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da: www.rebelion.org - 22-03-2005

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Iraq, la guerra privatizzata: il collegamento col Sudafrica

 

USA e Regno Unito hanno promosso senza scrupoli

la privatizzazione della repressione e la legittimazione dell'attività mercenaria.

 

Andy Clarno e Salim Vally

ZNet Iraq Solidaridad

 

Dal campo di battaglia dell'Iraq è emerso un fatto sorprendente, che ha apportato solide prove sul fatto che il modo di condurre le guerre si è trasformato radicalmente durante gli ultimi 15 anni. Nella Guerra del Golfo del 1991 ogni cento soldati dispiegati dalla coalizione capeggiata dagli USA, uno era mercenario a contratto con imprese militari private. Oggi in Iraq ogni cinque soldati della coalizione, più di uno è mercenario. Dalla metà degli anni ’90, l'industria che più rapidamente è cresciuta nel mondo è stata quella del settore militare privato. L'industria militare, con gli USA maggiore cliente, era valutata tra i 100 ed i 200 miliardi di dollari l’anno, già prima dell'invasione dell'Iraq.

 

Attualmente operano in Iraq 130.000 soldati statunitensi, 9.000 britannici e 15.000 del resto della coalizione. I mercenari, stimati in più di 30.000 privati “esperti di sicurezza”, compongono ora la seconda forza militare nel paese. Le enormi risorse petrolifere e l'incontenibile resistenza hanno fatto del paese una calamita per i mercenari. Quelli che approfittano delle guerre, come le imprese statunitensi Bechtel e Halliburton, affittano eserciti privati per proteggere i loro investimenti e pagano fino a 1.000 dollari al giorno i loro mercenari, per missioni speciali come soffocare le sollevazioni delle città irachene.

 

I sudafricani in Iraq

 

Si stima che il numero di sudafricani in Iraq oscilli tra i 5.000 ed i 10.000. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite (ONU), il Sudafrica è tra i primi tre fornitori di personale alle compagnie private militari operanti in Iraq, dopo gli USA ed il Regno Unito. Almeno dieci imprese con sede in Sudafrica hanno inviato gente in Iraq. La maggior parte dei reclutati lavora come autista o guardia del corpo, proteggendo gli accessi ai depositi di rifornimenti ed ai beni di valore. Inoltre, varie centinaia di sudafricani sono stati accusati di aver combattuto a fianco di statunitensi e britannici a Falluya ed in altri luoghi di conflitto del paese. Membri di unità speciali della polizia, come il servizio d’elite della polizia sudafricana, che protegge le alte cariche come il presidente Mbeki, hanno cercato di ottenere la pensione anticipata per unirsi alle compagnie private in Iraq.

 

Tra i sudafricani, i più apprezzati per il reclutamento sono coloro che hanno prestato servizio nelle forze speciali d’elite all'epoca dell'apartheid: molti membri dei gruppi di sicurezza, come l'Ufficio di Cooperazione Civile, il Battaglione 32, la Brigata dei Paracadutisti, l’Unità 9 di reazione, i commandi di ricognizione Koevoet e Vlakplaas (molti dei quali ricevettero l'amnistia grazie alla Commissione di Verità e Riconciliazione) sono adesso in Iraq. Questo fatto è emerso lo scorso gennaio, quando una bomba a Baghdad ha ucciso Francois Strydom ed ha mutilato Deon Gouws.

 

Strydom e Gouws furono reclutati dall’impresa Internacional Erinys per prestare servizio come guardie del corpo ad un generale statunitense. Nella decade del 1980, Strydom lavorò per  Koevoet, un'ala violentissima dell'Esercito sudafricano, i cui membri venivano pagati in anticipo per i cadaveri degli attivisti della SWAPO [1] assassinati in Namibia. Ex membro di Vakplaas, Gouws ammise davanti alla Commissione Sudafricana di Verità e Riconciliazione (TRC, nella sua sigla inglese) di aver incendiato le case di 40 - 60 attivisti anti-apartheid, aver assassinato Piet Ntuli distaccato del governo nella provincia di KwaNdebele ed attivista dell’ANC (Congresso Nazionale Africano), aver lanciato una bomba incendiaria contro la casa di Fabián Ribiero ed aver assassinato nove attivisti.

