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- popoli resistenti - iraq - 22-03-11 - n. 356
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Otto anni dopo l'invasione Usa in Iraq
Il 20 marzo 2003, soldati statunitensi e britannici entravano in territorio iracheno e bombardavano Baghdad, un atto di guerra che non era stato autorizzato dalle Nazioni Unite (ONU). Successivamente, il 22 maggio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottava la risoluzione 1483 che dava il potere a Washington e Londra di governare l'Iraq e utilizzarne le risorse petrolifere per la presunta ricostruzione del paese, con la scusa di proteggere la popolazione intrappolata nel conflitto. Dopo otto anni di occupazione, l'uccisione di civili e l'ostilità regnano in questo paese dell’Asia sud-occidentale.
Speciale: 8 anni dopo l'invasione USA in Iraq
Cronologia
2003
29 gennaio: Durante il discorso sullo Stato della Nazione, Gorge W. Bush afferma che dal 1991 Saddam Hussein “si è dedicato allo sviluppo di armi biologiche, chimiche e nucleari, anche mentre gli ispettori erano nel suo paese”.
7 febbraio: Una dichiarazione delle Nazioni unite afferma che “il regime non ha dato conto del vasto arsenale di armi letali chimiche e biologiche”.
20 marzo: Inizio delle operazione Libertà dell’Iraq, con attacchi aerei su Baghdad e ingresso di truppe statunitensi e britanniche da sud, un atto di guerra non autorizzato dall’ONU. Washington accusa Saddam Hussein di possedere armi di distruzione di massa.
9 aprile: Truppe statunitensi entrano a Baghdad; Saddam Hussein scompare.
1 maggio: Vestito in uniforme da pilota, il presidente Usa, il repubblicano Gorge W. Bush, atterra sulla portaerei A. Lincoln e annuncia: Missione compiuta.
16 maggio: Paul Bremer, nominato amministratore civile, proibisce ai membri del partito Baath (il partito di Saddam Hussein) l’accesso alla funzione pubblica e scioglie gli organismi di sicurezza.
22 maggio: Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vota per 14 a 0 a favore dell’approvazione della risoluzione 1483 nella quale si consegna a USA e Regno Unito il potere di governare l’Iraq e di utilizzarne le risorse petrolifere per la presunta ricostruzione.
2 ottobre: Gli Stati Uniti riconoscono che non è stata scoperto alcun tipo di arma di distruzione di massa in Iraq, argomentazione utilizzata per invadere il paese.
16 ottobre: La risoluzione 1511 dell’ONU prevede il dispiego di una forza multinazionale.
13 dicembre: Saddam Hussein è catturato presso la natale Tikrit, a nord di Baghdad.
2004
aprile-agosto: Confronto fra le forze della coalizione e i sostenitori del chierico sciita Muqtada al-Sadr.
1 aprile: Quattro civili statunitensi muoiono in un’imboscata contro due veicoli fuoristrada a Fallujah. Due corpi, uno di loro privo di testa, sono appesi ad un ponte sull’Eufrate mentre alcuni residenti locali gli tirano pietre.
28 aprile: Diffusione delle immagini dei prigionieri iracheni umiliati dai militari statunitensi nel carcere di Abu Ghraib.
28 giugno: Passaggio di poteri dalla coalizione al governo iracheno.
21 dicembre: Attentato contro una base statunitense a Mossul, con 22 morti e fra loro 14 marines. L’attacco è rivendicato da un gruppo collegato ad Al Qaeda.
2005
30 gennaio: L’Iraq svolge le prime elezioni “libere” in 50 anni, per eleggere 275 membri della Assemblea Nazionale, che redigerà una nuova costituzione.
2006
22 febbraio: Il bombardamento di un santuario sciita a Samara, a nord di Baghdad, scatena una mattanza settaria generalizzata; si teme l’inizio di una guerra civile.
7 giugno: Il capo di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab Zarqawi, muore in un bombardamento.
13 luglio: Gli Stati Uniti trasferiscono alle autorità irachene il controllo della sicurezza di 18 provincie.
30 dicembre: Saddam Hussein viene impiccato.
2007
10 gennaio: Gorge W. Bush annuncia il rinforzo del contingente in Iraq con l’invio di 30 mila militari.
14 febbraio: Il primo ministro dell’Iraq, Nuri Maliki, lancia un’offensiva a Baghdad per far cessare gli scontri settari; lo appoggia l’Unione Europea.
15 giugno: L’esercito degli Stati Uniti afferma di aver completato il dispiego delle truppe, ossia l’aumento a 160 mila soldati.
2008
23 marzo: Sale a 4 mila la cifra degli statunitensi morti dall’inizio dell’invasione.
22 luglio: L’esercito degli Stati Uniti dichiara che l’ultima delle cinque brigate aggiuntive inviate in Iraq nel 2007 si è ritirata, lasciando poco meno di 147 mila effettivi.
27 novembre: Iraq e Stati Uniti firmano un accordo che richiede a Washington il ritiro delle sue forze per la fine del 2011.
2009
27 febbraio: Il presidente democratico Barak Obama annuncia che la maggioranza dei soldati statunitensi saranno ritirati prima della fine dell’agosto 2010 e il ritiro totale avverrà per la fine del 2011.
30 giugno: Unità di combattimento Usa si ritirano da città e nuclei urbani.
2010
7 marzo: Si svolgono le elezioni politiche, con risultati che fino ad ora non hanno permesso di formare una coalizione di governo.
7 agosto: La quarta brigata d’assalto, l’ultima impiegata principalmente per il combattimento cede il comando alle forze irachene.
11 agosto: Il capo dell’esercito iracheno, il generale Babaker Zebari, considera prematuro il ritiro degli statunitensi nel 2011.
19 agosto: In segreto, partono le ultime truppe statunitensi dall’Iraq; rimangono nel paese circa 56 mila militari con compiti di addestramento.
24 agosto: Scendono a meno di 50 mila i soldati statunitensi in Iraq.
25 agosto: Prima del ritiro delle truppe di occupazione, gli insorti fanno scoppiare 14 auto-bomba, causando 64 morti.
21 dicembre: L’Iraq approva il nuovo governo nove mesi dopo le controverse elezioni.
Cifre
Civili morti in Iraq dal 2003 al 2011: una cifra compresa tra 99.901 e 109.143 - [vedi grafici]
“Iraq, eclissi di un sorriso”
E’ una testimonianza del dolore patito dalla popolazione civile a causa dell’invasione statunitense del 2003. Morte, malattia, degradazione e distruzione del patrimonio culturale di questo paese sono alcune delle conseguenze denunciate in questo documentario.
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