da: Il Pane e le Rose (www.pane-rose.it/)- 18-09-2005
La ricostruzione dell’Iraq procede a gonfie vele. Il Paese viene arricchito
ogni giorno, a cura degli occupanti americani, delle migliori leggi già
praticate dalla civiltà occidentale. Una di tali leggi, dettata dall’ «autorità
provvisoria» (occupante) e dal suo zar oggi dimessosi, Paul Bremer, è quella
sulla proprietà intellettuale: certamente la più urgente, dati gli attuali
bisogni del popolo iracheno.
Questo decreto mira ad adeguare il Paese «agli standard internazionali
riconosciuti nella protezione» della proprietà intellettuale. Era ora mettere
questi incivili al passo della civiltà.
Ma non dovete immaginare che gli iracheni, operosi e tranquilli sotto il
tallone dei Marines e dei mercenari, stiano febbrilmente producendo magliette
Benetton contraffatte, false borsette Prada e finti completi Armani, come fanno
i cinesi. Nulla di tutto questo.
Gli USA hanno deciso che gli iracheni devono imparare, con la massima urgenza,
a rispettare i semi geneticamente modificati e debitamente brevettati (1).
Infatti, in base al decreto (in vigore dal 2004), d’ora in poi ai contadini
dell’Iraq sarà vietato mettere da parte una quota del raccolto da usare come
semente per l’anno successivo. Questa pratica, usata dall’uomo per millenni e
ancora adottata dal 97% dei coltivatori iracheni, viene dichiarata illegale.
Invece, i contadini dell’Iraq dovranno munirsi di licenza annuale per usare
semi OGM [http://www.disinformazione.it/paginaogm.htm]
made in USA, ovviamente dietro pagamento.
Così si legge nell’intricata lingua di legno del decreto – Ordine 81, paragrafo
66 bis emanato da Paul Bremer: «agli agricoltori è vietato riutilizzare i semi
di varietà protette od ogni varietà citata al punto 1 e 2 del paragrafo C
dell’articolo 14». In chiaro, si intima ai contadini di distruggere tutte le
sementi ogni anno, e di ricomprarle da «fornitori autorizzati». Come per caso,
il primo e principale fornitore autorizzato è la Monsanto [http://www.disinformazione.it/monsanto.htm],
società multinazionale capeggiata da una famiglia Shapiro. Gli americani in
Iraq non sapranno controllare il territorio, ma sanno controllare benissimo gli
affari delle loro multinazionali, specie se appartengono alla razza eletta. E’
per loro che muoiono i soldati USA.
Articolo originale: Iman Khaduri, «The ultimate war crime: breaking the
agricultural cycle”, Globalresearch, 25 gennaio 2005
Italy Indymedia - 17 settembre 2005