www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 16-09-08 - n. 241

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Iraq, Addio “Coalizione dei volonterosi
 
di Ornella Sangiovanni
 
Osservatorio Iraq, 12 settembre 2008
 
Addio “coalizione dei volonterosi”, forze della “coalizione”, o “forze multinazionali” che dir si voglia.
 
Fra poco in Iraq gli americani resteranno praticamente da soli: nei prossimi tre mesi il numero dei loro alleati sarà ridotto a “una manciata”, ha detto qualche giorno fa un alto funzionario dell’amministrazione Bush.
 
“Così come stiamo ristrutturando le forze Usa, ristruttureremo la coalizione”, ha detto il funzionario ai giornalisti nel corso di un briefing confidenziale. “Passeremo da circa 29 Paesi a una manciata nel corso dei prossimi 90 giorni o giù di lì". Non ha voluto dire tuttavia quali siano i Paesi che ritireranno le proprie truppe, con la motivazione che l’annuncio spetta al governo iracheno.
 
Si tratta ad ogni modo di una tendenza chiara, sottolineata dallo stesso presidente George W. Bush nel discorso pronunciato il 9 settembre alla National Defense University, in cui aveva annunciato la decisione di ritirare 8.000 uomini dall’Iraq entro il febbraio 2009.
 
Un segno del “successo della missione”, così l’aveva presentato - come segni del successo, a detta del presidente Usa, sono il recente ritiro degli australiani e il prossimo dei polacchi, e quello di “molte altre truppe della coalizione che saranno in grado di concludere il loro dispiegamento in Iraq quest’anno”.
 
In realtà, oltre che un segnale di stanchezza (nonché di opposizione popolare interna), all’origine del ritiro di quasi tutti i contingenti stranieri c’è la scadenza del mandato Onu per la cosiddetta “Forza multinazionale”. Dopo il 31 dicembre, i Paesi che avessero ancora intenzione di tenere le proprie truppe in Iraq dovranno avere concluso un accordo bilaterale con il governo di Baghdad - sul tipo di quello che stanno negoziando da mesi gli Stati Uniti.
 
Meglio fare i bagagli. Solo la Gran Bretagna starebbe considerando l’ipotesi di un accordo, ma sembra che a Londra prima vogliano vedere come va a finire per gli americani. Gira voce che a metà 2009 di soldati di Sua Maestà in Iraq ne rimarranno poche centinaia: a Gordon Brown interessano molto di più gli affari.
 
Dunque, tutti a casa – o quasi.
 
Ieri ad annunciare la conclusione definitiva della la propria missione in Iraq è stato il Giappone. Tokyo aveva già ritirato le sue truppe due anni fa , ma aveva mantenuto circa 200 uomini dell’aviazione, impegnati in missioni di rifornimento. Ora anche questi rientreranno dal Kuwait entro la fine dell’anno.
 
Fonti: Reuters, Washington Post, Agence France Presse
 

 
da www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6353
 
Iraq, Anche Londra vuole accordo con Baghdad sulla presenza delle proprie truppe
 
Osservatorio Iraq, 3 settembre 2008
 
Dopo gli Stati Uniti, anche la Gran Bretagna ha intenzione di avviare negoziati con l’Iraq in merito alla presenza delle sue forze nel Paese dopo la fine di quest’anno, quando scadrà il mandato delle Nazioni Unite per la cosiddetta “Forza multinazionale”.
 
Lo ha rivelato oggi l’ambasciatore britannico a Baghdad, Christopher Prentice, all’agenzia di stampa irachena indipendente Aswat al Iraq.
 
"Inizieremo negoziati con il governo iracheno per ottenere una presenza legale per le nostre forze se la nostra missione non sarà completata entro la fine di quest’anno", ha detto Prentice, durante una intervista all’interno dell’ambasciata britannica a Baghdad.
 
Spiegando che i militari britannici si trovano in Iraq su richiesta del governo iracheno e sulla base di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’ambasciatore ha sottolineato che “il raggiungimento di un accordo che fornisca una base legale alla presenza delle truppe è uno degli obiettivi dei negoziati che si stanno svolgendo attualmente fra la parte irachena e quella statunitense, e sarà anche uno degli obiettivi più significativi dei nostri negoziati con la parte irachena”.
 
Attualmente la Gran Bretagna ha circa 4.000 uomini in Iraq, che si trovano all’interno della base aerea nei pressi dell’aeroporto internazionale di Bassora, nel sud del Paese.
 
[O.S.]
 
Fonte: Aswat al Iraq