 

Recentemente Gouws ha cambiato idea sulla sua attività mercenaria ed ora sta convincendo i sudafricani a non andare in Iraq. In una recente intervista ha dichiarato: “Andare in Iraq è firmare una sentenza di morte, è l'inferno; la gente non ci vuole, non esiste somma di denaro che paghi”. Indubbiamente: sino ad ora sono stati ammazzati in Iraq 13 sudafricani.

 

Lo scorso aprile, Gray Branfield, che lavorava per un'impresa chiamata Gruppo Hart, fu assassinato nella città di Kut, nell’est iracheno. Dopo aver trascorso gli anni ‘70 presso un'unità paramilitare d’elite in Rodesia, Branfield fu reclutato dall’Esercito sudafricano negli anni ‘80. Partecipando al Progetto Barnacle, Branfield favorì la cattura e l’assassinio dei principali leaders del movimento anti-apartheid in Sudafrica, compreso Joe Gqabi, rappresentante dell'ANC in Zimbabwe. Durante un'operazione segreta in Zimbabwe, Branfield sequestrò un ufficiale di polizia, legò degli esplosivi al suo corpo e prese in ostaggio la sua famiglia per assicurare la liberazione di un commando sudafricano catturato. Partecipò anche ad un piano d’attacco ad una casa dell'ANC nel Botswana, durante il quale furono assassinate mentre dormivano 14 persone, incluso un bambino.

 

La richiesta brutalità.

 

La brutalità dei soldati dell'epoca dell'apartheid è molto richiesta. Infatti deriva da una lunga tradizione d’attività mercenaria in tutta l'Africa. I sudafricani furono pionieri nella presentazione dell'attività mercenaria come “affare privato legale”. Alla fine degli anni ‘80 si creó l’Executive Outcomes (EO) e vi si coinvolsero forzatamente membri del Battaglione Bufalo 32 ed operativi del famoso Ufficio di Cooperazione Civile (OCB). Durante gli anni ‘90, EO diresse le operazioni di controinsurrezione attraverso l'Africa in cambio di concessioni minerarie e petrolifere. Alla fine degli anni ‘90, EO si trasformò in Sandline International, che più tardi chiuse e riapparve come Aegis Defense Systems. Lo scorso giugno, Aegis fu premiata dalle autorità statunitensi con un contratto milionario del valore di 300 milioni di dollari, per proteggere la Zona Verde al centro di Baghdad e per coordinare le attività di tutte le imprese private di sicurezza che operano in Iraq.

 

Le compagnie militari sudafricane giocano un ruolo predominante in Iraq. L'impresa Meteoric Tactical Solutions ha contratti per un valore di circa 3,1 milioni di dollari col governo britannico, per la fornitura di guardie del corpo ed autisti agli ufficiali presenti in Iraq. Quest'ultima compagnia, insieme alla Grand Lake Trading, si è registrata nel Comitato Nazionale per il Controllo delle Armi Convenzionali del Sudafrica per operare in Iraq. La Erinys International, fondata all'epoca dell'apartheid sudafricano da Sean Cleary, ufficiale militare dei servizi segreti, ha contratti per un valore di quasi 80 milioni di dollari per addestrare i soldati iracheni nella protezione delle installazioni petrolifere. Con l'appoggio del circolo finanziario vicino al politico Ahmed Chalabi, Erinys International ha assunto a contratto specialisti militari sudafricani per addestrare centinaia di membri del Congresso Nazionale Iracheno di Chalabi. In Iraq si ipotizza la possibilità che Erinys International stia aiutando Chalabi nella creazione di un suo esercito personale.

