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Irak: Stati Uniti alla ricerca dei propri soldati
 
Nuovo Partito Comunista di Gran Bretagna
 
24/05/2007
 
Dal nostro corrispondente dal medio oriente
 
I combattenti della resistenza irachena hanno continuato a colpire il centro di controllo USA a Baghdad questa settimana, con missili e mortai diretti contro l'edificio del parlamento fantoccio e altri obiettivi all'interno della "Zona Verde" solidamente fortificata. Allo stesso tempo pattuglie americane continuano con la caccia ai partigiani che hanno catturato tre soldati USA la scorsa settimana durante un agguato effettuato il 12 maggio.
 
Ma arrivano notizie di una più grande manovra di blindati USA all'interno della base aerea Al Kut, 160 km a sud-est di Baghdad, che fanno ipotizzare si tratti di un ritiro strategico per fortificare le posizioni o di un ridispiegamento in vista di un possibile attacco contro l'Iran.
 
Migliaia di soldati USA stanno perlustrando l'area a sud di Baghdad dove i loro commilitoni sono stati catturati dai membri di Al Qaeda. Gli americani hanno offerto una ricompensa di 200.000 dollari per ogni informazione riguardante gli uomini scomparsi mentre mercoledì un corpo è stato recuperato dal fiume Eufrate.
 
Ma l'azione più spettacolare dei partigiani è stata la temporanea liberazione della città di Mosul, nel nord dell'Irak, quando più di 1000 combattenti della resistenza hanno preso il controllo della terza città irachena in ordine di grandezza, nella notte di mercoledì 16 maggio. Gli americani e le forze collaboranti hanno subito pesanti perdite nei combattimenti prima di abbandonare la città. I partigiani si sono quindi impadroniti delle stazioni della polizia e delle cinque prigioni di Mosul, liberando tutti i prigionieri che si trovavano all'interno. Il ponte di Badush è stato distrutto mentre altre unità compivano imboscate lungo le strade che conducono a Mosul per rallentare l'arrivo delle truppe imperialiste di rinforzo.
 
Dopo aver completato tutte le missioni programmate per l'operazione - che è durata diverse ore - i guerriglieri si sono ritirati ritornando alle loro posizioni regolari. L'operazione, finora una delle più ampie e determinate, aveva come obiettivo quello di infliggere il maggior numero di perdite alle forze di occupazione e ai loro ausiliari, compromettendone la possibilità di rimanere in queste aree e di tenere le posizioni prima occupate.
 
Intanto l'ex premier fantoccio, agente CIA e provato malversatore Ahmad Chalabi, si salvava per miracolo quando il suo convoglio cadeva nell'agguato, operato dai partigiani nell'area di Buhriz, lo scorso sabato. Chalabi era il pupillo dei neocon, che lo avevano soprannominato il "George Washington iracheno" fino a che non ha perduto il supporto dei partiti religiosi sciiti e non è riuscito ad ottenere un seggio al parlamento nelle elezioni farsa del 2005. Rimane comunque ancora ai loro ordini e si trovava a Baquba per ispezionare alcune postazioni di sicurezza quando il suo convoglio è finito sotto il tiro di mortai e di armi leggere.
 
A corto di potenza
 
Sebbene a Baghdad lo slancio dell'offensiva imperialista sia a corto di potenza, gli USA stanno cercando di spezzare la resistenza nelle città di provincia imponendo il coprifuoco, punizioni collettive e blocchi economici.
 
Le truppe di occupazione americane, accompagnate da quelle ausiliarie irachene, hanno lanciato una pesante e massiccia campagna di incursioni, perquisizioni e arresti nelle città occidentali di Anah, Rawah e Kubaisa lungo il tratto più alto dell'Eufrate. Dozzine di veicoli militari USA spalleggiati da 400 soldati USA e da 500 dell'esercito fantoccio iracheno hanno infuriato su villaggi e zone circostanti nella vasta area dell'Iraq occidentale, circondando e rastrellando i residenti.
 
Centocinquantasette iracheni, la maggior parte dei quali ufficiali del precedente esercito, dei servizi di sicurezza e di intelligence, sono stati arrestati. Le forze di occupazione USA hanno rilasciato 23 dei prigionieri per motivi di salute, ma rimangono dentro i restanti 134.
 
Nella città nazionalista di Samarra sono morti il 6 maggio scorso almeno 10 civili dopo la "chiusura" imposta dagli americani.
 
Le truppe USA e i fantocci ausiliari hanno circondato la città e chiuso tutte le strade con blocchi di cemento e sacchi di sabbia. A nessun veicolo è stato permesso di entrare o uscire dalla città, situata a circa 125 chilometri a nord di Baghdad. Non c'è elettricità a causa dell’imposizione del blocco del carburante per i generatori e la popolazione sta lottando per trovare cibo, acqua e medicine.
 
I medici locali riportano che almeno 10 persone, tra le quali ben 7 bambini, sono morti a causa della mancanza di carburante per i generatori dell'ospedale, necessari per far funzionare gli incubatori e le apparecchiature operatorie. Due dei morti erano pazienti anziani.
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org di Paolo Teobaldelli