Il processo a Saddam è una messinscena. È un show hollywoodiano per deviare l’attenzione dalla distruzione dell’Iraq e dai massicci crimini di guerra commessi contro il popolo iracheno. Il "tribunale" è illegale come l'invasione e non ha legittimità nell’Iraq occupato. Il “processo" del presidente Saddam Hussein, di fronte ad una Corte Kangaroo orchestrata dagli Stati Uniti, è salutato come il "processo del secolo".
di Ghali Hassan* 20 Ottobre 2005
Quelli che hanno commesso i crimini sono riveriti e protetti, mentre le loro
vittime sono sottoposte ad un giudizio farsa.
Non è Saddam ad essere sotto giudizio; è il sistema legale internazionale.
Secondo il professor Charif Bassiouni, dell'Università DePaul, esperto in
Diritto Penale Internazionale ed ex osservatore dell’Onu per i diritti
umani in Afganistan: "E’ stato
fatto ogni sforzo per avere un tribunale il cui ordinamento giudiziario non sia
indipendente ma controllato- e per controllato intendo che i manipolatori
politici del tribunale devono assicurare che gli Stati Uniti e le altre potenze
occidentali non siano portati in causa. Questo rende il giudizio simile alla
vendetta del vincitore: mirato, selettivo ed ingiusto. È un raggiro."
Questa è la precisa definizione di una Corte Kangaroo. Uno degli avvocati di
Saddam ha detto "Gli americani sono intenti a fare questa pura messinscena,
un processo show”. Il processo a Saddam è una mistificazione. È una
rappresentazione hollywoodiana per deviare l’attenzione dalla distruzione
dell’Iraq e dai massicci crimini di guerra commessi contro il popolo iracheno.
Come l'invasione, il "tribunale" è illegale e non ha legittimità
nell’Iraq occupato. È una schiacciante evidenza a condannare George W. Bush e
Tony Blair di crimini contro l’umanità piuttosto che condannare Saddam Hussein.
Per la Convenzione delle Nazioni Unite, Bush e Blair sono colpevoli di crimini
contro l’umanità, di torture e della distruzione arbitraria dello stato
dell’Iraq.
Questa è la realtà; gli Stati Uniti ed i loro alleati non sono interessati al
processo in se; sono interessati all'umiliazione di tutti gli arabi. Saddam è
un arabo ed un musulmano. Egli è usato come un simbolo per demonizzare ancor
più arabi e musulmani. Il processo è visto in Occidente come se tutti i leader
arabi fossero sotto giudizio. È orchestrato e controllato dall’imperialismo
occidentale. È un arrogante processo show per intimidire.
I leader o despoti arabi autonominatisi non solo non sono riusciti ad ottenere
un'economia forte, ma nemmeno a costruire una difesa contro l’imperialismo
occidentale e restano vulnerabili alla sua collera ad ogni occasione. Oggi, gli
arabi sono stretti in mezzo tra sionismo ed imperialismo. I loro eserciti
esistono solo allo scopo di proteggerli dalle masse senza diritti. Essi hanno
tradito tutto il mondo arabo e musulmano e non sono riusciti a capire il
pericolo dell'ideologia imperialista-sionista.
Il processo show offre a giornalisti, esperti, organizzazioni dei diritti umani
e Ogn occidentali (soprattutto con sede negli US) l'opportunità di mostrare la
loro lealtà all'occupazione e all’imperialismo. Per più di 15 anni Saddam è
stato demonizzato come l'epitome che rappresenta tutto il male di oggi.
Nonostante la totale mancanza di conoscenza dell'uomo, ogni giornalista ed
esperto ha qualche cosa da dire su Saddam. Saddam è riesumato per diventare
parte dei programmi delle scuole occidentali. (Ma sarebbe auspicabile che i
programmi includessero i conseguimenti di Saddam, come il miglior sistema di
istruzione ed i migliori servizi sanitari nel Medio Oriente. Saddam diede
diritti compiuti alle donne, prima che gli Stati Uniti distruggessero ogni
cosa).
Ricordo che durante il governo di Saddam, le organizzazioni dei diritti umani e
i giornalisti non avevano alcun problema ad andare in Iraq e a riferire sulla
condizione dei diritti umani là. Sempre negativamente, è ovvio. Essi visitarono
le carceri di Abu Ghraib ed altrove, con ampio accesso. Comunque,
dall'invasione e dall’occupazione dell'Iraq da parte delle forze degli Stati
Uniti, le organizzazioni dei diritti umani e i giornalisti hanno quasi
completamente smesso anche solo di menzionare il grande abuso dei diritti umani
del popolo iracheno da parte delle forze US e dei loro collaboratori. Le stesse
organizzazioni che prima dell'invasione visitavano liberamente l’Iraq, oggi non
hanno nessun diritto ad andare dove vogliono in Iraq. I loro scarni rapporti
sono stati fatti per falsificare.
Non è sorprendente sentire Amnesty International (AI) e Human Right Watch (HRW)
criticare il così detto "tribunale" dell’Iraq. Questo è il modo di
lavorare dell’imperialismo. "Noi abbiamo forti preoccupazioni che il
tribunale non offrirà le garanzie di un processo equanime richieste dalla legge
internazionale", ha detto Richard Dicker, di HRW. Riusciamo ad immaginare
"le grandi preoccupazioni" di HRW per i diritti di centinaio di migliaia
di iracheni - uomini, donne e bambini - che sono stati arrestati, imprigionati,
vessati e torturati senza alcun addebito?
