www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 26-05-05

da: www.rebelion.org - 21-05-2005
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=15410

Le discutibili dichiarazioni degli USA circa l’assedio di Al-Qa’im


IPS - Dahr Jamail

Come nel caso dell’assedio di Falluja di sei mesi fa, le affermazioni sull’assedio della città irachena di Al-Qa'im vengono ora messe in discussione da fonti indipendenti.

I militari USA affermano che l'operazione intorno ad Al-Qa'im, una città a 320 Km. ad ovest di Baghdad, vicino alla frontiera siriana, durata una settimana intera, si è conclusa questo mese “con successo”. Secondo i militari USA l’operazione era stata lanciata contro la presenza di combattenti di Al-Qaeda nella città.

Civili iracheni e medici della zona affermano che non c'erano combattenti stranieri in città. Al-Qa'im e le aree circostanti hanno sofferto considerevoli distruzioni, e dichiarano che molti dei 110.000 abitanti sono stati uccisi.

Abu Ahmed, residente ad Al-Qa'im, ha affermato per telefono ad IPS: “Tutti i combattenti presenti qui, sono iracheni del posto”.

Ha sostenuto che i continui abusi dei soldati statunitensi hanno portato la gente a scontrarsi con le forze d’occupazione. I soldati hanno perquisito case, mandando le donne per strada senza il loro hijabs, ed entrando nelle aree dove dormono le donne.

“I combattenti sono solo persone di qui, che rifiutano di essere trattati come cani”, ha detto. Nessuno vuole che gli statunitensi restino qui”.

Anche Abd al-Khaliq al-Rawi, capo delle comunicazioni del governo locale ad Al-Qa'im, ha riferito alla televisione Al-Jazeera che i combattenti erano tutti iracheni del posto. “Non abbiamo visto nessuna persona di fuori. I combattenti sono della zona. Stanno resistendo all'occupazione”.

Al-Qa'im ed i suoi dintorni sono stati assediati dalle forze USA per una settimana, da un migliaio di soldati appoggiati da aerei da guerra, carri armati ed elicotteri, come parte dell’ “Operazione  Matador“. I militari USA affermano che l'operazione ha avuto successo e che 125 “militanti” sono stati uccisi nello sforzo di cercare sostenitori del terrorista Abu Musab al-Zarqawi.

Ma le descrizioni dell'operazione da parte di organizzazioni non-governative (ONG), medici e civili iracheni differiscono considerevolmente da quelle offerte dai militari.

“Al-Qa'im continua ad essere circondata dalle Forze Multinazionali (MNF), e non abbiamo potuto far arrivare operatori umanitari in città”, ha dichiarato all’IPS ad Amman (Giordania), il capo dei programmi dell'ONG italiana Solidarietà Daunia Pavone. I bombardamenti erano stati sospesi, ma non sapeva quando avrebbero potuto ricominciare, pertanto non poteva inviare operatori assistenziali nell'area.

“Gli statunitensi dissero che non erano autorizzati ad entrare nella città”, ha confermato Pavone. “Quando gli statunitensi circondarono la città nessuno poté uscirne. Siamo quindi molto preoccupati che ci sia una grande quantità di perdite civili all’interno della città”.

Secondo Pavone circa 12.000 iracheni avevano abbandonato Al-Qa'im, mentre il resto era rimasto intrappolato all’interno. “Penso vi saranno molte vittime civili”.

Secondo i militari USA, durante l’assedio almeno nove soldati sono stati uccisi e più di 40 feriti.

I militari USA non hanno rilasciato dichiarazioni circa le vittime civili, ma testimoni dicono che sono morti numerosi iracheni innocenti.

Il centro della città “è stato quasi completamente distrutto”, ha dichiarato alla televisione Al-Jazeera il direttore dell'ospedale di Al Qa'im Dr. Hamdi Al-Alusi. Le vittime comprendono numerose donne, bambini ed anziani. Il dottore si è appellato alle organizzazioni umanitarie affinché intervengano rapidamente.

“E’ stato impedito alle ambulanze di circolare e le squadre mediche hanno abbandonato il centro della città perché è stato distrutto”, ha detto Al-Alusi durante l’assedio. I sistemi idrici ed elettrici sono stati distrutti e “ci sono moltissime persone ferite e moltissime vittime che non possono raggiungere l'ospedale o alcun altro luogo. Preghiamo Dio, ed imploriamo tutto il mondo, perché veda quello che è successo ad Al-Qa'im e nelle città adiacenti”.

Rafa Asahab, un siriano che vive nel villaggio di Abu Kemal alla frontiera siriana, ha riferito all’IPS di aver visto alcuni effetti dell’assedio. “Per lo meno 100 civili sono stati uccisi ad Al-Qa'im”. “Aerei da combattimento statunitensi sono anche penetrati molte volte nello spazio aereo siriano”.

Testimoni oculari hanno detto che aerei jet ed elicotteri USA avevano anche attaccato le città vicine di Al-Karabilah, Al-Jazirah ed Al-Quaydat. “Il personale medico ha confermato il massacro di civili mitragliati dagli elicotteri”, ha informato il Dr. Muhammad Abud alla televisione Al-Sharqiyah. Ha aggiunto che il personale delle ambulanze ha avuto difficoltà a recuperare alcuni corpi che erano stati fatti a pezzi.

Nel corso dell’assedio Adil al-Rawi, un testimone oculare ad Al-Qa'im, ha detto alla televisione Al-Arabiya che le forze USA avevano bombardato l’ospedale. “Stanno utilizzando aerei da combattimento, obici da mortaio e carri armati per bombardare indiscriminatamente la città, ferire cittadini e bombardare le case con aerei da combattimento”.

“Molta gente nelle città ha bisogno di aiuto medico. Le migliaia di residenti che sono fuggiti hanno bisogno d’acqua, alimenti, tende e coperte”, ha confermato Pavone.

L'assedio è avvenuto mentre in Iraq violenza e spargimento di sangue continuano la loro escalation, unitamente ad una crescente opposizione alle forze USA. Le tensioni sono aumentate ancor più quando lunedì il religioso sciita Muqtada al-Sadr, contrario all'occupazione, ha richiesto nuovamente che gli Stati Uniti si ritirino dell'Iraq. La scorsa estate Al-Sadr aveva lanciato una sanguinosa Intifada (sollevamento militante), contro le forze d’occupazione, a Nayaf, Hilla e nell'area di Sadr City a Baghdad.

La settimana scorsa il nuovo governo iracheno ha annunciato la continuazione dello stato di emergenza (ad eccezione della regione curda nel nord). L'emergenza era stata dichiarata il 7 novembre  2004. Da allora, la maggior parte del paese è rimasta sotto la legge marziale, nonostante le elezioni nel gennaio di quest’anno.


Tradotto da Adelina Bottero e Luciano Salza