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da: www.uruknet.de:80/?s1=1&p=s6603&s2=08
Oltre 4 milioni tra sfollati e rifugiati in Iraq, mentre la situazione continua a peggiorare, dice l'Onu
Osservatorio Iraq
6 giugno 2007
Sono oltre 4 milioni gli iracheni fuggiti dalle loro case, che hanno cercato rifugio all'estero o all'interno del Paese, in seguito al deteriorarsi della situazione. E' questa la nuova cifra fornita ieri dall'UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha esortato la comunità internazionale a fare di più.
"La situazione in Iraq continua a peggiorare, con oltre 2 milioni di iracheni che si ritiene siano attualmente sfollati all'interno dell'Iraq, e altri 2,2 milioni che hanno cercato rifugio negli Stati vicini", ha detto Jennifer Pagonis, portavoce dell'UNHCR, da Ginevra. "L'UNHCR sta rapidamente ampliando le sue operazioni e la sua presenza nella regione, ma la dimensione della crisi è impressionante".
Gli appelli rivolti finora perché venga aumentato il sostegno internazionale ai governi della regione non hanno dato grandi risultati, e l'accesso degli iracheni ai servizi sociali è ancora limitato, dice l'UNHCR, facendo notare come gran parte dell'onere rappresentato dai rifugiati stia gravando su Giordania e Siria.
All'interno dell'Iraq, circa l'85 % degli sfollati – la maggior parte da Baghdad e dalle zone circostanti – si trova nel centro e nel sud del Paese. Dal febbraio dello scorso anno, si stima che 820.000 persone siano state costrette a lasciare le loro case, "di cui 15.000 palestinesi che non hanno dove andare", ha detto la Pagonis, aggiungendo che i governatorati dell'Iraq "stanno venendo travolti dai bisogni degli sfollati".
Almeno 10 dei 18 governatorati hanno chiuso gli accessi ai nuovi arrivi o li stanno limitando.
"L'UNHCR sta ricevendo informazioni inquietanti di autorità regionali che stanno rifiutando di registrare nuovi arrivi, fra cui donne sole, e negando l'accesso ai servizi governativi. Molti sfollati sono stati cacciati da edifici pubblici", ha riferito la portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite.
La Missione Onu di Assistenza all'Iraq (UNAMI) e il World Food Programme, fanno sapere che quasi metà degli sfollati non ha accesso ai canali ufficiali di distribuzione del cibo, e che il numero delle bidonville sta aumentando.
Secondo le cifre fornite dai governi, circa 1.400.000 iracheni si trovano attualmente in Siria, fino a 750.000 in Giordania, 80.000 in Egitto, e circa 200.000 nei Paesi del Golfo. La sola Siria ne riceve almeno 30.000 al mese.
L'UNHCR ha 300 persone in Siria, Giordania, Libano, Turchia, a Ginevra, e nello stesso Iraq, che lavorano a tempo pieno sulla questione.
"Dall'inizio dell'anno, i nostri uffici nei Paesi limitrofi hanno registrato oltre 130.000 rifugiati iracheni", ha detto la Pagonis, aggiungendo che a fine maggio l'UNHCR aveva sentito circa 7.000 iracheni fra i più vulnerabili, inviando i loro dossier a Paesi nei quali avrebbero potuto potenzialmente stabilirsi, perché fossero valutati e si intraprendessero le azioni necessarie.
"Esortiamo questi Paesi a prendere decisioni rapide, e a facilitare la partenza di quelli che hanno più bisogno", ha detto la portavoce Onu.
[O.S.]
Fonte: UN News Centre, UNHCR