 

Tra i sudafricani con passati scabrosi relazionati con l'Iraq, ci sono Albertus Van Schalkwyk, conosciuto anche come il Navigante, dirigente di un'impresa chiamata Sailor Security Services, membro di Koevoet, espulso dalla Nuova Zelanda con l’accusa di traffico di droga; Brian Boucher, segnalato come agente segreto nei campus universitari di Wits e Natal negli anni ‘80, creó nel  seguito - essendo capo del commissariato di polizia di Point Road - un'impresa chiamata Investimenti Shelfco. Si suppone abbia reclutato nella zona di Durban la maggior parte dei sudafricani che sono andati in Iraq.

 

Oltre ai sudafricani, le imprese militari operanti in Iraq hanno reclutato personale di sicurezza compromesso con l’ex dittatore cileno Pinochet, così come agenti di sicurezza jugoslavi, israeliani e centroamericani.

 

USA e Regno Unito hanno promosso senza scrupoli la privatizzazione della repressione e la legittimazione dell'attività mercenaria. Le intenzioni dei cervelli del golpe della Guinea Equatoriale erano ben conosciute da Jack Straw, Condoleeza Rice e Donald Rumsfeld. Tuttavia, né gli USA né il Regno Unito fecero nulla per fermarli. Quando nel 1998 la DynCorp, impresa militare con sede negli Stati Uniti, fu coinvolta nel traffico sessuale di schiavi in Bosnia, 13 impiegati furono licenziati, ma nessuno venne accusato. In Colombia la DynCorp ha un contratto con il governo USA per la fumigazione di erbicidi tossici sulle campagne, senza tener conto delle devastanti conseguenze sui contadini danneggiati. Anche la DynCorp sta reclutando attivamente sudafricani. Si supponeva che in Iraq imprese militari private come la CACI e la Titan stessero fornendo appoggio ed interpretariato nella prigione di Abu Ghraib, ma al contrario sono state coinvolte nella tortura, nel sequestro e nell’assassinio di prigionieri. Nessuno tuttavia è stato accusato di alcun crimine. Le passate attività della Erinys sono tanto moralmente riprovevoli come quelle della DynCorp. Nell’agosto del 2003 l'associazione Wassa delle Comunità Danneggiate dalle Miniere, un'organizzazione del Ghana, rese pubblico un rapporto dettagliato sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal personale della Erinys in una miniera d’oro di Ashanti [2]. La relazione riferisce minuziosamente racconti di testimoni sulla tortura e l’assassinio di minatori tra il 1994 ed il 2002.

 

La legislazione sudafricana

 

Contrariamente ai suoi soci USA e Regno Unito, il governo sudafricano insiste nella sua opposizione all'attività militare privata con fini di lucro. La Legge di Regolamentazione dell'Aiuto Militare Straniero presumibilmente regola la facoltà delle imprese sudafricane e delle persone a partecipare ai conflitti armati all'estero. Tuttavia, i vuoti legali e le multe che la legge impone, la rendono estremamente inefficace. Inoltre, per molto tempo sembrò non esistere la volontà politica di applicare la legge. Due sole persone sono state condannate applicando tali norme, entrambe per attività mercenarie in Costa d’Avorio: Carl Alberts, multato con 3.000 dollari, e Richard Rougetc, penalizzato con una semplice ammenda di 1.500 dollari. Queste multe sono irrilevanti considerando il ventaglio monetario in cui si collocano i guadagni dei mercenari. I cittadini hanno bisogno di un’informazione molto più trasparente su questi “cani da guerra”, anziché dello stupido ed insignificante scambio verbale tra la signora Taljaard, dell'Alleanza Democratica, ed il ministro degli Affari Esteri:

 

“La signora Taljaard domanda al ministro degli Affari Esteri sudafricano:

 

1. Se il governo ha avuto qualche contatto coi governi svizzero o britannico in relazione alle imprese militari private sudafricane, concretamente con due imprese (Meteoric Tactical Solutions ed Erinys International), per proteggere le installazioni ed i comandi dei due governi menzionati, senza aver ottenuto l'approvazione per i contratti firmati dal Comitato Nazionale per il Controllo delle Armi Convenzionali; se la risposta è no: perché no? E se è la risposta è affermativa: quali sono i dettagli?

