www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - - n. 257

Da Granma International (Versione in Italiano) - www.granma.cu/italiano/2009/enero/juev15/denunciati-it.html
 
In Iraq 36 reporters uccisi dalle truppe USA a partire dal 2003
 
15/01/09
 
Il Comitato per la Difesa dei Giornalisti ha chiesto al presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, di interrompere l’abitudine delle Forze Armate del suo paese di reprimere i giornalisti.
 
“Per riaffermare la nostra autorità morale prima dobbiamo mettere le cose in ordine”, segnala una lettera inviata dal presidente di quest’organizzazione senza scopo di lucro, Paul E. Steiger, che include la lista dei giornalisti arrestati dalle autorità statunitensi.
 
"I giornalisti di molti paesi che rischiano la vita e la libertà per mantenere i valori della libertà d’espressione, sperano nell’appoggio degli Stati Uniti", è scritto nella lettera in cui si esorta Obama a investigare a fondo i casi dei giornalisti caduti sotto il fuoco delle forze militari degli Stati Uniti.
 
Secondo l’organizzazione 14 giornalisti sono stati incarcerati per periodi prolungati senza alcun processo, è successo in Iraq, Afghanistan e a Guantanamo.
 
Tra questi è sempre prigioniero Ibrahim Jassam, un fotografo indipendente che lavora per l’Agenzia britannica Reuters, arrestato il 2 settembre dalle forze degli Stati Uniti a Baghdad.
 
Lo scorso 30 novembre, la Corte Centrale Penale dell’Iraq ha stabilito che non esistevano prove per mantenere Jassam detenuto e ha ordinato ai militari statunitensi di liberarlo.
 
Gli altri 13 giornalisti sono stati liberati senza accuse dopo settimane, mesi ed anche anni di prigione.
 
Questa pratica viola lo stesso impegno dei militari statunitensi di controllare i casi dei giornalisti nelle prime 36 ore di detenzione, insiste Steiger, ricordando che dal 2003 in Iraq sono morti almeno 36 giornalisti ed altri sono stati gravemente feriti dal fuoco dei soldati nordamericani.
 
"Non posso sottolineare a sufficienza l’importanza della difesa dei casi e della libertà dei media in questo momento d’aumento della repressione, della censura e degli attacchi contro i giornalisti nel mondo", ha sostenuto Steiger nella sua lettera per Obama.
 
Per questo invito il presidente eletto degli Stati Uniti a fare della libertà di stampa una parte integrale sia della sua politica locale, che della politica estera.
 
(Efe/elmundo.es – Traduzione Granma Int.)