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Torturati su procura


I servizi segreti nordamericani stanno utilizzando aerei affittati per trasportare prigionieri imbavagliati e sedati in altri paesi, perché siano "torturati su procura".

Stephen Grey - timesonline.co.uk

Tradotto per Rebeliòn da Germàn Leyens
19/11/2004

Un jet operativo viene utilizzato dai servizi segreti USA per trasportare persone sospettate di terrorismo in paesi che utilizzano di routine la tortura nelle loro prigioni.

I voli del Gulfstream5, affittato da agenti del dipartimento di difesa USA e dalla CIA, sono dettagliati nei registri confidenziali ottenuti da The Sunday Times,che menzionano più di 300 voli.

Tra i paesi con cattivi precedenti nel rispetto dei diritti umani, ai quali gli statunitensi hanno consegnato prigionieri, ci sono, secondo gli archivi, l’Egitto, la Siria e l’Uzbekistan. I registri hanno dato luogo a critiche, secondo le quali i servizi segreti stanno utilizzando tali regimi per realizzare "torture su procura", accuse respinte dal governo USA.

Si rende noto che parte delle informazioni estorte ai sospettati è stata utilizzata da MI5 ed MI6, i servizi segreti britannici. La Camera dei Lord sta valutando l'ammissibilità davanti ad un tribunale delle confessioni ottenute sotto tortura, a partire da un appello di prigionieri detenuti nella prigione Belmarsh, a sud di Londra, ma nati all'estero, contro la loro detenzione senza giudizio per sospetto di terrorismo.

Durante gli ultimi anni, il Gulfstream senza identificazione ha visitato aeroporti britannici in numerose occasioni, benché non si crede che in quell'epoca stesse trasportando sospetti.

Il Gulfstream ed un Boeing 737, d’aspetto altrettanto anonimo, vengono affittati da agenti statunitensi di Premier Executive Transport Services, una compagnia privata del Massachusetts.

Il 737 bianco, con numero di matricola N313P, ha 32 posti a sedere.

Visita frequentemente basi militari statunitensi, sebbene la sua esatta funzione non sia stata rivelata.

Si sa di più del Gulfstream, numero di matricola N379P, che può trasportare 14 passeggeri.
I movimenti dettagliati nel registro dei piani di volo possono essere confrontati con diverse apparizioni del Gulfstream in aeroporti, dai quali agenti anti-terrorismo USA si sono portati via sospetti terroristi.

Un'analisi dei piani di volo dell'aereo, nell’arco di oltre due anni, mostra che esso parte sempre da Washington D.C. Ha raggiunto 49 destinazioni fuori dagli USA, incluso il campo di prigionia della Baia di Guantánamo a Cuba ed altre basi militari USA, in Egitto, Giordania, Iraq, Marocco, Afghanistan, Libia ed Uzbekistan.

Testimoni affermano che i sospetti sono frequentemente legati, imbavagliati e sedati prima di essere collocati negli aerei, i quali non hanno installazioni speciali per prigionieri, ma tavoli per riunioni, schermi per presentazioni e cinema durante il volo.

L'aereo USA non è utilizzato solamente per trasportare prigionieri, ma sembra essere a disposizione di funzionari della difesa e dell’intelligence per missioni con partenza da Washington.

Il programma svedese della televisione Cold Facts informò, per la prima volta in maggio, circa le loro missioni di trasferimento di prigionieri. Riferì come agenti statunitensi fossero arrivati a Stoccolma a bordo del Gulfstream nel dicembre 2001, per trasportare due sospetti di terrorismo dalla Svezia in Egitto.

Verificandosi ciò che fu presentato come una "estradizione" verso l'Egitto, ministri svedesi non menzionarono pubblicamente la partecipazione statunitense nella detenzione di Ahmed Agiza, di 42 anni, e di Muhammed Zery, di 35 anni, che più tardi furono assolti.

Testimoni descrissero di aver visto i prigionieri consegnati ad agenti USA i quali avevano viso coperto da cappucci. Avevano tagliato gli indumenti dei prigionieri ammanettati, li avevano vestiti con pannolini coperti da fasce arancioni non prima di aver messo loro a forza supposte sedative.

Il Gulfstream li portò in Egitto, dove entrambi i prigionieri affermarono di essere stati pestati e torturati con scariche elettriche nei genitali. Nonostante le leggi svedesi sulla libertà di informazione, i telegrammi diplomatici sul caso, consegnati ai mezzi di informazione, erano stati alterati per occultare le lamentele sulle torture.

Hamida Shalaby, madre di Agiza, disse: "Il materasso era elettrificato... Quando lo collegavano all'elettricità, il suo corpo saltava e cadeva e questi salti e cadute continuavano fino a che sconnettevano l'elettricità."

