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- Bollettino della Resistenza Irachena
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Estratti
dal Bollettino della Resistenza Irachena (n.2)
Quelli che seguono sono
estratti del Bollettino della Resistenza Irachena. Fornisce con cadenza
giornaliera notizie su quanto avviene: resoconti, episodi, comunicati, denunce,
azioni delle forze d’occupazione contro combattenti e popolazione civile, ma
soprattutto azioni della Resistenza, a cominciare dagli attacchi quotidiani
alle basi militari, in particolare statunitensi.
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disponibile anche in lingua italiana.
SOMMARIO
1) Oltre un milione di profughi iracheni vive ora in Siria e Giordania.
(martedì 5 aprile 2005)
2) Truppe dell’invasore americano profanano a
Tall’Afar il Cimitero dei Martiri.
(martedì 5 aprile 2005)
3) Rivolta tra i carcerati di Camp Bucca
(martedì 5 aprile 2005)
4) Gli Stati Uniti mettono su un giornale
turco inserzioni pubblicitarie in cui richiedono 5.000 agenti di
controspionaggio per far la guardia alle installazioni americane nell’Irak
occupato.
(mercoledì 6 aprile 2005)
5) Gli americani hanno recentemente arrestato
piu’ di 80 dignitari religiosi sunniti in tutto l’Irak.
(mercoledì 6 aprile 2005)
6) Un collaborazionista curdo (nonche’ agente della CIA e della sua
consorella israeliana Mossad) proclamato “presidente” del regime fantoccio
iracheno.
(7 Aprile 2005)
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1) Oltre un milione di profughi iracheni vive ora in Siria e Giordania.
(martedì 5 aprile 2005)
Il giornale al-Quds al-‘Arabi,
che esce a Londra in lingua araba, ha riportato nel suo numero di martedi’ 5
Aprile 2005 che persone informate che lavorano nella sezione profughi della
Nazioni Unite avevano affermato che profughi iracheni continuano ad affluire
ogni mese in Siria attraverso il confine.
I funzionari delle Nazioni Unite e siriani stimano il numero di profughi giunti
in Siria dopo l’occupazione statunitense in circa 700.000, da aggiungere ai
100.000 gia’ viventi in Siria prima dell’invasione americana.
I funzionari temono che tale emigrazione possa essere un serio ostacolo alla
ricostruzione dell’Irak, poiche’ molti di questi profughi sono dei tecnici, o
dei professionisti di rilievo, che si sono decisi a lasciare il loro paese a
causa dell’occupazione americana e della instabilita’ e incremento della
criminalita’ da quando gli Stati Uniti si sono purtroppo impossessati del
paese. In alcuni quartieri di Damasco sembra ora di stare a Baghdad.
Benche’ molti dei profughi abbiano portato con se’ del danaro, la mancanza di
possibilita’ di lavoro fa si’ che essi vivano dei loro risparmi, finche’ essi
dureranno, e cio’ mettera’ il paese e gli enti internazionali di fronte ad una
situazione critica sempre crescente.
Oltre alla Siria, altra destinazione dei profughi iracheni e’ la Giordania,
nella quale funzionari delle Nazioni Unite stimano siano giunti 300.000 profughi
iracheni. Il giornale al-Quds al-‘Arabi afferma
che la Giordania e’ "zeppa di iracheni", da capi di tribu’ e persone
facoltose, che abitano in buoni quartieri, fino ai tassisti profughi.
2) Truppe dell’invasore americano profanano a Tall’Afar il Cimitero dei Martiri.
(martedì 5 aprile 2005)
Truppe dell’occupazione americana hanno fatto irruzione Martedi’
mattina nel Cimitero dei Martiri della
Resistenza Irachena nella citta’ di Tall’Afar, a ovest di Mosul, scoperchiando tombe di
martiri in un’opera di profanazione che e’ durata tre ore.
Testimoni hanno detto al Mafkarat al-Islam che
le truppe americane hanno circondato il cimitero con piu’ di 10 veicoli. Quindi
i soldati, con picconi ed altri attrezzi da scavo, si sono sparsi per il
cimitero ed hanno scoperchiato 14 tombe di combattenti della Resistenza
Irachena. Un membro della polizia irachena fantoccio - che stava vicino agli
americani, ma che naturalmente non ha preso parte alla dissacrazione del
cimitero - ha detto che gli americani trovarono tutti i corpi che scavarono
come se fossero stati seppelliti da poco, ancora con i capelli e le barbe in
ordine, pur essendo essi caduti nella prima battaglia di Tall’Afar.
La fonte informativa ha detto che la ragione di tale opera di profanazione
intenzionale del cimitero non era nota, ma disse che gli americani avevano
prelevato campioni dai cadaveri dei combattenti e prese loro fotografie, e che
riteneva che cio’ avesse a che vedere con le continue incarcerazioni delle loro
mogli e dei loro figli, anche se le loro morti risalivano a tre mesi prima.
