Il popolo iracheno ha bisogno della solidarietà internazionale
Intervista a Ahmed Karim*
rappresentante della Corrente Democratica Patriottica del Partito
Comunista Iracheno
Come ti collochi nello scenario politico
iracheno?
Come cittadino iracheno sono oppositore dell’occupazione
dell’Iraq e mi oppongo alla politica americana dall’epoca dell’embargo
all’Iraq. Oggi tutto il mio lavoro è concentrato sull’appoggio e il sostegno
morale al popolo iracheno, alla resistenza irachena. La mia partecipazione alla
manifestazione del 18 febbraio è espressione di una grande stima per la
solidarietà e il sostegno che il popolo italiano ha dato al mio popolo. Il
popolo iracheno ha bisogno della solidarietà internazionale e ricorda benissimo
tutte le manifestazioni fatte in Italia prima e durante la guerra all’Iraq.
Ecco, qual è l’importanza per il
popolo iracheno di una mobilitazione internazionale al fianco della resistenza?
Il popolo iracheno aspetta l’unico appoggio che può venire
dal mondo esterno e questo appoggio è la solidarietà internazionalista che fa
sentire al popolo iracheno che non è da solo in questa sua lotta e in questa
sua resistenza contro l’occupazione americana. La manifestazione era anche
collegata alla lotta del popolo palestinese: noi siamo due paesi arabi sotto
occupazione. Per questo il nostro destino è comune e il nostro sostegno è
reciproco. Il sostegno dato oggi a Roma in questa manifestazione che ha visto
cittadini italiani venuti da tutta l’Italia con la partecipazione di tantissime
organizzazioni sociali e politiche italiane manda un messaggio di grande valore
morale e di sostegno ai due popoli iracheno e palestinese. Questa è la
coscienza del popolo italiano contrario alle aggressioni e che ama la pace e
opera sempre per l’amicizia e la collaborazione con gli altri popoli e vuole
una vita tranquilla non solo per gli italiani ma per tutti i popoli del mondo
in particolare per quei popoli che vivono ancora sotto occupazione. Per questo
ripeto che questa manifestazione avrà sul popolo iracheno e sul popolo
palestinese un grande effetto di incoraggiamento morale. Sicuramente il popolo
italiano non si ferma al corteo di oggi, il prossimo mese ci sarà un’altra
manifestazione contro la guerra per l’amicizia e la pace tra i popoli.
Puoi farmi una panoramica sull’attuale situazione in Iraq?
La situazione in Iraq non è strana per chi segue i fatti
politici ma anche per la gente comune in tutto il mondo. Il popolo italiano sa perfettamente
cosa significa l’occupazione perché ha già sofferto del regime fascista e
dell’occupazione nazista. L’occupazione è la cosa più odiosa e più terroristica
che il mondo abbia conosciuto: significa proibire a un popolo tutti i fattori
vitali, proibire tutto ciò che è necessario per la vita umana,
dall’alimentazione, alle medicine, all’istruzione, oltre a impedire la libertà
di muoversi sulla sua terra e la perdita della sua indipendenza e della sua
libertà, e questa è la cosa peggiore che un popolo può affrontare. Quindi
l’occupazione è il vertice del terrorismo.
All’occupazione il popolo iracheno risponde con la resistenza; la sinistra
italiana si è divisa anche in questi giorni, in occasione di questa
manifestazione, sul discorso resistenza/terrorismo. Cos’è la resistenza e cos’è
il terrorismo?
La resistenza non chiede la vita di nessuno. La resistenza
è espressione del fatto che i popoli sono coscienti, e in tutti i popoli ci
sono gruppi che sono all’avanguardia e altri meno; questi primi sanno cosa
significa l’occupazione e cosa significa anche l’aggressione contro un popolo
che viveva tranquillo. Noi capiamo che ci sono altri gruppi che non sostengono
la resistenza perché sono sotto l’influenza di tanti fattori e uno di questi è
l’interesse economico; altri fattori più importanti sono la propaganda e
l’informazione. Specialmente noi che stiamo vivendo un momento particolare
della vita dell’umanità dove tutti i parametri sono stati rovesciati. I
movimenti di liberazione nazionale sono un diritto che viene riconosciuto da
tutte le convenzioni e le leggi internazionali. Oggi vengono chiamati
terroristi. Ma l’uomo cosciente sa cos’è il terrorismo e sa che la guerra è un
punto alto del terrorismo stesso, quindi ci dobbiamo domandare: c’è stato mai un
iracheno che è andato ad ammazzare un americano a casa sua, sulla terra
americana? E allora quale diritto hanno gli americani di venire sulla terra
irachena portando i soldati e ammazzando iracheni sulla loro terra con dei
pretesti basati sulla menzogna che l’Iraq era in possesso delle armi di
distruzione di massa? Questa grande menzogna è stata smascherata. Il secondo
pretesto era di salvare l’Iraq dalla dittatura ma ora siamo sotto la dittatura
dell’occupazione e quella dei collaborazionisti dell’occupazione e queste sono
peggio del vecchio regime anche se noi siamo contro tutti i tipi di dittatura.
