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da www.uruknet.info/?p=s8411&hd=&size=1&l=i
 
I prigioneri politici iracheni e il Movimento Contro la Guerra
 
di Ibrahim Ebeid
 
8 Settembre 2008
 
Sono piu’ di cinque anni che in Irak i prigionieri politici languono nelle carceri dell’occupazione americana. Questi prigionieri vengono giudicati dalla Corte Penale Irachena - creata dagli occupanti - sulla base di accuse false e inventate, e alcuni di loro sono gia’ stati ingiustamente assassinati. Ma dietro tutti questi processi vi e’ un programma nascosto che appare chiaro: tale programma ha il preciso scopo di fare gli interessi delle forze di occupazione – siano esse persiane o americane – che cercano con tutti i mezzi di privare l’Irak della sua classe dirigente.
 
I membri di questa classe che sono stati processati, o che vengono processati, rappresentano il meglio degli iracheni che si sono levati in difesa dell’indipendenza e dell’unita’ dell’Irak. Fra questi inquisiti vi e’ anche Abdul Ghani Abdul Ghafur, che io che scrivo conosco sin dal 1970. Lo conosco come scrittore e come capo: un uomo onorato che si e’ dedicato a servire il suo paese dando il meglio di se’ stesso. Ed e’ questo l’uomo che, come tutti gli altri carcerati, viene ora sottoposto dai suoi avversari a umiliazioni e ad atti brutali. Sul banco stesso degli imputati egli e’ stato violentemente picchiato dalle guardie del tribunale e da alcuni impiegati sotto gli occhi del giudice della corte Mohammed Al Khalifa Irebi, nonche’ del Pubblico Ministero e dei suoi collaboratori.
 
Abdel Ghani Abdul Ghafur si e’ lamentato, come detenuto, di questo trattamento discriminatorio col Presidente del cosiddetto Supremo Consiglio Giudicante Medhat Mahmoud e col Presidente della corte Aref Al-Shahin, ma senza ricevere alcuna risposta. Ha anche cercato di ottenere che il suo processo venisse trasferito in Egitto o un altro paese arabo o islamico - tranne l’Iran - affiche’ si svolgesse con garanzia di equita’ e di sicurezza.
 
Nelle condizioni attuali, infatti, la salvaguardia dei diritti dell’accusato e la sua protezione dalla alterazione dei documenti che lo riguardano e dai maltrattamenti vengono sfacciatamente violate. Il Presidente della corte, il Pubblico Ministero, e i funzionari a loro addetti, fanno il contrario di quanto prevedono la costituzione e le leggi, perche’ ne violano le regole, i principii piu’ basilari, i fini, e gli obiettivi.
 
L’attacco suddetto contro Abdel Ghani Abdul Ghafur si svolse durante l’udienza tenutasi lo scorso 12 Marzo. Egli venne insultato e picchiato nell’aula stessa della corte da varie guardie presenti, su istigazione del giudice che la presiedeva e sotto gli occhi della corte e del Procuratore Generale Mahdi Abdel Amir, e la corte non mosse un dito contro i suoi assalitori. Il poveretto venne gravemente ferito e dovette essere sottoposto a cure mediche per circa un mese.
 
Il 15 Aprile, poi, il suddetto Procuratore Generale reitero’ il suo atteggiamento ostile nei confronti del regime del Presidente Saddam Hussein e dei membri del suo passato governo. Affermando che tale suo atteggiamento verso coloro che ne facevano parte era chiarissimo, egli si scaglio’ contro la ex dirigenza irachena e contro i prigionieri usando termini ripugnanti, e con una diatriba del tutto destituita dell’imparzialita’ e della professionalita’ che un Procuratore Generale deve avere.
 
Il 29 giugno, inoltre, Abdul Ghani Abdul Ghafur venne insultato e offeso nell’aula del tribunale da un’altra persona, come mostro’ anche la televisione. Egli se ne lamento’ col Presidente della corte, ma anche questi non fece nulla. Dopo l’udienza quel tale tento’ anche di dargli addosso per ucciderlo ma una guardia riusci’ a impedirlo. Si venne poi a sapere che chi l’aveva assalito era un emissario di un partito settario facente parte del governo sedente nella cosiddetta Zona Verde il quale era stato incaricato di assassinarlo.
 
Il prigioniero politico denunzio’ il comportamento della corte al comandante dell’esercito di occupazione, chiedendo di essere protetto. Ma costui alla sua richiesta non rispose neppure.
 
Il luogo di detenzione ove lo hanno messo si trova nei sotterranei del fabbricato del tribunale, un covile isolato senza ventilazione e senza il minimo di requisiti per ospitare un essere umano. Questo carcere viene usato come mezzo per far pressione sui detenuti e per ricattarli distruggendone lo spirito e avvilendone il morale e la dignita’ allo scopo di strappar loro delle confessioni.
 
Il processo non ha nulla a che vedere con gli avvenimenti politici del 1991, quando alcuni gruppi settarii giunsero dall’Iran, diretti dai mullah e dai loro ufficiali, per assassinare gli iracheni e destabilizzare il paese. Molti di coloro che hanno adito la corte per lagnarsi di qualche cosa usando testimoni falsi, appartengono appunto alle organizzazioni che hanno partecipato a questi avvenimenti. Queste organizzazioni settarie sono quelle che attualmente governano il paese sotto il controllo dell’occupazione, e che sono ree di crimini come assassinii, rapine, stupri, e incendio di istituzioni dello stato. Sono loro, invece, che andrebbero processate per tradimento e per omicidii in massa.
 
Le sentenze destinate ad uccidere o a far morire in carcere il resto della antica dirigenza irachena sono gia’ pronte. Questo e’ il piano dell’occupazione, tanto americana che persiana, per eliminare queste persone che attraverso la jihad (Guerra Santa) e la resistenza vorrebbero restituire all’Irak la liberta’, la prosperita’ e l’indipendenza.
 
E’ sconvolgente vedere che partiti progressisti, organizzazioni per la difesa dei diritti umani, e movimenti contro la guerra, se ne stanno in silenzio, o addirittura sono contrari alla dirigenza irachena legittima. Stanno forse, questi partiti e questi movimenti, dalla parte degli imperialisti che hanno invaso l’Irak, e condividono forse le mire dell’occupazione, che si prefiggono di rovinare l’Irak e riportarlo al livello di paese "dell’era pre-industriale", come le Nazioni Unite lo avevano classificato nel 1991? Molti di questi gruppi fanno solo chiacchiere: criticano continuamente la politica estera degli Stati Uniti qualificandola pesante e usando termini come quello di "imperialismo", e poi appoggiano gli imperialisti che denunciano.
 
Non sarebbe ora che essi si mettessero apertamente e coraggiosamente dalla parte della Resistenza Nazionale Irachena e riconoscessero il ruolo che il Partito Baath ha nella liberazione dell’Irak?
 
Non sarebbe ora che tutti i prigionieri politici iracheni venissero rilasciati, e che venissero aboliti i tribunali di morte che l’occupazione americana ha creato insieme ai persiani al preciso scopo di assassinare la dirigenza irachena?