www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 19-12-06

Da www.solidnet.org

Fonte New Worker Online, 14/12/2006 - www.newworker.org

New Worker International News - 15/12/2006

 

Blair partecipa alla sciagurata impresa

dal nostro corrispondente per gli affari mediorientali

 

E' passata quasi una settimana dalla pubblicazione del documento elaborato dal Gruppo di Studio statunitense sulla situazione irachena, nel quale molti sostenitori dell'imperialismo a Washington riponevano le speranze per un exit strategy: ma nulla è cambiato. George W Bush rende noto che non farà nuove proposte fino al nuovo anno quando Tony Blair andrà in Medio Oriente per una delle sue inutili visite.

 

Nessuno sa perché Blair si agiti tanto: la sua conoscenza della regione è limitata e la sua influenza è pari a zero. Sebbene da tempo si sia esposto come galoppino di Bush, tutti gli arabi sanno che non parla per il presidente americano e che non ha alcun ascendente sui circoli di potere a Washington. Nella sua conferenza londinese mensile, Blair non ha precisato quando andrà e chi incontrerà. L'unica cosa certa è che vedrà il presidente sotto assedio palestinese, Mahmoud Abbas, che è grato per qualsiasi visita riesca ad ottenere.

 

I colloqui che Blair dovrebbe avere a Ramallah il prossimo lunedì con Abbas sono volti a sostenere i rinnovati sforzi palestinesi nella formazione di un governo di unità nazionale tra Hamas, al potere, ed il movimento Fatah, di Abbas. A cosa porterà questo incontro, a parte le solite banalità a cui Blair ci ha abituato da così lungo tempo, resta da vedere.

 

Nessuna magia

 

E' tutto ciò che abbiamo ottenuto da Margaret Beckett, che alla BBC ha detto che i tempi sono maturi per una correzione di rotta politica, sebbene non esista una "formula magica", aggiungendo che il paese non deve scivolare nell'"oscurità e nel disastro". Questo Ministro degli esteri di nessun prestigio, ha criticato l'incessante parlare degli aspetti più negativi, rivendicando come "assolutamente possibile" un percorso di stabilizzazione e unificazione.

 

Ciò è indubbiamente vero, ma accadrà solamente quando tutte le truppe imperialiste se ne andranno.

 

Ciò è stato reso esplicito dallo Sceicco Harith al Darri, il leader del Consiglio dei Saggi musulmani che rappresenta la maggioranza del clero sunnita musulmano, il quale sostiene che il rapporto del Gruppo di Studio sull'Iraq non contiene "niente per gli iracheni" e si limita a ricercare una soluzione al problema dell'occupazione.

 

Parlando ad Aden, dopo una riunione col Presidente dello Yemen, Al Darri ha detto ai media arabi: "Il rapporto si concentra su come risolvere il problema dell'occupazione. Né gli americani né questo loro rapporto - fortemente voluto e accolto - si preoccupano di qualcos'altro che non sia come uscire sani e salvi dall'Iraq e, secondo le la loro speranze, come vincitori, sebbene la realtà stia prendendo tutt'altra piega ". Ha sottolineato che ritiene la guerra civile molto improbabile e che il suo movimento è contrario a qualsiasi spargimento di sangue in nome di un settarismo religioso.

 

L'imperialismo anglo-americano ha evidentemente sperato che fomentando lo scontro di religione avrebbe potuto prolungare l'occupazione con la scusa di svolgere un ruolo di peace-keeper. Anche questo loro sogno è svanito in una palude. Sebbene bande integraliste, alcune sotto l'autorità del regime fantoccio, stiano combattendo una lotta colpo su colpo a Bagdad, questo non ha deviato la resistenza dal suo compito principale di colpire gli americani.

 

Irriducibili

 

Le forze statunitensi hanno sofferto, la settimana scorsa, alcune delle perdite più pesanti della guerra a causa di attacchi di irriducibili partigiani per cacciare gli americani dalla città di Hit, 165 km a nord-ovest di Bagdad, mentre sono stati feriti 18 marines a seguito dello sbarco dell'elicottero da trasporto “Super Stallion” nell'Al Anbar, provincia controllata dalla resistenza, terza perdita delle forze aeree americane nelle ultime due settimane. La guerriglia sta di fatto combattendo gli invasori sulle strade di ogni città e la debolezza del regime fantoccio è stata dimostrata dalla facilità con cui uno dei parenti di Saddam Hussein è evaso di prigione nel fine settimana.

 

Ayman Sabawi al Tikriti, un nipote del presidente iracheno prigioniero Saddam Hussein, è stato liberato dal carcere di Badush alla periferia settentrionale della città di Mosul da uomini del partito Baath, sabato scorso. Sabawi era stato catturato nel 2004 e condannato all'ergastolo nel settembre 2005 per aver finanziato la resistenza e per il possesso di armi ed esplosivi.

 

Parrebbe un lavoro fatto dall'interno, poiché il leader Baath è stato liberato dal sorvegliante in capo della guardia notturna con la scusa di trasferire Sabawi in un'altra prigione. Quell'uomo è anch'esso fuggito con la famiglia, lasciando sfogare la furia "dell'autorità" sul direttore della prigione ed il suo sostituto, entrambi arrestati.

 

Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del CCDP