Va rilevato che i soldati americani fanno frequenti irruzioni nelle case di
sospetti combattenti della Resistenza, ed arrestano i membri delle loro
famiglie. Gli invasori tengono poi quelle donne e quei bambini in ostaggio
nella speranza che gli uomini da loro ricercati si arrendano alle autorita’
d’occupazione per farli liberare. Se un uomo cade in battaglia, tuttavia, i
membri della sua famiglia tenuti in carcere possono restarvi fino a tempo
indeterminato sinche’ non vengano ritrovati ed identificati i suoi resti.
3) Rivolta tra i carcerati di Camp
Bucca
(martedì 5 aprile 2005)
Quattro militari americani sono stati uccisi lunedi’ e cinque feriti
nel corso di un conflitto che e’ scoppiato nel campo carcerario Camp Bucca della citta’ meridionale di
al-Basrah.
Un ufficiale dell’esercito iracheno fantoccio ha riferito al Mafkarat al-Islam che lunedi’ a Camp Bucca un gran numero di carcerati,
armati solo dei loro pugni e di oggetti acuminati, hanno attaccato i soldati
americani uccidendone quattro e ferendone cinque altri, dei quali uno
mortalmente.
La fonte informativa ha aggiunto che lo scontro scoppio’ quando un detenuto
insulto’ uno degli americani durante il pasto della sera. Questi allora presero
il carcerato e lo portarono fuori, prendendo a torturarlo sul piazzale, di
fronte agli altri reclusi. Allora essi, armati di coltelli e lamette di rasoio,
attaccarono i quattro soldati che tenevano legato il carcerato colpendoli a
morte e ferendo altri cinque di essi, appiccando quindi il fuoco ad una delle
tende americane. L’informatore ha aggiunto che 16 dei carcerati furono feriti,
uno dei quali in modo grave, quando gli americani presero a sparare a casaccio
su di loro.
Da parte loro, le autorita’ militari americane hanno ammesso che vi sia stata
una rivolta a Camp Bucca, ma
senza dare particolari circa le loro vittime.
Lunedi’ stesso, piu’ tardi, la Croce Rossa Internazionale ha richiesto alle
autorita’ militari statunitensi in Irak di investigare i "disordini"
recentemente accaduti a Camp Bucca. Il
giornale Sky News ha riportato
che il movimento di Muqtada as-Sadr e’ stato il primo a segnalare, lunedi’
stesso, l’agitazione avvenuta, che la Croce Rossa - il cui gruppo stava in quel
momento visitando il campo carcerario - poi confermo’. Pare che la rivolta sia
scoppiata dopo che i carcerati protestarono per il trasferimento di detenuti
"fastidiosi" ad un altro complesso, e che, nella rivolta, i reclusi
furono feriti da pallottole di gomma.
Rana Sidani, un portavoce della Croce Rossa Internazionale ha affermato che i
prigionieri del campo carcerario si trovano in condizioni pessime, tenuti in
tende sul suolo del deserto interno al campo senza nessuna protezione contro il
calore del sole durante il giorno ed il freddo intenso della notte.
Base di Camp Bucca. (mercoledì 6 aprile 2005)
A conferma di quanto il Mafkarat al-Islam ha
riportato precedentemente, l’autorita’ militare americana ha ammesso che
quattro dei suoi soldati sono rimasti uccisi, ed un numero indeterminato di
altri feriti, nel corso dello ammutinamento che ebbe luogo lunedi’ notte a Camp
Bucca. Gli americani hanno anche detto che 16 prigionieri sono stati feriti
nella battaglia (vedi Bollettino del 5 Aprile). Gli
americani hanno dato la colpa della rivolta ai carcerati, per aver dato fuoco
alle loro tende e averli presi a sassate. Il corrispondente del Mafkarat al-Islam fece notare che il
rilievo fatto dagli americani era contenuto in una dichiarazione emessa dal
comando dell’occupazione che ha sede nel Palazzo Repubblicano di Baghdad, noto
come "zona verde".
4) Gli Stati Uniti mettono su un giornale
turco inserzioni pubblicitarie in cui richiedono 5.000 agenti di
controspionaggio per far la guardia alle installazioni americane nell’Irak occupato.
(mercoledì 6 aprile 2005)
Gli Stati Uniti hanno messo martedi’ inserzioni pubblicitarie su giornali
turchi nelle quali essi si offrono di assumere 5.000 agenti di controspionaggio
aventi il compito di proteggere le forze americane nella parte nord dell’Irak
occupato.