E’ chiaro il ruolo degli USA; come viene percepito invece il ruolo dell’UE in
questa occupazione?
Noi sappiamo che questa aggressione non aveva solo l’Iraq
come obiettivo; c’è il piano del grande nuovo Medio Oriente che significa
realmente l’egemonia americana su tutta la regione che è molto ricca di
risorse. Inoltre la sua posizione strategica è molto importante. Quindi questa
aggressione ha toccato anche gli interessi dell’Europa. Come sappiamo i
rapporti tra il mondo arabo e tutta l’Europa erano buoni rapporti basati sulla
cooperazione economica perché questa regione era considerata un mercato per
tutte le merci europee; in più questa è una zona anche turistica sia perché è
la fonte di tutte le religioni (la Palestina) o la culla della civiltà (l’Iraq
e l’Egitto). Se aggiungi a questo altri fattori che attiravano e attirano
tutt’ora i cittadini europei… perché questi paesi con i loro popoli sono
ospitali con tutti. Per questo tanti cittadini italiani ed europei capiscono i
danni che ha fatto questa guerra e per questo sono contrari alla guerra e sono
contrari alle aggressioni. Loro hanno una sola via per appoggiare e aiutare i
popoli palestinese e iracheno: l’appoggio e il sostegno morale.
La resistenza del popolo iracheno contro l’occupante imperialista, la
resistenza del popolo palestinese contro l’occupante sionista, possono
costituire un imput per la resistenza di tutto il Medio Oriente, considerando che
la Siria, il Libano, l’Iran sono i possibili prossimi obiettivi della guerra
imperialista? Possono costituire un imput contro i tentativi di
destabilizzazione dell’imperialismo occidentale?
Senza dubbio l’aggressione all’Iraq e l’occupazione
israeliana in Palestina provocano una reazione grandissima in tutto il mondo
arabo, specialmente l’aggressione all’Iraq. Specialmente da quando gli USA
hanno annunciato che le loro azioni non si fermeranno solo all’Iraq, perché
vogliono aggredire e occupare anche Siria e Iran. Nello stesso momento
l’obiettivo è anche quello di spianare il terreno per Israele e per reprimere
completamente il popolo palestinese tramite una soluzione fasulla che non dà
ragione ai palestinesi. Ora il movimento politico nel mondo arabo è molto più
attivo di com’era al momento dell’occupazione dell’Iraq perché la continua
occupazione dell’Iraq ha i suoi effetti e i suoi riflessi anche su tutti i
paesi arabi. I crimini commessi dagli americani in Iraq hanno mostrato la vera
faccia dell’occupazione, e la tragedia che sta vivendo il popolo iracheno
spinge ogni popolo arabo a pensare a come deve affrontare questo espansionismo
dell’occupazione. E a pensare anche a come si può dare sostegno morale al
popolo iracheno. Siamo arrivati al punto che certi governi arabi filoamericani
cominciano ad avere paura per il loro destino perché l’occupazione come la
stiamo vivendo in Iraq significa un cambio totale delle giunte che governano in
vari paesi del mondo arabo, per questo dobbiamo affermare che ciò che vogliono
gli Usa non è finalizzato al bene dei popoli arabi, e ciò lo tocchiamo con mano
in Iraq. Al posto della democrazia che tanto hanno decantato hanno portato la
falsificazione delle elezioni, come di tante altre cose. Hanno diffuso
corruzione e malgoverno nelle strutture dello stato e hanno creato nuovi gruppi
di comprador che stanno sempre al servizio degli interessi americani, come
stanno facendo da anni anche vari governi del mondo arabo sempre al servizio
degli interessi Usa. L’occupazione in conclusione significa il blocco dello
sviluppo perché le risorse e le ricchezze di questi paesi occupati vengono
rubate e portate via, specialmente il petrolio, usato come un’arma a doppio
taglio: prima di tutto loro rapiscono i veri proprietari di questa ricchezza e
dopo controllano le fonti energetiche del petrolio e ricattano e minacciano
l’Europa. Noi sappiamo perfettamente che gran parte dell’Europa dipende
tantissimo solo dal petrolio di quella regione.
*Ahmed Karim, dirigente della corrente
del Partito Comunista Iracheno che si oppone alla politica filo-statunitense
della leadership del partito, è intervenuto dal palco nel comizio finale della
manifestazione nazionale del 18 febbraio a Roma.
di Mila Pernice