www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 26-05-05
IPS - Dahr Jamail
Come nel caso
dell’assedio di Falluja di sei mesi fa, le affermazioni sull’assedio della
città irachena di Al-Qa'im vengono ora messe in discussione da fonti
indipendenti.
I militari USA affermano che
l'operazione intorno ad Al-Qa'im, una città a 320 Km. ad ovest di Baghdad,
vicino alla frontiera siriana, durata una settimana intera, si è conclusa
questo mese “con successo”. Secondo i militari USA l’operazione era stata
lanciata contro la presenza di combattenti di Al-Qaeda nella città.
Civili iracheni e medici della zona affermano che non c'erano combattenti
stranieri in città. Al-Qa'im e le aree circostanti hanno sofferto considerevoli
distruzioni, e dichiarano che molti dei 110.000 abitanti sono stati uccisi.
Abu Ahmed, residente ad Al-Qa'im, ha affermato per telefono ad IPS:
“Tutti i combattenti presenti qui, sono iracheni del posto”.
Ha sostenuto che i continui abusi dei soldati statunitensi hanno portato la
gente a scontrarsi con le forze d’occupazione. I soldati hanno perquisito case,
mandando le donne per strada senza il loro hijabs, ed entrando nelle aree dove
dormono le donne.
“I combattenti sono solo persone di qui, che rifiutano di essere trattati come
cani”, ha detto. Nessuno vuole che gli statunitensi restino qui”.
Anche Abd al-Khaliq al-Rawi, capo delle comunicazioni del governo locale ad
Al-Qa'im, ha riferito alla televisione Al-Jazeera che i combattenti erano tutti
iracheni del posto. “Non abbiamo visto nessuna persona di fuori. I combattenti
sono della zona. Stanno resistendo all'occupazione”.
Al-Qa'im ed i suoi dintorni sono stati assediati dalle forze USA per una
settimana, da un migliaio di soldati appoggiati da aerei da guerra, carri
armati ed elicotteri, come parte dell’ “Operazione Matador“. I militari USA affermano che l'operazione ha avuto
successo e che 125 “militanti” sono stati uccisi nello sforzo di cercare
sostenitori del terrorista Abu Musab al-Zarqawi.
Ma le descrizioni dell'operazione da parte di organizzazioni non-governative
(ONG), medici e civili iracheni differiscono considerevolmente da quelle
offerte dai militari.
“Al-Qa'im continua ad essere circondata dalle Forze Multinazionali (MNF), e non
abbiamo potuto far arrivare operatori umanitari in città”, ha dichiarato all’IPS
ad Amman (Giordania), il capo dei programmi dell'ONG italiana Solidarietà
Daunia Pavone. I bombardamenti erano stati sospesi, ma non sapeva quando
avrebbero potuto ricominciare, pertanto non poteva inviare operatori
assistenziali nell'area.
“Gli statunitensi dissero che non erano autorizzati ad entrare nella città”, ha
confermato Pavone. “Quando gli statunitensi circondarono la città nessuno poté
uscirne. Siamo quindi molto preoccupati che ci sia una grande quantità di
perdite civili all’interno della città”.
Secondo Pavone circa 12.000 iracheni avevano abbandonato Al-Qa'im, mentre il
resto era rimasto intrappolato all’interno. “Penso vi saranno molte vittime
civili”.
Secondo i militari USA, durante l’assedio almeno nove soldati sono stati uccisi
e più di 40 feriti.
I militari USA non hanno rilasciato dichiarazioni circa le vittime civili, ma
testimoni dicono che sono morti numerosi iracheni innocenti.
Il centro della città “è stato quasi completamente distrutto”, ha dichiarato
alla televisione Al-Jazeera il direttore dell'ospedale di Al Qa'im Dr. Hamdi
Al-Alusi. Le vittime comprendono numerose donne, bambini ed anziani. Il dottore
si è appellato alle organizzazioni umanitarie affinché intervengano
rapidamente.
“E’ stato impedito alle ambulanze di circolare e le squadre mediche hanno
abbandonato il centro della città perché è stato distrutto”, ha detto Al-Alusi
durante l’assedio. I sistemi idrici ed elettrici sono stati distrutti e “ci
sono moltissime persone ferite e moltissime vittime che non possono raggiungere
l'ospedale o alcun altro luogo. Preghiamo Dio, ed imploriamo tutto il mondo,
perché veda quello che è successo ad Al-Qa'im e nelle città adiacenti”.
Rafa Asahab, un siriano che vive nel villaggio di Abu Kemal alla frontiera
siriana, ha riferito all’IPS di aver visto alcuni effetti dell’assedio.
“Per lo meno 100 civili sono stati uccisi ad Al-Qa'im”. “Aerei da combattimento
statunitensi sono anche penetrati molte volte nello spazio aereo siriano”.
Testimoni oculari hanno detto che aerei jet ed elicotteri USA avevano anche
attaccato le città vicine di Al-Karabilah, Al-Jazirah ed Al-Quaydat. “Il
personale medico ha confermato il massacro di civili mitragliati dagli
elicotteri”, ha informato il Dr. Muhammad Abud alla televisione Al-Sharqiyah.
Ha aggiunto che il personale delle ambulanze ha avuto difficoltà a recuperare
alcuni corpi che erano stati fatti a pezzi.
Nel corso dell’assedio Adil al-Rawi, un testimone oculare ad Al-Qa'im, ha detto
alla televisione Al-Arabiya che le forze USA avevano bombardato l’ospedale. “Stanno
utilizzando aerei da combattimento, obici da mortaio e carri armati per
bombardare indiscriminatamente la città, ferire cittadini e bombardare le case
con aerei da combattimento”.
“Molta gente nelle città ha bisogno di aiuto medico. Le migliaia di residenti
che sono fuggiti hanno bisogno d’acqua, alimenti, tende e coperte”, ha
confermato Pavone.
L'assedio è avvenuto mentre in Iraq violenza e spargimento di sangue continuano
la loro escalation, unitamente ad una crescente opposizione alle forze USA. Le
tensioni sono aumentate ancor più quando lunedì il religioso sciita Muqtada
al-Sadr, contrario all'occupazione, ha richiesto nuovamente che gli Stati Uniti
si ritirino dell'Iraq. La scorsa estate Al-Sadr aveva lanciato una sanguinosa
Intifada (sollevamento militante), contro le forze d’occupazione, a Nayaf,
Hilla e nell'area di Sadr City a Baghdad.
La settimana scorsa il nuovo governo iracheno ha annunciato la continuazione
dello stato di emergenza (ad eccezione della regione curda nel nord). L'emergenza
era stata dichiarata il 7 novembre
2004. Da allora, la maggior parte del paese è rimasta sotto la legge
marziale, nonostante le elezioni nel gennaio di quest’anno.
Tradotto da Adelina Bottero e Luciano Salza