www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 14-04-05

da www.albasrah.net - Bollettino della Resistenza Irachena
http://www.albasrah.net/moqawama/iraqiresistancereport_italian.htm

Estratti dal Bollettino della Resistenza Irachena (n.2)


Quelli che seguono sono estratti del Bollettino della Resistenza Irachena. Fornisce con cadenza giornaliera notizie su quanto avviene: resoconti, episodi, comunicati, denunce, azioni delle forze d’occupazione contro combattenti e popolazione civile, ma soprattutto azioni della Resistenza, a cominciare dagli attacchi quotidiani alle basi militari, in particolare statunitensi.
 
Chi fosse interessato può accedere alle pagine del sito, ora direttamente disponibile anche in lingua italiana.


SOMMARIO

1) Oltre un milione di profughi iracheni vive ora in Siria e Giordania.
(martedì 5 aprile 2005)
2) Truppe dell’invasore americano profanano a Tall’Afar il Cimitero dei Martiri.
(martedì 5 aprile 2005)
3) Rivolta tra i carcerati di Camp Bucca
(martedì 5 aprile 2005)
4) Gli Stati Uniti mettono su un giornale turco inserzioni pubblicitarie in cui richiedono 5.000 agenti di controspionaggio per far la guardia alle installazioni americane nell’Irak occupato.
(mercoledì 6 aprile 2005)
5) Gli americani hanno recentemente arrestato piu’ di 80 dignitari religiosi sunniti in tutto l’Irak.
(mercoledì 6 aprile 2005) 
6) Un collaborazionista curdo (nonche’ agente della CIA e della sua consorella israeliana Mossad) proclamato “presidente” del regime fantoccio iracheno.
(7 Aprile 2005)
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1) Oltre un milione di profughi iracheni vive ora in Siria e Giordania.
(martedì 5 aprile 2005)

Il giornale al-Quds al-‘Arabi, che esce a Londra in lingua araba, ha riportato nel suo numero di martedi’ 5 Aprile 2005 che persone informate che lavorano nella sezione profughi della Nazioni Unite avevano affermato che profughi iracheni continuano ad affluire ogni mese in Siria attraverso il confine.
 
I funzionari delle Nazioni Unite e siriani stimano il numero di profughi giunti in Siria dopo l’occupazione statunitense in circa 700.000, da aggiungere ai 100.000 gia’ viventi in Siria prima dell’invasione americana.
 
I funzionari temono che tale emigrazione possa essere un serio ostacolo alla ricostruzione dell’Irak, poiche’ molti di questi profughi sono dei tecnici, o dei professionisti di rilievo, che si sono decisi a lasciare il loro paese a causa dell’occupazione americana e della instabilita’ e incremento della criminalita’ da quando gli Stati Uniti si sono purtroppo impossessati del paese. In alcuni quartieri di Damasco sembra ora di stare a Baghdad.
 
Benche’ molti dei profughi abbiano portato con se’ del danaro, la mancanza di possibilita’ di lavoro fa si’ che essi vivano dei loro risparmi, finche’ essi dureranno, e cio’ mettera’ il paese e gli enti internazionali di fronte ad una situazione critica sempre crescente.
 
Oltre alla Siria, altra destinazione dei profughi iracheni e’ la Giordania, nella quale funzionari delle Nazioni Unite stimano siano giunti 300.000 profughi iracheni. Il giornale al-Quds al-‘Arabi afferma che la Giordania e’ "zeppa di iracheni", da capi di tribu’ e persone facoltose, che abitano in buoni quartieri, fino ai tassisti profughi.

2) Truppe dell’invasore americano profanano a Tall’Afar il Cimitero dei Martiri.
(martedì 5 aprile 2005)

Truppe dell’occupazione americana hanno fatto irruzione Martedi’ mattina nel Cimitero dei Martiri della Resistenza Irachena nella citta’ di Tall’Afar,  a ovest di Mosul, scoperchiando tombe di martiri in un’opera di profanazione che e’ durata tre ore.
 
Testimoni hanno detto al Mafkarat al-Islam che le truppe americane hanno circondato il cimitero con piu’ di 10 veicoli. Quindi i soldati, con picconi ed altri attrezzi da scavo, si sono sparsi per il cimitero ed hanno scoperchiato 14 tombe di combattenti della Resistenza Irachena. Un membro della polizia irachena fantoccio - che stava vicino agli americani, ma che naturalmente non ha preso parte alla dissacrazione del cimitero - ha detto che gli americani trovarono tutti i corpi che scavarono come se fossero stati seppelliti da poco, ancora con i capelli e le barbe in ordine, pur essendo essi caduti nella prima battaglia di Tall’Afar.
 
