www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 29-09-05

da www.albasrah.net- Bollettino della Resistenza Irachena

http://www.albasrah.net/moqawama/iraqiresistancereport_italian.htm

 

 

Quelli che seguono sono estratti del Bollettino della Resistenza Irachena. Fornisce con cadenza giornaliera notizie su quanto avviene: resoconti, episodi, comunicati, denunce, azioni delle forze d’occupazione contro combattenti e popolazione civile, ma soprattutto azioni della Resistenza, a cominciare dagli attacchi quotidiani alle basi militari, in particolare statunitensi.

 

Chi fosse interessato può accedere alle pagine del sito, ora direttamente disponibile anche in lingua italiana.

 

 

SOMMARIO

 

1) Tall ‘Afar: eccidio degli abitanti ed assassinio di un giornalista arabo

(20-21-22 settembre 2005)

 

2) Guerra ovunque:  di città in città, di casa in casa

(alcuni esempi)

 

3) La Resistenza: non siamo noi i terroristi!

(25 settembre)

 

 

 

1) Tall ‘Afar: eccidio degli abitanti ed assassinio di un giornalista arabo

 

20 settembre

 

Continuano a morire civili a Tall ‘Afar mentre imperversa l’offensiva degli americani e delle forze irachene fantoccio. Il corrispondente del Mafkarat al-Islam è riuscito a raggiungere l’ospedale stabilito nella parte orientale della città ed a fotografare all’obitorio i corpi di quelli che gli americani e i loro tirapiedi chiamano “terroristi”. Sono 72 bambini e 53 donne e ragazze, uccisi nelle loro case dalle bombe e dalle granate americane. E’ una statistica ufficiale, avuta da un sanitario del Tall ‘Afar Field Hospital. Questi ha aggiunto: “il numero dei morti continua ad aumentare per la ferocia dei combattimenti e per il fatto che molte famiglie che non sono riuscite a scappare sono ancora intrappolate in casa”. Ha poi detto che l’ospedale non ha ricevuto cadaveri di combattenti della Resistenza “perché essa stessa seppellisce i suoi martiri dove può, nei cortili, sotto i marciapiedi, nei parcheggi e nelle piazze”.

 

A proposito dell’affermazione del “Ministro della Difesa” del governo fantoccio nominato dagli americani, che i morti civili non sarebbero più di 18, il sanitario ha detto che il regime si troverebbe in seri pasticci se agli iracheni venisse rivelato il vero numero, “perché perderebbe ulteriormente di credibilità, anche se l’ha già completamente persa”. Il corrispondente ha spiegato che per motivi religiosi il Mafkarat al-Islam non divulgherà fotografie di donne uccise dall’offensiva americana. Nello stesso tempo gli americani hanno severamente vietato l’accesso all’ospedale ai corrispondenti indipendenti per paura che le immagini ivi raccolte raggiungano il mondo esterno. E’ quindi con estrema difficoltà che il Mafkarat al-Islam ha potuto procurarsi delle foto, alcune delle quali sono visibili nel sito seguente (diciture in arabo):

www.islammemo.cc/news/one_news.asp?IDNews=82373

    

 

21 settembre

 

In un bollettino di mercoledì mattina il corrispondente a Tall ‘Afar del Mafkarat al-Islam informa che gli americani hanno vietato l’accesso alla zona intorno alla città a qualsiasi convoglio porti aiuti ai profughi fuggiti da Tall ‘Afar, i quali vagano ora sparsi lungo la strada del deserto che conduce al nord. Confiscati cinque autocarri della “Mezzaluna Rossa” carichi d’alimenti, materiale sanitario, acqua potabile, cibi in scatola, tende e coperte. Il corrispondente riferisce che gli americani hanno persino arrestato gli impiegati e il personale che si trovava a bordo degli autocarri.

 

 

22 Settembre

 

Rinvenuto assassinato giovedì mattina nella sua abitazione a Tall ’Afar Salim Tu’mah Khattab al-Jabburi, di 25 anni, il corrispondente del Mafkarat al-Islam i cui rapporti sono stati fra i pochi che hanno potuto eludere il blocco imposto sulla città dagli americani. Era lui che aveva inviato due giorni fa, il 20 Settembre, il rapporto che diceva “Continuano a morire civili a Tall ‘Afar mentre imperversa l’offensiva degli americani e delle forze irachene fantoccio”  e citava la statistica dei 72 bambini e delle 53 donne uccisi dalle bombe e dalle granate americane  (vedasi Riassunto del 20 settembre scorso).

 

Il fratello di Salim ha detto alla redazione del giornale di averlo trovato giovedì all’alba nel suo letto, crivellato di pallottole. Era solo in casa, perché aveva mandato via dalla città la mamma e i fratelli  temendo la violenza dei bombardamenti americani, ed era rimasto per mandare i suoi servizi da Tall ‘Afar assediata. Era deciso a dare tutte le notizie di come la città coraggiosa resisteva all’assalto americano. All’inizio dell’offensiva era stato uno dei tre corrispondenti che in città operavano in segreto, quando gli americani avevano arrestato e messo in carcere tutti i giornalisti che inviavano servizi senza il loro permesso. Il Mafkarat al-Islam ha scritto giovedì che egli era rimasto l’unico giornalista a lavorare a Tall ‘Afar.

