da: http://www.comedonchisciotte.org/- 19-04-2005
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Le detenute irachene dicono di essere state illegalmente imprigionate, violentate e sessualmente umiliate dalle forze di occupazione americane.
Una detenuta, che si identifica come “Noor “ ha detto che i soldati
statunitensi ad Abu Ghraib hanno violentato le donne e, in molti casi, le hanno
obbligate a spogliarsi nude in pubblico. Ha anche affermato che molte donne
detenute sono incinte. L’indagine top secret lanciata dall’esercito Usa,
condotta dal Generale Maggiore Antonio Taguba, ha confermato il racconto di
Noor e che le guardie Usa hanno sessualmente abusato delle detenute ad Abu
Ghraib. Secondo il resoconto di Taguba, le 1800 fotografie che ritraggono gli
abusi e scattate dalle guardie statunitensi ad Abu Ghraib includono immagini di
uomini e donne nudi, un uomo della guardia della Polizia Militare durante un “
atto sessuale” con una detenuta, e detenuti e detenute nudi costretti ad
assumere esplicite posizioni sessuali allo scopo di fotografarli.
L’ amministrazione Bush, la quale insiste che questi sono stati atti commessi
soltanto da pochi soldati, ha bloccato la pubblicazione delle foto delle
detenute irachene ad Abu Ghraib, incluso quelle donne costrette a scoprire i
propri seni, sebbene siano state mostrate al Congresso. Tuttavia, la relazione
di 53 pagine di Taguba, ha messo in evidenza che tra l’ottobre ed il dicembre
2003 ci sono stati numerosi casi di “ sadici, evidenti e ingiustificati abusi
criminali ad Abu Ghraib”.
Inoltre, un membro del Parlamento britannico, Ann Clwyd, ha confermato un
rapporto secondo cui un donna sui settanta anni e’ stata addobbata e cavalcata
come un asino ad Abu Ghraib dopo essere stata arrestata lo scorso luglio. Clwyd
ha detto: “ E’ stata trattenuta per circa sei settimane senza accuse. Durante
quel tempo e’ stata insultata e gli e’ stato detto che era un asino”. Ed
ancora, la reporter italiana, Giuliana Sgrena, che e’ stata ostaggio in Iraq,
ha riferito che in un incidente, le forze di occupazione Usa hanno fatto
irruzione nella casa di Mithal al Hassan ed arrestato suo marito e suo figlio.
“I soldati piu’ tardi hanno saccheggiato l’appartamento. Denunciata come
facente parte di una vendetta, Mithal e’ stata condannata senza processo a
ottanta giorni di orrore in compagnia di altre donne prigioniere che, come lei,
erano soggette ad abusi e torture. Ha poi riconosciuto i suoi torturatori su
Internet.” Altri rapporti indicano che le forze statunitensi violano le leggi
internazionali nel rapire le donne irachene per usarle come mezzo di
contrattazione per persuadere gli uomini iracheni ad arrendersi. Iman Khamas,
direttore del Centro Internazionale per la Vigilanza Dell’ Occupazione, un’
organizzazione non governativa che raccoglie informazioni sugli abusi dei
diritti umani durante l’ occupazione, ha detto che “una precedente detenuta ha
raccontanto il presumibile stupro della sua compagna di cella ad Abu Ghraib.”
Secondo Khamas, la detenuta ha detto che “ e’ stata stuprata 17 volte in un
giorno.” L’ avvocato Amal Kadham Swadi, una delle sette donne avvocato che
rappresentano le detenute ad Abu Ghraib, afferma che l’ abuso e la tortura
contro le donne irachene non e’ circoscritto solo ad Abu Ghraib, ma “sta
succendo in tutto l’Iraq.”. “L’abuso e la violenza sessuale commesso dalle
truppe americane va oltre pochi casi isolati”, ha detto.