La fonte informativa ha detto che la ragione di tale opera di profanazione intenzionale del cimitero non era nota, ma disse che gli americani avevano prelevato campioni dai cadaveri dei combattenti e prese loro fotografie, e che riteneva che cio’ avesse a che vedere con le continue incarcerazioni delle loro mogli e dei loro figli, anche se le loro morti risalivano a tre mesi prima.
 
Va rilevato che i soldati americani fanno frequenti irruzioni nelle case di sospetti combattenti della Resistenza, ed arrestano i membri delle loro famiglie. Gli invasori tengono poi quelle donne e quei bambini in ostaggio nella speranza che gli uomini da loro ricercati si arrendano alle autorita’ d’occupazione per farli liberare. Se un uomo cade in battaglia, tuttavia, i membri della sua famiglia tenuti in carcere possono restarvi fino a tempo indeterminato sinche’ non vengano ritrovati ed identificati i suoi resti.
 
3) Rivolta tra i carcerati di Camp Bucca
(martedì 5 aprile 2005)
 
Quattro militari americani sono stati uccisi lunedi’ e cinque feriti nel corso di un conflitto che e’ scoppiato nel campo carcerario Camp Bucca della citta’ meridionale di al-Basrah.
 
Un ufficiale dell’esercito iracheno fantoccio ha riferito al Mafkarat al-Islam che lunedi’ a Camp Bucca un gran numero di carcerati, armati solo dei loro pugni e di oggetti acuminati, hanno attaccato i soldati americani uccidendone quattro e ferendone cinque altri, dei quali uno mortalmente.
 
La fonte informativa ha aggiunto che lo scontro scoppio’ quando un detenuto insulto’ uno degli americani durante il pasto della sera. Questi allora presero il carcerato e lo portarono fuori, prendendo a torturarlo sul piazzale, di fronte agli altri reclusi. Allora essi, armati di coltelli e lamette di rasoio, attaccarono i quattro soldati che tenevano legato il carcerato colpendoli a morte e ferendo altri cinque di essi, appiccando quindi il fuoco ad una delle tende americane. L’informatore ha aggiunto che 16 dei carcerati furono feriti, uno dei quali in modo grave, quando gli americani presero a sparare a casaccio su di loro.
 
Da parte loro, le autorita’ militari americane hanno ammesso che vi sia stata una rivolta a Camp Bucca, ma senza dare particolari circa le loro vittime.
 
Lunedi’ stesso, piu’ tardi, la Croce Rossa Internazionale ha richiesto alle autorita’ militari statunitensi in Irak di investigare i "disordini" recentemente accaduti a Camp Bucca. Il giornale Sky News ha riportato che il movimento di Muqtada as-Sadr e’ stato il primo a segnalare, lunedi’ stesso, l’agitazione avvenuta, che la Croce Rossa - il cui gruppo stava in quel momento visitando il campo carcerario - poi confermo’. Pare che la rivolta sia scoppiata dopo che i carcerati protestarono per il trasferimento di detenuti "fastidiosi" ad un altro complesso, e che, nella rivolta, i reclusi furono feriti da pallottole di gomma.
 
Rana Sidani, un portavoce della Croce Rossa Internazionale ha affermato che i prigionieri del campo carcerario si trovano in condizioni pessime, tenuti in tende sul suolo del deserto interno al campo senza nessuna protezione contro il calore del sole durante il giorno ed il freddo intenso della notte.

Base di Camp Bucca. 
(mercoledì 6 aprile 2005)

A conferma di quanto il Mafkarat al-Islam ha riportato precedentemente, l’autorita’ militare americana ha ammesso che quattro dei suoi soldati sono rimasti uccisi, ed un numero indeterminato di altri feriti, nel corso dello ammutinamento che ebbe luogo lunedi’ notte a Camp Bucca. Gli americani hanno anche detto che 16 prigionieri sono stati feriti nella battaglia (vedi  Bollettino del 5 Aprile). Gli americani hanno dato la colpa della rivolta ai carcerati, per aver dato fuoco alle loro tende e averli presi a sassate. Il corrispondente del Mafkarat al-Islam fece notare che il rilievo fatto dagli americani era contenuto in una dichiarazione emessa dal comando dell’occupazione che ha sede nel Palazzo Repubblicano di Baghdad, noto come "zona verde".
 
4) Gli Stati Uniti mettono su un giornale turco inserzioni pubblicitarie in cui richiedono 5.000 agenti di controspionaggio per far la guardia alle installazioni americane nell’Irak occupato.
(mercoledì 6 aprile 2005)

Gli Stati Uniti hanno messo martedi’ inserzioni pubblicitarie su giornali turchi nelle quali essi si offrono di assumere 5.000 agenti di controspionaggio aventi il compito di proteggere le forze americane nella parte nord dell’Irak occupato.