Le inserzioni precisano che gli Stati Uniti stanno cercando agenti di sicurezza
turchi di alto livello che si incarichino di proteggere basi, comandi, e
stabili appartenenti alle forze degli Strati Uniti nell’Irak occupato. Le condizioni di assunzione dei candidati sono: buona
conoscenza dell’arabo o dell’inglese e l’aver maturato precedente esperienza o
nell’esercito turco, o nella organizzazione di controspionaggio, ovvero in
compagnie private turche di sicurezza.
Il giornale turco Radikal ha
precisato di aver pubblicato l’inserzione dopo aver ottenuto il previo consenso
dei ministeri turchi.
L’appello americano compare in mezzo alle crescenti preoccupazioni per
l’aumento di livello degli attacchi della Resistenza e la continua incapacita’
delle forze americane a farvi fronte. Lo stesso George Bush ha riconosciuto
martedi’ che l’assalto della Resistenza al carcere di Aby Ghurayb indicava che
la Resistenza era "ancora forte".
5) Gli americani hanno recentemente arrestato piu’ di 80 dignitari religiosi
sunniti in tutto l’Irak.
(mercoledì 6 aprile 2005)
Il Consiglio delle Pie Donazioni Sunnite (Diwan al-Waqf as-Sunni) in Irak ha
dichiarato che le forze degli Stati Uniti hanno arrestato piu’ di 80 fra Imam e predicatori nelle moschee
sunnite di tutto il paese. Il corrispondente a Baghdad del Mafkarat al-Islam ha riferito - da una
fonte d’informazione nel Consiglio Waqf - che gli americani hanno arrestato nei giorni scorsi i capi religiosi
sunniti di Baghdad e delle provincie di
al-Anbar, Diyala, Salah ad-Din, at-Ta’mim (Kirkuk) ed al-Basrah, con l’accusa di appartenere alla Resistenza Irachena e
di incitare i fedeli a combattere
l’occupazione americana nel paese.
Il corrispondente ha messo in rilievo che il Dr. ‘Adnan Muhammad Salman
ad-Dulaymi - Presidente del Consiglio Waqf in Irak – ha invitato il
"governo" iracheno fantoccio a rilasciare i dignitari religiosi
immediatamente ed incondizionatamente, "poiche’" - cosi’ ha detto -
"il tenerli in galera servirebbe soltanto ad aumentare la tensione nelle
province sunnite".
6) Un collaborazionista curdo (nonche’ agente della CIA e della sua consorella
israeliana Mossad) proclamato “presidente” del regime fantoccio iracheno.
(7 Aprile 2005)
Il collaborazionista curdo - e da lungo tempo lacche’
dell’americana Central Intelligence Agency (CIA) e della parallela
organizzazione sionista Mossad - Jalal at-Talibani, settantunenne, ha prestato
giuramento giovedi’ come “presidente” fantoccio dell’Irak. Lo spettacolo
pubblicitario di siffatta “inaugurazione” si e’ svolto sotto stretta
sorveglianza americana, a Baghdad, nel quartier generale dell’occupazione
statunitense sito nell’area del Palazzo Repubblicano, che gli invasori chiamano
“la zona verde”.
A conferma della divisione del paese imposta dall’occupazione
americana, Ghazi al-Yawur - un tirapiedi di formazione arabo-sunnita - e ‘Adil
‘Abd al-Mahdi - un collaborazionista sciita - hanno poi prestato giuramento
come “vicepresidenti” dell’autorita’ fantoccio.
La carica piu’ importante del regime fantoccio verra’ occupata da
un altro sciita, Ibrahim al-Ja’fari, capo del partito collaborazionista Da’wah,
che i circoli sunniti accusano di implicazione in preordinate atrocita’
settarie perpetrate contro membri della loro comunita’. E costui sara’ il
“primo ministro”
Con la carica di “primo ministro” assegnata ad uno sciita, e la
“presidenza” stabilita come carica curda, al “rappresentante” tirapiedi della
comunita’ arabo-sunnita e’ stata affidata la carica - in gran parte di comparsa
– di “speaker”del “parlamento” fantoccio. Siffatto
individuo dovra’- al pari, del resto, dello stesso “presidente” dello stato -
svolgere le sue funzioni insieme a due “vice-speakers”:
uno curdo, ed uno sciita.
E tutte queste cariche settarie dovranno funzionare sotto gli
auspici dell’occupazione americana, la quale e’ quella che in realta’ governa
il paese sotto la guida politica di Washington attraverso l’ambasciatore
americano.
Gli americani hanno imposto la divisione settaria delle cariche
nel regime fantoccio come parte della loro opera di spargimento di dissenzioni
inter-etniche e settarie miranti a spaccare il paese ed a spianare la strada
alla dominazione sionista ed americana sull’ Irak e su tutti i paesi arabi.
A cura di Adelina Bottero