da:
www.uruknet.info - 24/01/2005
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Lettera aperta
sull’occupazione dell'Iraq al Social Forum Mondiale
International Action Center
Facciamo appello ai partecipanti del Social
Forum Mondiale perchè appoggino azioni a
livello mondiale il 19-20 marzo per l’immediata fine dell'occupazione criminale
dell'Iraq, per esprimere solidarietà con la coraggiosa resistenza irachena che
ha sbaragliato l'Impero USA ed unirsi in spirito ed azione volti a creare al
SFM un foro per coloro che sono solidali con la resistenza.
AZIONE: i SFM dovrebbero limitarsi a parlare su come rendere “possibile
un altro mondo?” Questo svaluta il potenziale del SFM. I Social Forum hanno già
inspirato azioni. L’espressione più alta: l’appello emerso da Firenze nel
novembre 2002 e la sua approvazione nel gennaio 2003 al SFM di Porto Alegre.
Questo ha fatto si che milioni di persone scendessero per le strade in gennaio,
febbraio e marzo 2003. Queste azioni hanno costruito una reale solidarietà tra
i lavoratori e le persone progressiste del “nord” imperialista ed i miliardi di persone del Sud globale in
modi che le sole parole mai avrebbero potuto fare.
MARZO 19-20: Il prossimo fine settimana di proteste mondiali coinciderà
col secondo anniversario dell'invasione illegale degli USA. Invitiamo i
partecipanti del SFM a diffondere e portare avanti queste azioni per rendere
questo un vero fine settimana di lotta mondiale. In ogni paese le
organizzazioni sceglieranno i loro slogans. Ma noi asseriamo che: (1) l'occupazione
è illegale ed illegittima, (2) gli iracheni hanno il diritto di resistere
all’occupazione in qualunque modo si renda necessario e (3) il mondo è in
debito verso la resistenza irachena per aver fatto deragliare la macchina da
guerra statunitense.
SOLIDARIETA’: Ricordi il 1° maggio 2003 quando George W.Bush dichiarò
“missione compiuta” sul ponte della Lincoln? I carrarmati del Pentagono furono
puntati contro Iran, Siria, Corea del Nord, ed ai confini con la Cina. Cuba,
Venezuela e Colombia erano nel loro mirino. Solidarietà contro l’intervento ed
il sovvertimento è ancora necessaria in tutti questi luoghi. Ma il Pentagono
ora deve pensarci bene ed a lungo prima di inviare le sue truppe di terra.
Perché? La resistenza irachena ha demoralizzato i militari USA. La gioventù
americana evita le forze armate. I sergenti non si riarruolano più. C'è quasi
una ribellione nei ranghi. Ulteriori aggressioni potrebbero aggravare la loro
crisi.
AUTODETERMINAZIONE: esistono differenti forze nella resistenza irachena.
Hanno diverse ideologie ed obiettivi, ma tutti vogliono Stati Uniti ed ogni
altra truppa straniera d’occupazione fuori dell'Iraq. Solidarietà con la
resistenza significa semplicemente solidarietà con la sua lotta per cacciare le
forze occupanti. Né Washington né Bruxelles dovrebbero decidere il futuro
dell'Iraq, e neanche il movimento contro la guerra od il SFM. Gli iracheni
decideranno. Questa è autodeterminazione.
ASCOLTIAMO LA RESISTENZA: Rappresentanti di alcune forze della
resistenza irachena saranno presenti al SFM. Uno ha firmato un appello che
richiede una grande sessione plenaria in appoggio alla resistenza irachena,
alla luce delle dimostrazioni del 19 marzo. Noi appoggiamo questa proposta. Può
smentire le falsità della guerra contro l'Iraq, dalle menzogne sull’11
settembre e le “armi di distruzione di massa”, ai crimini di Abu Ghraib e
l'assalto di Falluja, agli obiettivi della stessa resistenza.
International Action Center (USA - fondata da Ramsey Clark)
“Out Now Coalition” ha indetto una dimostrazione per il 19 marzo a New York, la
città dove l'attacco alle Torri Gemelle nel settembre del 2001 fu preso
dall'amministrazione Bush come scusa per giustificare guerre preventive
infinite. Le richieste sono: riportare
a casa le truppe adesso! Fine dell'occupazione dell'Iraq! Soldi per lavoro,
sanità, scuola e casa - non per la guerra! Giù le mani dalla previdenza
sociale! La protesta punta a riprendere il Central Park, proibito durante la
Convention Nazionale Repubblicana della scorsa estate. L’appello ha ricevuto
forte appoggio da sindacati e comunità afroamericane e latinoamericane nella
città. Altre maggiori azioni quel giorno convergeranno su una base militare
vicino a Fayetteville, nord Carolina, ed in California.
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Traduzione dall’inglese a cura del Ccdp