Le inserzioni precisano che gli Stati Uniti stanno cercando agenti di sicurezza turchi di alto livello che si incarichino di proteggere basi, comandi, e stabili appartenenti alle forze degli Strati Uniti nell’Irak occupato. Le condizioni  di assunzione dei candidati sono: buona conoscenza dell’arabo o dell’inglese e l’aver maturato precedente esperienza o nell’esercito turco, o nella organizzazione di controspionaggio, ovvero in compagnie private turche di sicurezza.

Il giornale turco Radikal ha precisato di aver pubblicato l’inserzione dopo aver ottenuto il previo consenso dei ministeri turchi. 

L’appello americano compare in mezzo alle crescenti preoccupazioni per l’aumento di livello degli attacchi della Resistenza e la continua incapacita’ delle forze americane a farvi fronte. Lo stesso George Bush ha riconosciuto martedi’ che l’assalto della Resistenza al carcere di Aby Ghurayb indicava che la Resistenza era "ancora forte".

5) Gli americani hanno recentemente arrestato piu’ di 80 dignitari religiosi sunniti in tutto l’Irak.
(mercoledì 6 aprile 2005) 

Il Consiglio delle Pie Donazioni Sunnite (Diwan al-Waqf as-Sunni) in Irak ha dichiarato che le forze degli Stati Uniti hanno arrestato piu’ di  80 fra Imam e predicatori nelle moschee sunnite di tutto il paese. Il corrispondente a Baghdad del Mafkarat al-Islam ha riferito - da una fonte d’informazione nel Consiglio Waqf - che gli americani hanno  arrestato nei giorni scorsi i capi religiosi sunniti di Baghdad e delle  provincie di al-Anbar, Diyala, Salah ad-Din, at-Ta’mim (Kirkuk) ed  al-Basrah, con l’accusa di appartenere alla Resistenza Irachena e di  incitare i fedeli a combattere l’occupazione americana nel paese.  

Il corrispondente ha messo in rilievo che il Dr. ‘Adnan Muhammad Salman ad-Dulaymi - Presidente del Consiglio Waqf in Irak – ha invitato il "governo" iracheno fantoccio a rilasciare i dignitari religiosi immediatamente ed incondizionatamente, "poiche’" - cosi’ ha detto - "il tenerli in galera servirebbe soltanto ad aumentare la tensione nelle province sunnite".

6) Un collaborazionista curdo (nonche’ agente della CIA e della sua consorella israeliana Mossad) proclamato “presidente” del regime fantoccio iracheno.
(7 Aprile 2005)
 
Il collaborazionista curdo - e da lungo tempo lacche’ dell’americana Central Intelligence Agency (CIA) e della parallela organizzazione sionista Mossad - Jalal at-Talibani, settantunenne, ha prestato giuramento giovedi’ come “presidente” fantoccio dell’Irak. Lo spettacolo pubblicitario di siffatta “inaugurazione” si e’ svolto sotto stretta sorveglianza americana, a Baghdad, nel quartier generale dell’occupazione statunitense sito nell’area del Palazzo Repubblicano, che gli invasori chiamano “la zona verde”.
 
A conferma della divisione del paese imposta dall’occupazione americana, Ghazi al-Yawur - un tirapiedi di formazione arabo-sunnita - e ‘Adil ‘Abd al-Mahdi - un collaborazionista sciita - hanno poi prestato giuramento come “vicepresidenti” dell’autorita’ fantoccio. 
 
La carica piu’ importante del regime fantoccio verra’ occupata da un altro sciita, Ibrahim al-Ja’fari, capo del partito collaborazionista Da’wah, che i circoli sunniti accusano di implicazione in preordinate atrocita’ settarie perpetrate contro membri della loro comunita’. E costui sara’ il “primo ministro”
 
Con la carica di “primo ministro” assegnata ad uno sciita, e la “presidenza” stabilita come carica curda, al “rappresentante” tirapiedi della comunita’ arabo-sunnita e’ stata affidata la carica - in gran parte di comparsa – di “speaker”del “parlamento” fantoccio. Siffatto individuo dovra’- al pari, del resto, dello stesso “presidente” dello stato - svolgere le sue funzioni insieme a due “vice-speakers”: uno curdo, ed uno sciita.
 
E tutte queste cariche settarie dovranno funzionare sotto gli auspici dell’occupazione americana, la quale e’ quella che in realta’ governa il paese sotto la guida politica di Washington attraverso l’ambasciatore americano.
 
Gli americani hanno imposto la divisione settaria delle cariche nel regime fantoccio come parte della loro opera di spargimento di dissenzioni inter-etniche e settarie miranti a spaccare il paese ed a spianare la strada alla dominazione sionista ed americana sull’ Irak e su tutti i paesi arabi.
 
A cura di Adelina Bottero