Saddam è responsabile per lo sterminio di centinaia di migliaia di iracheni
innocenti, soprattutto donne e bambini? Ma HRW ed AI non esprimono
preoccupazione per la morte di fame intenzionalmente causata dalle forze US
alla popolazione irachena.
Solamente quando il cattivo è alla sbarra, si sente il brusio delle
organizzazioni dei diritti umani e delle Ong. Il processo show di Saddam
costituisce un'opportunità per HRW, AI ed il resto delle Ong occidentali per
occultare i crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione. In questo
modo, essi si fanno strumenti dell’imperialismo occidentale.
Si dovrebbe tenere presente che tutte le dichiarazioni contro Saddam sono non
confermate e non c'è prova che Saddam sia personalmente responsabile per i
crimini addotti. L’accusa "è totalmente vacua... in Francia nessun giudice
licenzierebbe il caso. Non si andrebbe nemmeno al processo", ha detto
Andre Chami, un avvocato francese nella squadra di difesa di Saddam.
Effettivamente, alcune delle dichiarazioni contro il regime di Saddam sono
state confutate dall'Onu e da funzionari occidentali credibili. Le
dichiarazioni contro Saddam e l'Iraq furono fatte da giornalisti occidentali,
truffatori espatriati ed organizzazioni dei diritti umani e Ong occidentali.
Inoltre, anche se Saddam commise crimini, quei crimini furono commessi con la
piena complicità ed appoggio dei leader e dei media occidentali.
Non è Saddam che è colpevole di crimini contro umanità; Bush e Blair lo sono.
L'invasione e la distruzione dell'Iraq costituiscono un atto illegale di
aggressione "che contravviene alla Carta dell’Onu e alle leggi
internazionali". “Solamente i legalitari più incorreggibili possono
fingere di essere scioccati dalla conclusione che l’autore di un’azione
aggressiva di guerra rischi di essere punito per il suo comportamento, anche se
nessun tribunale ha mai deciso prima che l’azione di una guerra aggressiva sia
un crimine", scrisse Telford Taylor, assistente del capo dell'accusa
americano, Robert H. Jackson, al Processo di Norimberga. Il giudice del
Tribunale di Norimberga disse " Iniziare una guerra di aggressione, non è
solo un crimine internazionale; è il supremo crimine internazionale, che
differisce solamente dagli altri crimini di guerra in quanto contiene dentro di
se l'accumulo del male intero". A Bagdad, purtroppo, sono alla sbarra le
persone sbagliate.
Nessuno ha accusato di crimini di guerra e crimini contro umanità George Bush
meglio di Franis A. Boyle, professore di Legge ed esperto in Diritto
Internazionale all'Università dell’Illinois. In innumerevoli documenti, il
professor Boyle mostra come il principio di Norimberga possa essere usato per
accusare l'amministrazione Bush. Boyle scrive: " In termini legali
internazionali, la stessa amministrazione Bush Jr. ora dovrebbe essere vista
dalla legge criminale internazionale come parte di una cospirazione criminale
in corso, in violazione della Carta di Norimberga, del Tribunale e dei Principi
di Norimberga, a causa della sua formulazione e dell’attuazione di politiche
aggressive di guerra che sono giuridicamente simili a quelle perpetrate dal
regime nazista".
Inoltre l’articolo 6(b) della Carta di Norimberga del 1945 usò il termine
"crimini di guerra" per
definire: "... la distruzione arbitraria di città, paesi e villaggi, o la
devastazione non giustificata da necessità militare..." Così la
distruzione di città irachene come Fallujah Ramadi, Hillah, Tel Afar Bagdad
ecc. costituisce una distruzione arbitraria di città e "non è certamente
determinata da ‘necessità militari’, che sono sempre definite e c contemplate
dalle leggi di guerra", scrive Francis Boyle.
Il professor Richard Overy, del King’s College di Londra, un'autorità
preminente sul Processo di Norimberga e il diritto internazionale, descrive
accuratamente come opera il sistema legale internazionale. Scrive: "Il
Diritto Internazionale opera solamente contro gli stati più deboli. Le grandi
potenze hanno un’immeritata e inammissibile immunità [auto-indotta]. Ciò che é
accaduto in Iraq è un grande crimine contro l’umanità, e Bush e Blair
dovrebbero essere alla sbarra" ed i principi del sistema legale
internazionale dovrebbero essere applicati nel processare loro. La giustizia
non si realizza con un processo show; si realizza con un processo equo.
Il permanere di truppe e di mercenari US in Iraq è contro la volontà del popolo dell’Iraq, in contravvenzione alle leggi internazionali. L'azione più urgente è porre fine al crimine dell'occupazione in corso. Le vite irachene ed i diritti umani sarebbero meglio serviti dal pieno e immediato ritiro delle forze US dall'Iraq.
*Ghali Hassan, ricercatore di Global Researh, vive a Perth, West Australia.
Traduzione dall’inglese di BF