtà obiettiva. Negli ultimi 18 mesi, la politica estera
americana si è già dovuta contenere".(7)
Così il margine di manovra degli Stati Uniti per impedire la formazione di
nuove alleanze anti-americane è ancora più limitata. Ad esempio la Cina ha
appena firmato il contratto del secolo con l'Iran: un contratto di 70 miliardi
di dollari, 53 miliardi di euro, per assicurare l'esportazione di gas e di
petrolio verso la Cina (8). Impensabile solo qualche anno fa.
Le contraddizioni con alcuni grandi paesi europei restano molto importanti.
Così, la Francia ha annunciato che sosterrebbe una conferenza sull'Iraq purché
la resistenza vi possa partecipare a fianco dei partiti presenti nell'attuale
governo (9). Questo proposta è stato rifiutata dagli americani. Il 5 novembre,
Chirac ha lasciato il vertice europeo nel momento in cui il Primo ministro
iracheno Allawi era presente.
Note
1) Roberts L., Lafta R., Garfield R., Khudhairi J. y Burham G., "Mortality
before and after the 2003 Invasión of Iraq: Cluster Sample Survey", The
Lancet, 29 ottobre 2004, http://image.thelancet.com/extras/04art10342web.pdf
2) "Phoenix Rising", Robert Dreyfus, The American prospect, 1 gennaio
2004
3) "The true face of The resistance", The Guardian, 30 settembre 2004
4) "Fanning The flames of resistance ", Syed Saleem Shahzad, Asia
Time, 9 novembre 2004
5) Su richiesta della CIA, Allawi ha organizzato degli attentati negli anni 90
per destabilizzare il regime iracheno
6) "The costs of The failed Iraqi transition", Asia Time, 2 ottobre
2004
7) "Powell invites European allies to span gap on Iraq", Guy Dinmore,
9 novembre, Financial Time
8) "Canzonarono, Iran sign biggest oil&gas deal", Xinhua, 30
ottobre 2004
9) "Inchiesta e servizi sulla guerra in Iraq", Le Monde, 23 ottobre
2004.
traduzione dal francese a cura del Ccdp