www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 01-01-07
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Comunicato stampa
La pena di morte e' un atto barbarico
Partito del Lavoro Circolo di Bellinzona
Saddam Hussein è stato giustiziato all'alba del 30 dicembre, in un periodo sacro per i musulmani. Il Circolo di Bellinzona del Partito del Lavoro (PdL) si unisce al coro degli anti-imperialisti del mondo nel condannare questo atto barbarico compiuto con il benestare di chi si vuole esempio di democrazia e di civiltà!
In Irak è in corso una guerra e la Resistenza irakena contro gli occupanti è più che mai attiva a difendere la sovranità violata della loro patria. In questo contesto Saddam Hussein è un prigioniero di guerra perché quella Resistenza l'ha in gran parte preparata lui. Giustiziare un prigioniero di guerra significa porsi contro il diritto
internazionale, ma si sa che questo non importa agli USA.
La figura di Saddam Hussein, e gli specifici capi d'accusa che gli sono stati rivolti dal Tribunale fantoccio di Bagdad sono ancora tutti da indagare come pure tanti
massacri avvenuti col beneplacido dell'Occidente e degli USA, contro comunisti, curdi e iraniani. Vorremmo ricordare i bombardamenti all'uranio impoverito che provocano cancro e leucemie tra la polazione civile, al fosforo bianco (bandito da convenzioni internazionali) e l'embargo durato 10 anni che ha colpito la popolazione civile ma rinforzato il regime.
Ma anche se tutto fosse confermato di criminali di guerra e di dittatori che hanno compiuto stragi di civili ne è pieno il mondo. Pinochet, ad esempio, il sanguinario dittatore messo al potere dagli USA, è morto nel suo letto, senza essere mai sfiorato da una sentenza. L'unica vera colpa di Saddam non sono i civili uccisi, ma quella - ad un certo momento della storia - di essersi messo d'intralcio agli interessi degli imperialisti. L'assassinio del legittimo presidente dell'Irak scatenerà vendette e violenze di grandissima portata come se non ce ne fossero già troppe, tali da giustificare ulteriormente la presenza occidentale in medioriente, una presenza militare degna di un nuovo Vietnam.