Un mese prima dell'estradizione svedese, lo stesso Gulfstream fu identificato da Masood Anwar, un giornalista pachistano a Karachi. Il personale dell'aeroporto disse ad Anwar di aver visto che un gruppo di uomini bianchi mascherati trasportavano nel jet Jamil Gasim, uno studente yemenita, che sospettavano di collegamenti con Al Qaeda. Il jet portò Gasim in Giordania e da allora è scomparso.

"Tutta l'operazione fu tanto misteriosa che tutte le persone coinvolte, inclusi i soldati USA, portavano maschere”, disse ad Anwar una fonte nell’aeroporto.

In un'altra missione, nel gennaio del 2002, un Gulfstream fu visto nell'aeroporto di Giacarta per portarsi via Muhammad Saad Iqbal, di 24 anni, sospettato di appartenere ad Al Qaeda, che secondo funzionari USA era conosciuto da Richard Reid, l’autore della “bomba-scarpa” incarcerato negli USA per aver cercato di fare esplodere un aereo in volo da Parigi a Miami.

Un funzionario indonesiano dichiarò ad un giornale statunitense che Iqbal fu "messo precipitosamente a bordo di un Gulfstream senza identificazione, registrato negli USA ... e trasportato in Egitto"; da allora non si è più saputo quasi nulla di lui.

Il registro dei piani di volo del Gulfstream della CIA mostra che volò da Washington al Cairo, dove raccolse agenti della sicurezza egiziani, prima di andare apparentemente a Giacarta per trasportare Iqbal in Egitto.

Un altro trasferimento ebbe a che vedere con un cittadino britannico. L’8 novembre del 2002 il Gulfstream partì verso Banjul in Gambia. Lo stesso giorno Wahab Al-Rawi, un britannico di 38 anni, fu una delle quattro persone arrestate nell'aeroporto dalla polizia segreta locale e consegnate ad inquirenti, che si dissero appartenere "all'ambasciata USA".

Wahab disse che precedentemente era stato interrogato da MI5 perché suo fratello Basher, cittadino iracheno, era un conoscente di Abu Qatada, il religioso radicale residente a Londra.

Quando Wahab chiese agli agenti della CIA di metterlo in contatto con il console britannico, come prevede la convenzione di Vienna firmata dagli USA, gli agenti risero. "Perché credi di essere qui?" gli disse un agente. "È stato il tuo governo a fornirci i tuoi dati, tanto per cominciare." Più tardi liberarono Wahab, ma Basher fu inviato a Guantánamo e continua a stare lì pur non essendo stato accusato di alcun crimine specifico.

Alcuni ex-agenti della CIA ed attivisti per i diritti umani affermano che detta agenzia ed il Pentagono utilizzano una processo chiamato "consegna" per inviare persone sospette in paesi come Egitto e Giordania. Lì vengono torturati soprattutto per ottenere informazione utili agli statunitensi che, si dice, incoraggiano quei paesi ad utilizzare metodi aggressivi di interrogatorio proibiti secondo la legge USA.

Bob Baer, ex-agente della CIA in Medio Oriente, disse: "Se vuoi un interrogatorio serio manda un prigioniero in Giordania. Se vuoi che lo torturino mandalo in Siria. Se vuoi che sparisca... lo mandi in Egitto."

Tra i paesi nei quali gli USA hanno inviato prigionieri c’è l’Uzbekistán, uno stretto alleato ed una dittatura la cui polizia segreta è tristemente famosa per i suoi metodi di interrogatorio, inclusa l’affermazione che hanno “bollito” dei prigionieri. Il Gulfstream ha compiuto per lo meno sette viaggi verso la capitale uzbeca.

I dettagli confermano le affermazioni di Craig Murray, l’ex-ambasciatore britannico, secondo cui gli USA hanno inviato sospetti di terrorismo dall’Afganistán all’Uzbekistán per essere interrogati e torturati.

In un suo memoriale, la cui pubblicazione il mese scorso ha contribuito alla sua destituzione, Murray informò Jack Straw, segretario agli esteri, che il capo della base della CIA a Tashkent aveva “riconosciuto con favore che si utilizzava la tortura per ottenere informazioni."

La CIA ed il Premier si sono rifiutati di discutere le rivelazioni circa gli aerei.  Il governo statunitense, tuttavia, nega di essere in qualsiasi modo complice di torture ed afferma di lavorare attivamente per eliminarne la pratica.

Copyright 2004 Times Newspapers Ltd.
http://www.timesonline.co.uk/article/0,,2089-1357699,00.html

traduzione dallo spagnolo  del CCdp