www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 18-03-07

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Conferenza di Bagdad: nessun risultato concreto
 
Nuovo Partito Comunista di Gran Bretagna
 
15/03/2007
 
La Conferenza Internazionale di Bagdad è finita ma cosa ha realizzato? La risposta dipende da come la si vuole guardare. I rappresentanti delle cinque potenze con diritto di veto all'Onu- Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti vi hanno preso parte insieme a Siria, Iran, Turchia, ai leader di stati fantoccio ed ufficiali della Lega araba e dell'Organizzazione della Conferenza Islamica. Ma dopo 10 ore di colloqui a porta chiusa, l'unico accordo è stato quello di convocare un altro incontro, senza specificare dove e quando: ma i turchi hanno proposto di ospitare la prossima riunione ad Istanbul.
 
Alla fine l’unica forza significativa irachena assente al weekend di incontri è stata ovviamente la resistenza. Che però ha fatto sentire la sua presenza facendo arrivare colpi di mortaio sul complesso militare fortificato della Zona Verde, mandando in frantumi i vetri nella sede della conferenza mentre la riunione era in sessione.
 
Il regime fantoccio ha proclamato l’iniziò del dibattito, prevedibilmente ottimista sul suo andamento. "La riunione è stata costruttiva e positiva per la sua atmosfera e la sua composizione", ha detto ai media dopo l'evento il ‘ministro degli Esteri’ fantoccio Hoshiyar Zebari .
 
Lo stesso non si può dire del suo governo tirapiedi. Lo shiita Al Fadhila (Partito della Virtù islamica) ha lasciato la "Alleanza Irachena Unita" - il blocco principale nel parlamento fantoccio - dopo avere accusato la coalizione di intraprendere "politiche settarie sbagliate". Il fatto che questo piccolo partito shiita, con 15 seggi nel parlamento di Bagdad, se ne sia andato non è in se stesso una grande questione ma è significativa la tempistica. Al Fadhila fra i musulmani shiiti poveri di Bagdad e del sud, compete per consenso con l'Esercito del Mahdi di Muqtada al Sadr. Al Sadr non si è visto in pubblico da un mese ed i suoi nemici dicono che stia lontano, in Iran. Nessuno dei leader di Al Fadhila è stato ricompensato con cariche per la sua lealtà passata e ci sono molti sospetti che adesso stiano tentando di formare un'alleanza con il partito ufficiale sunnita per sostituire l’attuale blocco di tirapiedi con un nuovo governo di "riconciliazione nazionale".
 
Anche questo potrebbe servire gli interessi degli U.S. essendo il premier fantoccio Nouri al Maliki troppo vicino agli iraniani e alle milizie shiite responsabili di alcune uccisioni settarie di rappresaglia nel paese. Occorre dire che sia il sottosuolo baathista, sia Al Qaeda nelle aree dell’Iraq hanno emesso dichiarazioni di condanna di tale condotta.
 
I seguaci di Al Qaeda in Iraq, che chiamano le aree sotto il loro controllo "Stato Islamico dell'Iraq", hanno affermato che lo scopo della conferenza patrocinata dall’imperialismo U.S. era di promuovere la "riconciliazione nazionale" per fornire agli americani una strategia di uscita, o di "trovare una via d'uscita decente per tirare fuori gli eserciti dei Crociati dalla crisi che stanno vivendo; un'uscita che salverà la faccia (del loro esercito) di fronte al mondo intero."
 
L'analisi del Baath è stata più complessa. I militanti del Baath sono contenti che gli americani abbiano preso questa iniziativa in seguito al "fallimento colossale" dell'invasione ma vedono nel tentativo di internazionalizzare la crisi una mossa degli Stati Uniti per prolungare l'occupazione. Sospettano che gli U.S. stiano tentando di portare Iran, Siria, Turchia e l'Arabia Saudita in questo schema con la promessa di dare all’Iran una maggior voce nel futuro dell'Iraq e offrendo alla Siria progressi nel recupero delle Alture del Golan occupate da Israele. Accusano specificamente gli americani di tentare di preparare un comando baathista alternativo composto di baathisti iracheni con base in Siria che "hanno voluto partecipare ufficialmente al processo politico e collaborare col governo fantoccio di Maliki o di qualcun altro" per dividere il Baath.
 
E questo sarebbe il motivo per cui l'esecuzione di Saddam Hussein è stata eseguita alla fine dell'anno scorso: per toglierlo di mezzo prima che questo processo potesse cominciare. La dichiarazione di Baath dice espressamente "È per questo che la Conferenza tenuta a Bagdad non è null’altro che un ulteriore tentativo U.S. di coinvolgere alcuni governi arabi svendendo l’Iraq al prezzo molto conveniente di alcuni penny." Ma questo, dicono i baathisti, condurrà solamente alla crescita della lotta di resistenza che lascerà agli U.S. solamente due scelte: un umiliante e disonorevole ritiro o un crollo fatale.
 
Traduzione dall’inglese Bf per www.resistenze.org