 

2. Se il governo comunicò, concretamente, il mancato compimento delle disposizioni della Legge di Regolamentazione dell'Aiuto Militare Straniero del 1998 (Legge nr.5 del 1998) da parte delle imprese che avevano contratti coi due governi implicati; se la risposta è no: perché no? E se è la risposta è affermativa: quando?

 

3. Se Lei può fare una dichiarazione sulla questione.

 

Risposte:

 

1. Sì. L'ambasciatore svizzero a Pretoria fece visita al ministro degli Affari Esteri il 2 giugno del 2004 in relazione all'impresa sudafricana che offre, tra le altre cose, servizi di sicurezza al personale straniero in Iraq, incluso al personale dell'ambasciata svizzera a Baghdad. Il governo britannico non ha avuto contatti col ministero degli Affari Esteri.

 

2. Il ministro degli Affari Esteri riferì sul tema al Comitato Nazionale per il Controllo delle Armi Convenzionali, per la sua considerazione in relazione a quanto stabilito nella Legge di Regolamentazione dell'Aiuto Militare Straniero.

 

3. No. Tuttavia ciò potrebbe cambiare, dato che il presidente Thabo Mbeki nella sua recente apparizione davanti al Parlamento, ha dichiarato sullo Stato della Nazione: “L'anno venturo dovremo rivedere la Legge di Regolamentazione dell'Aiuto Militare Straniero per far desistere, per il loro bene e per il bene del paese, coloro che cercano il beneficio dai conflitti e dalla sofferenza umana, come in Iraq”.

 

Un buon modo per cominciare ad ostacolare le cose, potrebbe essere ritornare alla bozza della Legge che stabiliva che chiunque fosse dichiarato colpevole avrebbe potuto subire “una multa che non superasse il milione di rand [3], pene detentive per un periodo non superiore ai 10 anni, od entrambi, carcerazione e multa”. La versione finale, al contrario, afferma semplicemente che gli accusati possono subire “una multa, la pena detentiva, od entrambe”. Il nostro governo deve inoltre colmare i vuoti legali della Legge: il non sanzionamento dei contratti delle forze militari private e la definizione chiara di ciò che significa aiuto militare. Alcune imprese, ad esempio, per eludere la legge sono registrate come imprese di bonifica di zone minate. Esiste anche il pericolo di sovvertire il controllo parlamentare, dando facoltà al ministro degli Esterni di multare i contratti.

 

Avventurieri militarizzati

 

Soprattutto il nostro governo deve rendersi conto, secondo le parole di Michael Schmidt, che “... ciò che le autorità sudafricane avversano, non è semplicemente un manipolo di avventurieri militarizzati, bensì l'equivalente nel secolo XXI delle truppe utilizzate dalla Compagnia tedesca delle Indie Orientali: eserciti d’imprese molto ricche con un obiettivo globale”. È imperativo che il nostro governo controlli coloro che cercano rapida fortuna dalla miseria altrui. La prestigiosa rivista medica Lancet ha stimato che almeno 100.000 iracheni civili sono stati assassinati nel corso dell'invasione dell'Iraq. Quanti sudafricani hanno contribuito a quelle morti? Come Gouws scoprì, quello in cui molti stanno credendo non è il secondo diamante grezzo Kimberly. La maggior parte dei voli dall'aeroporto internazionale di Johannesburg a Dubai, sta portando in questi giorni mercenari diretti a Baghdad. Alcuni iracheni affermano che per le strade di Baghdad si sente frequentemente parlare afrikáans.

 

Durante i passati dieci anni la sola menzione del nome Sudafrica riempiva molti di orgoglio, un simbolo di come il popolo era stato capace di liberarsi dall'oppressione attraverso la resistenza e la solidarietà umana, al di là delle frontiere nazionali. Per le strade di Baghdad, questo lascito sta venendo dilapidato molto in fretta.

 

 

Note di IraqSolidaridad:

 

1.Organizzazione creata nel 1959 nell'ovest del Sudafrica, l’attuale Namibia, per opporsi al regime sudafricano.

 

2. Regione situata nella zona centrale del Ghana.

 

3. Approssimativamente, 150.000 dollari.

 

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Adelina Bottero e Luciano Salza