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da: www.rebelion.org
 
Protesta delle donne turche contro le esecuzioni annunciate in Iraq
 
Prensa Latina
 
24 febbraio 2007
 
“Iniziative delle Donne Lavoratrici della Turchia” ha espresso ieri la sua solidarietà con le tre cittadine irachene condannate a morte nel loro paese, con l’accusa di appartenere al movimento di resistenza contro l’invasione straniera.
 
La voce di questo movimento progressista, appartenente al Fronte Patriottico (che comprende anche il Partito Comunista, nota del traduttore) si è unita così alla campagna internazionale di protesta che in questi giorni attraversa il mondo, sollecitando la liberazione delle condannate.
 
Con un comunicato, l’organizzazione sindacale femminile ha spiegato che a nessuna di queste donne è stato consentito di avere un avvocato per la loro difesa e che secondo il diritto internazionale il processo condotto contro di loro sarebbe considerato illegale.
 
Le condannate Wassan Talib, di 31 anni, Zainab Fadhil e Liqa Omar, entrambe di 25, si trovano nella prigione di Al Khadimiya a Bagdad, e hanno respinto le accuse per cui saranno condotte alla forca il prossimo mese di marzo.
 
La denuncia ha fatto anche allusione alla situazione familiare di due delle donne che hanno figli piccoli e, in particolare, di Liqa, il cui bambino, nato lo scorso anno in carcere, vive ancora con lei.
 
“Iniziativa” ha accusato gli Stati Uniti di avviarsi al quarto anniversario dell’invasione con un lunghissimo elenco di vittime e sofferenze, le più inumane delle quali hanno colpito donne e bambini.
 
L’organizzazione afferma che, mentre nel passato l’Iraq è stato il paese più progressista della regione in quanto a diritti della donna, l’occupazione anglo-statunitense li ha ridotti con l’attuale legislazione, costringendo la vita delle donne a lotta per la pura sopravvivenza.
 
Per tutte queste ragioni, le donne turche esprimono il loro enorme dolore, chiedono l’annullamento della condanna e avvertono dell’indignazione e della collera crescenti che situazioni tanto ingiuste come questa stanno generando nella regione.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare