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La Resistenza guarda oltre Falluja
Syed Saleem Shahzad
KARACHI, 18 novembre 2004 - La
superiorità militare americana ha prevalso a Falluja, ma non è certamente un
colpo tremendo per l'insurrezione, che continuerà la sua resistenza, lavorando
nello stesso tempo alla costruzione di un movimento politico che coinvolga gli
esuli nelle Nazioni arabe e non-arabe per la liberazione dell'Iraq dalla
dominazione straniera.
Nel frattempo, secondo un'informazione raccolta in Iraq dall'Asia Times Online,
la resistenza continuerà nel suo corso attuale di scontri a bassa intensità con
le forze Usa nelle aree più diverse possibili. Ormai una seria rivolta si è
diffusa ad Al-Anbar, Mosul, Samarra, Tikrit, Tamim, Baghdad, Babil e altre
zone.
Il comando e la direzione di una guerra di guerriglia erano stati ben
progettati prima dell'invasione del Paese lo scorso anno. Intorno a febbraio
2003, circa 35.000 Feddayn (i paramilitari "uomini del sacrificio" di
Saddam Hussein) erano stati addestrati per la guerriglia urbana. E anche Saddam
aveva ristabilito i rapporti con le scuole islamiche di ordine salafita a
Falluja, con i gruppi islamici sufi a Tamim, e mise a punto una strategia in
base alla quale questi gruppi accettarono di coordinarsi con i comitati di
difesa del Partito Ba'ath.
Un elemento chiave della resistenza era che ufficialmente le milizie irachene
addestrate e i membri del Partito Ba'ath non si sarebbero impegnati in una
battaglia totale. Essi reclutarono i civili, che furono addestrati ed
equipaggiati con armi e munizioni. Queste seconde forze, per lo più partigiani
motivati religiosamente, furono carne da cannone. Questo è stato ampiamente
dimostrato a Falluja, dove i capi e i miliziani "professionisti" si
sono ritirati prima che cominciasse l'attacco Usa alla città.
Campo di battaglia politico
Un numero di importanti membri del Partito Ba'ath era stato assegnato a
missioni di intelligence irachene all'estero al tempo di Saddam. Dopo
l'occupazione Usa dell'Iraq questi Ba'athisti trovarono rifugio in Siria, dove
attualmente formano un solido movimento politico. Gruppi simili si suppone
esistano in Egitto, Sudan, Russia, Cina, Francia e Libia. Il loro obiettivo è
organizzarsi in qualche forma di "governo in esilio".
Il Partito Ba'ath Iracheno e il Partito Ba'ath Siriano hanno una lunga storia
di divergenze che hanno compromesso gravemente il sogno pan-arabo di una
Repubblica araba unita comprendente l'Iraq, l'Egitto e la Siria, come pure la
Palestina liberata. Comunque, ben prima della guerra, Saddam risolse molte
controversie con la Siria e il governo di lì si oppose energicamente
all'attacco Usa contro l'Iraq. Ma sotto le immense pressioni Usa, la Siria non
fu in grado di aiutare la resistenza irachena. Ciononostante, un secondo ordine
del Partito Ba'ath in Siria è fortemente impegnato nell'aiuto alla resistenza
irachena, così essi hanno dato rifugio ai loro compagni di partito Iracheni.
Un significativo sviluppo nella resistenza irachena è rappresentato dai loro
siti web in lingua araba, che pubblicano fotografie e informazioni sulla
resistenza con cadenza giornaliera.
Guardando in faccia la realtà
Il ministro dell'Interno iracheno Faleh Hassan al-Naqib, parlando in una conferenza
stampa, ha ricosciuto alcune realtà oggettive mai prima d'ora ammesse
dall'amministrazione Usa o addirittura dal governo ad interim di al-Naqi
installato dagli Usa. Il ministro ha riconosciuto che la resistenza non è una
galassia di gruppi islamici, ma piuttosto un movimento organizzato e molto ben
coordinato con una struttura di comando. Egli ha anche ammesso che è un
movimento autoctono, con solo il 4-6 per cento di stranieri. E contrariamente
alle frequenti affermazioni Usa che il giordano Abu Musab al-Zarqawi e i membri
del suo gruppo ne sarebbero i capi, egli ha riconosciuto che la resistenza
comprende per lo più fedeli di Saddam.
Anche Al-Naqib ha ammesso che l'insurrezione ha sviluppato una certa forma di
leadership politica che agisce dalla Siria.
Influenze tribali
Un importante aspetto della resistenza è il ruolo della società tribale. E' una
regola in tutte le società tribali irachene che le decisioni siano unificate e
non vengano mai disattese dai membri della tribù. Questo orientamento nazionalista
va oltre le differenze tra Sunniti e Sciiti - attualmente, tutti i membri del
clero sciita di origine araba da Baghdad, compreso Moqtada al-Sadr, hanno
alzato la loro voce in difesa della resistenza, e Moqtada ha sospeso il suo
appoggio alle programmate elezioni di gennaio.
Nel sud, fra le tribù beduine, dove il Partito Ba'ath era molto forte, sono
anche cominciati sporadici attacchi contro le truppe britanniche. I gruppi che
restano esclusi dalla resistenza comprendono quelli nelle province di Kerbala e
Najaf, dove le tradizioni tribali arabe sono deboli a causa della forte
prevalenza di persone di origine indiana e iraniana.
Syed Saleem Shahzadis Bureau Chief, Pakistan, Asia
Times Online. L'Autore può essere contattato all'indirizzo: saleem_shahzad2002@yahoo.com..
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Traduzione di Giovanni Gotti
Testo originale:
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