da: il manifesto - 10 Marzo 2005
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/10-Marzo-2005/art44.html
Nasce il Fronte anti-occupazione e
per la resistenza
Un nuovo Fronte Patriottico, composto da varie forze sunnite,
sciite e laiche, propone un «dialogo nazionale» a condizione che venga fissata
una data per il ritiro delle truppe Usa.
False le immagini della cattura di Saddam
di Stefano Chiarini
Offensiva della guerriglia
irachena in tutto il paese, a partire da un attacco con un camion bomba contro
l'hotel al Sadeer a Baghdad, vicino al Palestine Hotel, che ha provocato la
morte di tre guardie irachene e il ferimento di 30 contractors americani e
israeliani, mentre il neonato «Fronte patriottico anti-occupazione» - sunnita,
sciita e laico - ha proposto ai partiti al governo con gli Usa un «dialogo
nazionale» a condizione che venga fissata una data precisa per il ritiro delle
truppe di occupazione. Il bilancio di questa tragica giornata di guerra è di 41
morti iracheni, tra soldati, militari e civili e di due soldati americani
uccisi dalla resistenza.
La notizia più importante della giornata è però la nuova offensiva politica
lanciata da un neonato Fronte Patriottico dell'opposizione all'occupazione
recentemente messo in piedi da un vasto arco di forze politiche e sociali
sunnite, sciite e laiche: l'Associazione degli Ulema musulmani, l'università
dello sheik sciita Jawad al Khalisi, il movimento del leader sciita radicale
Moqtada al Sadr, il Fronte Patriottico di liberazione (arabi nazionalisti ed ex
baathisti), L'Iraqi National Foundation Congress, il Partito dell'avanguardia
nasseriana, il Consiglio per la volontà della donna, L'unione progressista
degli studenti, il raggruppamento arabo di Kirkuk, l'Unione delle donne
repubblicane. Il nuovo fronte della resistenza politica all'occupazione ha
avuto nei giorni scorsi due incontri, i primi di questo genere, con i due
raggruppamenti, già presenti nel governo filo-Usa, che hanno vinto le ultime
elezioni del 30 gennaio boicottate dalle opposizioni.
Nel corso degli incontri, che hanno avuto luogo nella moschea di Um al Qura a
Baghdad, sede dell'Associazione degli Ulema, il fronte dell'opposizione ha
proposto l'apertura di un «dialogo nazionale» sulla base di alcune
irrinunciabili condizioni ricordate ieri dal portavoce dell'Associazione
Muthanna al Dari: fissazione di una data - garantita internazionalmente - per
il ritiro delle truppe di occupazione, il riconoscimento del diritto del popolo
iracheno a resistere con le armi alle forze occupanti, abolizione del criterio
etnico-confessionale - introdotto dagli Usa - nella vita politico-istituzionale
irachena, la liberazione dei prigionieri dalle carceri Usa, un cessate il fuoco
generale, il rifiuto di qualsiasi divisione dell'Iraq su basi etniche o
confessionali. Intanto un ex marine, libano-americano, ha dichiarato ieri che
tutte le riprese con scoperta del pozzo nel quale si sarebbe nascosto Saddam
Hussein e quelle della sua cattura sarebbero in realtà del tutto false. Secondo
l'ex sergente, Nadim Abou Rabeh, intervistato a Beirut da un giornale saudita
«al-Medina», Saddam sarebbe stato catturato venerdì 12 dicembre e non il giorno
dopo, il 13, da un commando di 20 soldati Usa, otto dei quali originari di vari
paesi arabi.
La cattura sarebbe avvenuta in una fattoria nell'area di
Dour, nei pressi di Tikrit. Saddam si sarebbe difeso a lungo ingaggiando
un'intensa sparatoria con i marines uno dei quali, originario del Sudan, sarebbe
stato ucciso nell'assalto.