www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 26-09-06

da Granma Cubaweb

http://www.granma.cu/italiano/2006/septiembre/mier20/iraq-it.html

 

Altri sei soldati yankee sono morti in Iraq

19 settembre

 

Sei soldati nordamericani sono stati uccisi in diverse azioni della resistenza in Iraq, lo ha ammesso il comando statunitense, facendo aumentare a 51 il numero dei militari caduti di questo mese, questo mentre si parlava di rinforzi per le truppe yankee di stanza nel paese arabo ed i legislatori iracheni accusavano il governo della continuazione della catena di crimini degli squadroni della morte.

La DPA riporta che i 147.000 soldati nordamericani (il numero ufficiale è 140.000) che stanno occupando il paese sono considerati ancora insufficienti.

Circa 200 cadaveri, riporta EFE, sono stati trovati nell’ultima settimana nei dintorni di Baghdad, parte di un incremento della violenza settaria preconizzata dall’occupazione statunitense e che nelle ultime ore è costata 27 vite.

 

Manifestazione contro la guerra in Iraq

Migliaia di manifestanti contrari alla guerra contro l’Iraq hanno sfilato sino alla sede dell’ONU a New York, dove il presidente Bush ha elogiato il governo iracheno.

La marcia organizzata dal gruppo Uniti per la Pace e la Giustizia, ha riempito molti isolati al sud di Manhattan sino all’edificio della ONU.

I manifestanti cantavano slogan contro l’amministrazione Bush e portavano cartelli con scritto "Bush mente. Chi è che muore?", che in inglese fa rima.

Thomas Brinson, di 63 anni, veterano della guerra, che vive a Long Island, ha detto: "Sono più che mai contro la guerra in Iraq, che ha pure rovinato la nostra economia. Stanno uccidendo civili innocenti e la Guardia Nazionale è stata mandata in Iraq, non era qui per aiutare nei disastri naturali come quando c’è stato l’uragano Katrina".

 

Carter dice che Bush ha eroso l’influenza USA nel mondo

L’ex presidente statunitense James Carter, ha detto che il governo del presidente George W. Bush  con la condotta in Iraq e la difesa della tortura dei sospettati di terrorismo, ha eroso l’influenza globale del suo paese

Dal termine del suo mandato presidenziale, Carter è divenuto un’importante figura par la difesa e il rispetto dei diritti umani, ed ha ottenuto per il suo lavoro il premio Nobel della Pace nel 2002.

"(Il governo di Bush) utilizza la tortura in accordo con la sua convenienza", ha detto Carter in un’intervista concessa alla agenzia Reuters.

"Ciò che quasi unanimemente si presume sia tortura, loro sostengono che non lo è. Non credo che ci siano subbi sul fatto che le leggi sono però sempre più chiare" ha dichiarato, riferendosi alle molte denunce giudiziarie sul maltrattamento e ai diritti legali dei detenuti nella base navale di Guantánamo, a Cuba.

Carter, che ha definito i maltrattamenti inflitti ai detenuti a Guantánamo "una vergogna e una disgrazia", ha detto che gli statunitensi sono meno sicuri di prima.

Inoltre ha criticato l’atteggiamento di Bush nella diplomazia internazionale, ricordando che il presidente degli Stati Uniti parlerà nella sessione generale dell’ONU, dove si spera che si manifesti nuovamente lo scetticismo internazionale che dissente dalla politica USA: "Ed è lì che nascono i problemi" ha concluso Carter.

 

Traduzione dallo spagnolo di FR per www.resistenze.org