www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 15-06-05

da: www.rebelion.org - 01-06-2005

http://www.rebelion.org/noticia.php?id=15942

 

La resistenza in tutte le sue forme e’ un diritto legale inalienabile del popolo iracheno sottomesso ad occupazione

 

Documento finale della Seconda Assemblea del

Congresso della Fondazione Nazionale Irachena

 

IraqSolidaridad

 

Il Congresso della Fondazione Nazionale Irachena (CFNI) ha convocato la sua seconda assemblea sabato 7 maggio 2005 nella sede dell'Associazione degli Avvocati Iracheni di Baghdad. La riunione di partiti politici, movimenti e personalità contro l'occupazione ha affrontato il mutevole scenario politico attuale e l'operato del CFNI nel corso del suo primo anno.

 

Durante la riunione sono stati trattati gli avvenimenti che hanno preceduto, accompagnato e seguito le elezioni [del 30 gennaio], così come le conseguenze dei continui attacchi ed incursioni a città irachene [da parte delle forze d’occupazione]. I suoi membri hanno messo in guardia rispetto alla grave tendenza a fomentare la divisione e lo scontro all’interno del popolo iracheno, attraverso l'adozione di quote settarie ed etniche nella composizione del governo, così come rispetto all'aumento dell'insicurezza ed del caos in tutte le aree del paese.

 

Il CFNI ha rivisto criticamente il suo ruolo di attivista politico, organizzativo ed informativo, ed ha deciso di confermare i principi patriottici espressi nella sua carta fondativa, [...] enfatizzando i seguenti punti:

 

1. Il CFNI respinge l'occupazione straniera dell'Iraq e lavora affinché questa abbia termine in tutti i suoi aspetti possibili, compreso l'annullamento di tutte le sue conseguenze politiche, economiche, educative e morali. La richiesta minima dell'attuale governo dovrebbe essere una dichiarazione [da parte degli occupanti] di un calendario di ritirata incondizionata delle truppe straniere dell'Iraq. Questa è la condizione irrinunciabile perché noi integranti del CFNI decidiamo di partecipare alla redazione della Costituzione, alle prossime elezioni ed a qualunque altro processo politico [1].

 

2. Il CFNI conferma il diritto legale della resistenza irachena in tutte le sue forme come diritto inalienabile di un popolo sottomesso ad occupazione. La resistenza costituisce, in tutte le sue modalità ed opzioni, parte essenziale del movimento di liberazione nazionale. La resistenza irachena, insieme alla resistenza palestinese, ed ai movimenti mondiali per la pace, anti-globalizzazione ed anti-egemonia, costituiscono congiuntamente la principale barriera contro l'imperialismo statunitense ed i piani sionisti d’imporre la loro volontà all'umanità.

 

3. Il CFNI conferma l'unità dell'Iraq come popolo e come territorio, così come la sua identità islamico-araba in termini culturali e non etnici, confermando tutti i diritti culturali e nazionali delle componenti del popolo iracheno al fine di respingere tutti i piani il cui obiettivo sia minare la sovranità e condurre alla divisione del paese, specialmente nella forma federale espressa nella Legge Amministrativa [2].

 

4. Il CFNI condanna il collasso della sicurezza in Iraq e fa un appello a lottare contro il crimine organizzato, l'assassinio di scienziati ed il sequestro di cittadini. [Il Congresso] condanna ugualmente il terrorismo sospetto, del quale sono oggetto vite innocenti di iracheni, installazioni e proprietà pubbliche, e dichiara che tali pratiche sono completamente aliene alla storia ed ai costumi del popolo iracheno.

 

5. Il CFNI condanna tutte le tensioni sospette che sono esplose ultimamente [3], che minacciano di spargere i semi di conflitti ed odii etnici, religiosi e confessionali. [Il CFNI] ne attribuisce la responsabilità alle forze d’occupazione, al Consiglio Provvisorio di Governo ed al Governo di Transizione, e fa un appello a compiere sforzi per smascherare coloro che vi stanno dietro, così come a formare comitati nazionali per controllare derive tanto pericolose ed offrire consiglio circa le stesse.

 

6. Il CFNI fa un appello a ricostruire l'esercito iracheno sotto il comando di ufficiali iracheni che dispongano di dimostrata professionalità, integrità e lealtà, dopo aver escluso coloro che abbiano causato danni al popolo ed al paese. Uno dei primi passi a questo riguardo è la riattivazione delle assai radicate accademie militari irachene al fine di ricostruire delle forze armate irachene al servizio del popolo.

 

7. Il CFNI afferma il suo rifiuto della Legge Amministrativa Transitoria che è stato imposta dalle forze di occupazione, un documento illegale, respinto internazionalmente, perché non è parte di alcuna decisione sovrana.

 

8. Il CFNI afferma la sua stima ed il suo impegno verso la fratellanza arabo-curda e dichiara la sua disposizione al dialogo con tutti e con ciascuno dei gruppi fratelli curdi, per arrivare ad una soluzione pacifica fraterna, che garantisca i legittimi obiettivi e fortifichi l'unità e la stabilità dell'Iraq.