 

I parenti accusano del delitto le sciite e settarie Brigate Badr, che si affiancarono agli americani durante l’invasione dell’Irak nella primavera del 2003 e da allora sono sempre state al loro servizio nella polizia e nelle cosiddette “agenzie di sicurezza”, sempre coinvolte in rapimenti settari, torture ed assassinii.    

 

Salim al-Jabburi si era laureato nel 2002 nella facoltà di Economia ed Amministrazione dell’Università di Mosul ed aveva lavorato per parecchie agenzie giornalistiche e giornali iracheni, fra cui Al-‘Iraq e Al-Habda di Mosul, prima di essere assunto dal Mafkarat al-Islam, per il quale lavorava da 10 mesi. In un dispaccio inviato giovedì sera, il Mafkarat al-Islam ricorda i tanti giornalisti uccisi mentre compivano il loro dovere e si scusa in anticipo con i lettori per il fatto che nei prossimi giorni, e fino a che l’ufficio stampa a Tall ‘Afar non sarà riorganizzato, avrà difficoltà nei suoi servizi.    

 

 

2) Guerra ovunque:  di città in città, di casa in casa

 

Provincia di Salah ad-Din– 22 settembre 2005

Samarra

 

Più di 1.200 famiglie sono fuggite da Samarra verso Tikrit in seguito alla minaccia del “Ministro della Difesa” fantoccio insediato dagli americani, Sa’dun ad-Dulaymi, di un’offensiva di truppe americane e irachene su Samarra per liberarla dalle forze della Resistenza. Umilianti perquisizioni alle famiglie nel lasciare la città, chiuse dozzine di negozi, chiusi gli uffici pubblici e altre attività. Chiuse anche tutte le scuole.

 

Ad-Dulu’iyah. 

 

Gli americani continuano il blocco della città di ad-Dulu’iyah, a nord di Baghdad. Isolata giovedì mattina la zona di al-Jabbur, irruzioni e perquisizioni casa per casa. Il corrispondente del Mafkarat al-Islam informa che aerei americani hanno bombardato mercoledì e giovedì varie zone della città colpendo case private. Quattro civili uccisi, fra cui due donne, e tre feriti, due dei quali gravi, come riferito dal Dr. Usamah al-Baz dello ad-Dulu’iyah General Hospital..    

 

 

Provincia di al-Anbar – 23 settembre 2005

Rabi’ah. 

 

Centinaia d’iracheni bloccati senza vettovaglie e senza danaro sul lato siriano della frontiera con la Siria per l’ordine giunto dal regime fantoccio di Baghdad di chiudere il confine a tutti, compresi gli iracheni. Fra loro pellegrini di ritorno dalla Mecca, professori e studenti, malati reduci da cure mediche, famiglie intere e impiegati governativi. Casi pietosi, fra cui quello di un ragazzo di 13 anni di ritorno da Amman con una gamba amputata, che da una settimana aspetta con la mamma, su una barella, che lo facciano passare. Tutti chiedono alle organizzazioni umanitarie di far riaprire il confine. Vi sono centinaia di arabi e curdi, giovani e vecchi, uomini, donne e bambini, andati a visitare parenti o amici in Siria e cui ora si impedisce il ritorno. Il problema è che l’ordine viene dagli americani e il regime fantoccio non può far altro che obbedire. Si teme che col passare dei giorni le cose peggiorino e sorgano gravi problemi sanitari, mentre la gente è ormai senza denaro per comprarsi da mangiare e tira avanti con qualche aiuto da parte dei siriani di confine.

 

 

3) La Resistenza: non siamo noi i terroristi!

 

25 settembre

 

Si ricorda che la Resistenza Irachena - che lotta per l’espulsione dell’occupazione e la conservazione dell’unità dell’Iraq entro la Nazione Araba -  ha più volte messo in rilievo che essa non attacca né civili né comunità religiose, ma unicamente le forze d’occupazione americane ed il regime fantoccio da esse insediato e relativi suoi corpi militari, polizia, e unità “di sicurezza”. D’altra parte, vari “cervelloni” americani e inglesi stanno promuovendo la divisione dell’Irak. Ora, quanto più si sta rivelando ovvia l’impossibilità per gli americani di tenere sottomesso l’Iraq a tempo indeterminato, tanto più stanno aumentando gli attacchi settari che hanno lo scopo di spaccare l’Iraq. La recente “dichiarazione di guerra agli sciiti” proclamata dall’islamico giordano Abu Mus’ab az-Zarkawi sarebbe stata utile alla causa di coloro che si propongono la spartizione dell’Iraq, ed è per questo che la Resistenza Irachena l’ha denunciata in modo così netto.     

 

 

A cura di Adelina Bottero e Luciano Salza