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- popoli resistenti - iraq - 16-09-08 - n. 241
Sabato di sangue in Iraq
Più di 25 morti in vari attentati
Prensa Latina
L’Avana, 15 settembre 2008
Almeno 25 morti e 40 feriti sono il bilancio di molteplici azioni violente registrate sabato 13 in differenti zone dell’Iraq, dove il clima d’insicurezza imperante contraddice l’ottimismo dei circoli del governo e di quelli statunitensi.
A Baghdad ci sono state tre esplosioni, l’ultima delle quali ha ucciso tre persone e ne ha ferito cinque nella zona sud di Kemp Sara. Un’altra ha ferito 4 poliziotti che pattugliavano l’area di Jisr al-Salam.
Quattro civili sono stati feriti dall’esplosione di una bomba vicino ad al-Waziriya, al nord della capitale.
A Mosul, le forze della sicurezza della provincia di Ninive hanno scoperto quattro cadaveri di dipendenti del canale al-Sharqiya TV, sequestrati poche ore prima da uomini armati non identificati.
Le autorità della località di Khanaqin, in provincia di Diyala, hanno confermato che nove persone sono morte, includendo un funzionario d’alto rango e altre due sono state ferite in un attentato suicida contro combattenti curdi.
L’attacco è avvenuto a sud del distretto di Nawdman ed era diretto contro i membri delle forze peshmerga, termine con cui s’identificano i combattenti armati curdi.
Due civili sono stati feriti nel nord della provincia di Babel, a maggioranza sciita, per l’esplosione di una bomba posta nell’auto su cui viaggiavano.
La polizia di Bassora ha informato che una macchina delle truppe d’occupazione britanniche è stata bersaglio di un attacco vicino a un distributore di benzina ad al-Andalus, al nord di Bassora e che un civile è stato ferito. Questo è il secondo attacco, ha scritto un media iracheno, in meno di una settimana contro i militari del Regno Unito, dopo che una pattuglia è caduta in un’imboscata cinque giorni fa.
Nella notte di venerdì 12, al centro del paese, nella città sciita di Dujail, un attentato suicida contro un camion ha provocato la morte di 31 persone e il ferimento di altri 43. L’attentato è avvenuto vicino a una stazione della polizia, mentre si disponevano a rompere il digiuno nel mese sacro del Ramadan.
(Traduzione Granma Int.)