 

9. Il CFNI condanna energicamente l'aumento dei prigionieri politici, il cui numero raggiunge attualmente le decine di migliaia, così come l'indeterminazione dei termini della loro detenzione [4]. La tortura alla quale si vedono sottomessi molti dei prigionieri è stata condannata da quei settori della comunità internazionale che difendono i diritti umani e le libertà individuali, mentre gli abusi [contro i detenuti iracheni] includono la proibizione delle visite da parte dei loro famigliari e di altri diritti basilari. Il CFNI ricorre a tutte le organizzazioni internazionali, affinché appoggino i suoi sforzi per porre fine a queste pratiche illegali ed inumane, affinché nel caso i prigionieri siano accusati di crimini vengono sottomessi a tribunali iracheni indipendenti, mentre i restanti innocenti vengano liberati.

 

10. Il CFNI fa un appello all'esercito iracheno [Guardia Nazionale] ed alla polizia irachena, affinché adempiano con valore ai loro doveri patriottici di garantire la sicurezza dei cittadini e si oppongano fermamente ai piani che pretendono di coinvolgerli in azioni contro i loro compatrioti, poiché i loro impegni sono verso i loro concittadini e non verso gli occupanti.

 

11. Il CFNI dichiara la sua speranza di stabilire buone relazioni di vicinato con tutti i paesi confinanti con l’Iraq e la sua negazione ad interferire negli affari interni degli altri, prevenendo l'uso del territorio iracheno contro i propri vicini, specialmente contro la Siria ed il Libano, tra gli altri paesi arabi ed islamici, ed attribuisce la responsabilità delle gravi conseguenze di dette azioni alle forze occupanti.

 

12. Il CFNI dichiara il suo totale appoggio alla coraggiosa lotta del popolo palestinese per il conseguimento dei suoi desideri e della sua sovranità. [Il Congresso] respinge lo stabilirsi di qualsiasi relazione politica o di normalizzazione delle relazioni col sionismo, entità coloniale usurpatrice.

 

13. Il CFNI afferma il suo desiderio di ampliare i suoi membri per includere tutti i movimenti, organizzazioni e personalità patriottiche che condividano i suoi principi, e riafferma al tempo stesso il suo desiderio di un dialogo nazionale con tutte le forze sotto la bandiera dell'unità e dell'indipendenza.

 

Lunga vita ad un Iraq libero ed indipendente, con piena sovranità.

 

Lunga vita all'integratrice e risolutiva unità irachena.

 

 

Note di IraqSolidaridad:

 

1. Questa posizione fu già espressa dal CFNI dopo le elezioni (si veda in IraqSolidaridad: “Comunicato del Congresso di Fondazione Nazionale Irachena dopo le elezioni: Un progetto sovrano, democratico e d’integrazione per l'Iraq”). Secondo il calendario imposto da Bremer nel novembre del 2003 all’allora Consiglio Governativo Iracheno, dopo il passaggio formale di sovranità del giugno 2004 e le elezioni del gennaio 2005, il nuovo parlamento iracheno dovrà redigere una nuova Costituzione (basata a sua volta sulla Legge Amministrativa Transitoria approvata nel gennaio/febbraio 2004) e convocare nuove elezioni nel dicembre 2005, dalle quali dovranno sorgere istituzioni irachene non più transitorie.

 

2. La Legge Amministrativa Transitoria (si veda nota precedente), essenzialmente redatta dagli statunitensi, include la possibilità che almeno tre province, delle 18 che compongono l'attuale Stato iracheno ad eccezione delle province di Baghdad e Kirkuk, possano autoproclamarsi regioni autonome, un’opzione sviluppata per il momento soltanto nel Kurdistan, ma che potrebbe allo stesso modo essere adottata dalle autorità di Maysan, Bassora e Dhiqar secondo le loro recenti dichiarazioni (Youssef, N.A, “Proposal to divide Iraq into semi-autonomous states gains ground”, Knight Ridder Newspapers - 24 maggio 2005)

 

3. Uno dei membri del CFNI, l'Associazione degli Ulema Mussulmani (AUM) accusava in questo mese di maggio le milizie delle Brigate Badr, il braccio armato del Congresso Supremo della Rivoluzione Islamica in Iraq (CSRII), di torture ed assassinii di cittadini sunniti e proponevano un “Codice d’Onore Anti-Settario” per evitare lo scontro intercomunitario (IslamOnline.net - 24 maggio 2005). L'AUM aveva accusato il nuovo governo iracheno di ricorrere ai corpi di sicurezza iracheni, formati maggioritariamente da miliziani delle Brigate Badr e peshmerga curdi, per stabilire uno “stato di terrore” contro la comunità arabo-sunnita (IslamOnline.net - 17 maggio 2005). In una riunione svoltasi il 20 maggio, un migliaio di rappresentanti sunniti chiedevano le dimissioni del nuovo ministro degli Interni, Bayan Jabr, condannavano ogni atto di terrorismo e reiteravano la legittimità della resistenza contro l'occupazione (Le Monde - 21 maggio 2005). Il 30 maggio il quotidiano Al Mutamar informava che il leader del Consiglio Supremo della Rivoluzione Islamica in Iraq, Abdulaziz al-Hakim, dava per terminati i problemi tra la sua milizia e l'AUM (Rivista della  Stampa Araba - 31 maggio 2005).

 

4. Si veda in IraqSolidaridad: Relazione di Human Right First “Dietro il reticolato”, ed II,: I carcerati sotto controllo USA in Iraq: indefinizione giuridica e non trasparenza.

 

 

Tradotto da Adelina Bottero e Luciano Salza