www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 09-03-05

da: Granma Internacional Digital http://www.granma.cu/  - La Habana, 04-03-2005

http://www.granma.cu/espanol/2005/marzo/sab5/torturas.html

 

Continuano le torture ai prigionieri da parte degli Stati Uniti

 

Washington, 5 marzo – Il quotidiano The Washington Post denuncia oggi che, a dispetto dello scandalo delle torture ai prigionieri iracheni nella prigione di Abu Ghraib, gli Stati Uniti continuano coi maltrattamenti ai detenuti d’oltremare.

 

In un editoriale intitolato “Abusi segreti”, l'influente giornale assicura che fatti come quelli di Abu Ghraib “sono capitati ed ancora si verificano nella rete di detenzione segreta globale che mantiene la CIA”.

 

Secondo il quotidiano, nelle prigioni clandestine in Afghanistan ed in altri luoghi, ed in centri penitenziari diretti da paesi alleati di Washington, la CIA mantiene decine di imputati ai margini di ogni procedura legale, perfino senza che i famigliari dei detenuti ne conoscano la localizzazione.

 

Ed il quotidiano commenta: “Ed in molti casi questi prigionieri sono scomparsi”.

 

The Washington Post ricorda che lo scorso gennaio il segretario alla Giustizia, Alberto Gonzales, confermò che la Casa Bianca aveva autorizzato gli inquisitori della CIA a sottoporre gli imputati ad un trattamento “crudele, inumano e degradante”, pratica proibita da un trattato internazionale, paradossalmente ratificato dagli Stati Uniti.

 

Il giornale mette in  risalto che qualcosa di molto simile è successo nelle carceri dirette dal Dipartimento della Difesa, nonostante che, si suppone, dopo i fatti di Abu Ghraib esistano piani per ristrutturare il sistema carcerario sotto giurisdizione militare.

 

In quella prigione ubicata alla periferia di Baghdad scoppiò, alla fine del 2003, lo scandalo delle torture, con la diffusione di decine di fotografie sugli abusi e sulle vessazioni sessuali alle quali i militari statunitensi sottomettevano i detenuti.

 

“Ma fino ad ora nessuno dei funzionari ed ufficiali del Pentagono responsabili dello scandalo ha ammesso la propria responsabilità”, afferma il Washington Post.

 

Ciononostante, secondo il quotidiano, sebbene ciò che ha ricevuto maggior attenzione sia stato lo scandalo di Abu Ghraib, ciò che si sa sulle “prigioni segrete della CIA indica che gli abusi sono stati più seri”.

 

L’Ispettore Generale della CIA sta investigando su almeno una dozzina di casi di maltrattamenti, inclusi  come minimo quattro morti, tra questi un afgano che, per ordine d’un ufficiale della CIA, fu denudato, incatenato e lanciato su un pavimento di cemento, dove passò la notte in pieno inverno. Verificatane la morte, segnala il Washington Post, fu sotterrato in un luogo non identificato, all’oscuro dei famigliari, ed il funzionario della CIA che diede l'ordine ottenne una promozione.

 

Questo giovedì, anche il quotidiano The New York Times ha deriso la relazione del Dipartimento di Stato sui diritti umani, poiché passava sotto silenzio i maltrattamenti commessi oltremare dalle truppe del Pentagono.  Il quotidiano ha contestato che “di fatto, alcune delle pratiche che il rapporto ha qualificato come tortura quando riferite a governi stranieri, in un dato momento sono state accettate nei centri di prigionia sotto la giurisdizione del segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld”.

 

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Adelina Bottero e Luciano Salza