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da uruknet.info 12/11/05

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10 domande e risposte con Dahr Jamail

Unknown news

6 Novembre 2005

 

Dahr Jamail è originario di Anchorage, Alaska. Stanco della carenza complessiva dei media US nel riportare correttamente la realtà sul popolo iracheno e i soldati US in guerra in Iraq, è andato personalmente in Iraq a fare dei reportage sulla guerra.

 

Le corrispondenze di Jamail sono diventate presto un’importante risorsa mediatica e adesso scrive per Inter Press Service, per Asia Times e molte altre testate. Suoi servizi sono stati pubblicati da Nation, Sunday Herald, Islam Online, Guardian, per citarne qualcuno. I suoi servizi e le sue descrizioni di eventi crudi, sono stati tradotti in francese, polacco, tedesco, danese, spagnolo, giapponese, portoghese, cinese, arabo e turco. Per radio, è corrispondente speciale di Flashpoints e fa reportage su BBC, Democracy now! e molte altre stazioni nel mondo.

 

Jamail ha passato otto mesi interi nell’Iraq occupato come uno dei pochi giornalisti indipendenti US nel paese. Usa il website DahrJamailIraq.com e la sua popolare email list per diffondere i suoi messaggi.

 

Intervista di Don Nash, Unknow News

4 Novembre 2005

 

D. Come appare attualmente l’Iraq, a due anni e mezzo dall’invasione US?

 

-La maggior parte dell’Iraq è disastrata e in stato di caos completo. Il miglior modo di definire lo stato della sicurezza è una brutale guerra di guerriglia, che andata fuori controllo più di un anno fa. Gli attacchi alle forze US finora sono più di 70 al giorno e si pensa che aumenteranno nei mesi a venire.

 

La leggenda che i soldati US abbiano il controllo in ogni parte dell’Iraq non è altro che una leggenda. Persino la pesantemente fortificata “Green Zone” viene regolarmente colpita. Se si vuole volare dentro e fuori l’Aeroporto Internazionale di Baghdad bisogna essere  pronti a fare una manovra spirale decrescente /ripresa…e questo si è reso necessario da più di un anno a causa dell’incapacità dei soldati di proteggere l’area attorno all’aeroporto. Come in Vietnam, gli aerei sarebbero abbattuti se non usassero il metodo del taching off/ landing.

 

Le infrastrutture sono uno sfracello. Per la maggior parte delle società occidentali cui sono stati assegnati contratti senza offerta più le spese in Iraq, questi sono i loro contratti da sogno – profitti garantiti senza problemi. A compagnie come la Bechtel, per il loro contratto iniziale, è stato sborsato un pieno il valore di 680 milioni di dollari e sono stati assegnati contratti per un totale di più di 3,8 miliardi di dollari, a dispetto del fatto che molti dei progetti previsti nel loro contratto non sono ancora iniziati.

 

Intanto gli iracheni soffrono e muoiono per malattie veicolate dall'acqua, la malnutrizione infantile è peggiore che durante le sanzioni e c’è una disoccupazione al 70%.

 

D. Come è vissuta in generale l’occupazione US?

 

-Secondo un recente sondaggio commissionato dall’esercito britannico, l’82% degli iracheni vuole che tutte le forze di occupazione siano allontanate dal loro paese, meno dell’1% pensa che le forze di occupazione abbiano aumentato la sicurezza e il 45% ammette apertamente che gli attacchi alle forze US sono giustificati. Ciò è praticamente uguale a quanto ho visto nei miei 8 mesi in Iraq, a parte il fatto che io ho visto una larga percentuale (maggiore del 45%) di iracheni a sostegno della resistenza irachena.

 

D. C’è modo di sapere quanti iracheni siano tenuti prigionieri dagli US?

 

-No. adesso c’è un gran numero di persone disperse in Iraq (circa 100.000 secondo quanto so da due ong irachene) molti dei quali si teme siano detenuti dagli US. Una delle ong, la Società Medica Irachena stima che ci siano 60.000 iracheni nelle installazioni carcerarie US.

 

D:. Cosa è realmente successo a Falluja e Ramadi?

 

-Nell’assedio di Falluja, nel Novembre 2004, il 60% della città è stato completamente distrutto. E anche gran parte della resto della città ha subito danni, gravi o medi. Le ong irachene e il personale sanitario dentro e intorno a Falluja stima 4.000 morti, prevalentemente civili. Ad oggi 50.000 abitanti di Falluja restano dispersi.

 

Durante l’assedio l’armata US ha usato bombe a grappolo, munizioni all’uranio impoverito, una nuova forma di napalm e fosforo bianco, pare usato in modalità di arma chimica.

 

Ho descritto Falluja come una Guernica del giorno d’oggi, che è meglio definire un massacro piuttosto che un assedio. Falluja è il modello della politica estera dell’amministrazione Bush. Non c’è praticamente nessuna ricostruzione completata nella città, a differenza di quanto avevano promesso le autorità occupanti.

 

D. Vi sono altre città irachene distrutte dall’armata Us della quali non abbiamo saputo niente?

 

-Molti negli US non hanno saputo che Al- Qaim, Kerbala, Najaf  (durante l’intifada di Muqtada al-Sadr), Hadita, Hit e parte di Baquba, Baghdad, Ramadi, e Samarra hanno patito distruzioni in larga scala dalle operazioni militari US.

 

D. C’è anche guerra civile in Iraq?

 

-Si. Una guerra civile sponsorizzata dallo stato. Il governo fantoccio dell’Iraq, sostenuto dagli US sta usando l’esercito Badr (shia) e  la milizia peshmerga kurda per combattere soprattutto la resistenza sunnita. La maggioranza della popolazione comune irachena avversa l’idea della guerra civile, ma paventa la possibilità che possa avvenire, data la tattica usata dagli US di dividere e avanzare nella conquista nell’Iraq.

 

D. Cosa pensa il popolo iracheno di quello americano?

 

-Fortunatamente la maggioranza e in grado di discriminare tra il governo e il popolo US. Ma sfortunatamente in luoghi come Falluja, Haditha, Al-Qai, dove le operazioni US hanno causato così tanta distruzione e morte, questa distinzione si sta offuscando e perdendo.

 

D. E’ vivo Abu Musab al- Zarqawi?

 

-Personalmente non credo. L’avevo cercato strenuamente quando fui in Giordania, in visita alla città natale di Zarqawi (al-Zarqwa), e intervistai molti dei suoi vicini e conoscenti. In molti pensavano che fosse caduto a Tora-Bora in Afganistan durante la campagna di bombardamenti che seguì l’11 Settembre. Non vi è notizia che sia alla testa della resistenza irachena o guidi gruppi di terrore in Iraq; credo che sia propaganda US.

 

D. Gli iracheni, hanno qualche speranza per il futuro?

 

Attualmente non molte. Chi se lo poteva permettere ha lasciato l’Iraq. Chi è rimasto in Iraq può vedere in prospettiva la continuazione e l’aumento della violenza, nessuna ricostruzione, uno stato fondamentalista e un’occupazione US senza fine che è fallita ancor prima di cominciare.

 

D. Il popolo americano è tenuto ad aiutare quello iracheno? E cosa può fare?

 

-Il popolo americano è del tutto tenuto ad aiutare quello iracheno perché è colpa del popolo americano se alla banda di Bush è stato permesso per invadere l’Iraq. Ogni cittadino americano che non fa niente di quanto sia in suo potere per fermare questa occupazione illegale e immorale il prima possibile, è complice dei crimini di guerra che vengono quotidianamente compiuti in Iraq.

 

Traduzione dall’inglese Bf