da resumen latinoamericano
4 aprile
Altri caduti in statunitensi Iraq nei primi giorni di Aprile, il doppio del mese scorso. Questo risultato è stato viziato da un confuso incidente che ieri è costato la vita ad otto marinai, i corpi di tre essi non sono ancora stati recuperati. Il blindato da sette tonnellate nel quale viaggiavano si è inabissato su di un percorso inaspettatamente inondato. “Non è stata un’azione ostile”, hanno dichiarato le fonti militari. L’incidente si è verificato nella provincia di Anbar, una delle più pericolose. La lista delle perdite di questo inizio di aprile comprende anche due piloti, caduti nel loro elicottero perché abbattuto dal fuoco nemico sabato primo aprile a sud di Baghdad, ed almeno altri quattro militari che sono deceduti in circostanze diverse. In un episodio di violenza contro iracheni, un camion carico di esplosivi è invece esploso lunedì vicino ad un moschea sciita nel nord-est di Baghdad, quando i fedeli stavano lasciando il luogo di culto. La polizia ha contato dieci morti e 30 feriti.
IraqSolidaridad (www.iraqsolidaridad.org)
da rebelion.org
Carlos Varea
5/4/2006
La media quotidiana è di 16 unità, di cui 7 che non ritornano più in servizio.
Nel marzo di 2006 sono morti in combattimento 26 soldati USA, oltre ad uno danese [1], una cifra inferiore ai 42 e 46 militari morti rispettivamente nei due mesi precedenti, gennaio e febbraio[2].
L’anno prima, in marzo, gli USA avevano perso in combattimento 31 soldati, ora sono arrivati a perdere più di tre soldati al giorno nei primi giorni di febbraio del 2006. Il mese di marzo è finito con una riduzione significativa del numero di soldati USA morti in combattimento in Iraq, ma con un notevole incremento di quelli feriti in azione, particolarmente di quello dei feriti gravi, che non possono ritornare al servizio, tutto ciò secondo dati ufficiali del Pentagono.
L'indicatore del numero di soldati feriti in combattimento permette di confermare che l’attività della resistenza non è diminuita nelle ultime settimane. Nei 39 giorni compresi tra l’11 di febbraio ed il 21 marzo, il Pentagono riconosce che 616 soldati sono stati feriti in attacchi della resistenza, cioè un ritmo di 15,8 al giorno. Questa ritmo è molto superiore a quello di periodi precedenti calcolati dal ministero della Difesa USA, sette tra il 4 ed il 10 di febbraio, e 11,6 tra il 30 di gennaio ed il 4 febbraio del 2006 [3].
Dal 19 di marzo del 2003 fino al 21 marzo 2006, il numero totale di soldati statunitensi feriti in combattimenti con la resistenza è di 17.269, sempre secondo dati ufficiali del Pentagono. Di questi, 7.981 sono stati definiti come “WIA not RTD” (Wounded in Action not Returned to Duty), cioè,
“Feriti in combattimento che non ritornano in servizio" causa gravi conseguenze che impediscono loro di reincorporarsi. Alla fine del 2005 questa cifra superava appena i sette mila (7.068) [4]. Nell'ultimo periodo indicato dal 11 di febbraio al 21 di marzo, 275 soldati USA feriti in combattimento sono stati dichiarati WIA not RTD, cioè, più di sette al giorno. Questo valore duplica i registrati nelle prime settimane del nuovo anno [5].
Note:
1. Si veda in IraqSolidaridad: Notizie circa con le truppe di occupazione in
Iraq
2.http://icasualties.org/oif /
3. UPI, 22 marzo di 2006.
4. Si veda in IraqSolidaridad: Carlos Varea: Abbandonando il terreno
5. UPI, 22 marzo 2006