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La programmata distruzione e frammentazione politica dell'Iraq. Verso la creazione di un califfato islamico sponsorizzato dagli Usa

Lo Stato Islamico dell'Iraq e al-Sham: Uno strumento dell'alleanza militare occidentale

Michel Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

14/06/2014

I media occidentali in coro hanno descritto il conflitto in atto in Iraq come una "guerra civile" che oppone lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante contro le forze armate del governo di Al-Maliki.

(Indicato anche come Stato islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) o Stato islamico dell'Iraq e Grande Siria (ISIS)).

Il conflitto è superficialmente descritto come una "guerra settaria" tra radical sunniti e sciiti senza chiedersi "chi c'è dietro le varie fazioni". Quello a cui stiamo assistendo è un programma dell'intelligence militare Usa accuratamente inscenato.

E' noto e documentato che affiliati di Al Qaeda sono stati utilizzati da Usa-NATO in numerosi conflitti come "attività di intelligence" sin dal culmine della guerra sovietico-afgana. In Siria, i ribelli di Al Nusrah e dell'ISIS sono stati la fanteria dell'alleanza militare occidentale, che sovrintende e controlla il reclutamento e l'addestramento di forze paramilitari.

Lo Stato Islamico dell'Iraq (ISI), affiliato di Al Qaeda, è riemerso nell'aprile 2013 con un nome e una sigla diversa, comunemente indicato come lo Stato Islamico dell'Iraq e Grande Siria (ISIS). La formazione di una entità terrorista che comprende sia l'Iraq che la Siria faceva parte di un programma di intelligence Usa. Rispondeva a obiettivi geopolitici. Ha inoltre coinciso con i progressi delle forze governative siriane contro l'insurrezione sponsorizzata degli Usa in Siria e i fallimenti dell'Esercito Siriano Libero (FSA. Free Syrian Army), e le sue varie brigate terroristiche "di opposizione".

La decisione è stata presa da Washington per incanalare il suo sostegno (segreto) in favore di un'entità terroristica che opera sia in Siria che in Iraq e che ha basi logistiche in entrambi i paesi. Il progetto del califfato sunnita ISIS coincide con un programma di lunga data degli Usa per suddividere sia l'Iraq che la Siria in tre territori distinti: un califfato islamista sunnita, una repubblica araba sciita e una repubblica del Kurdistan.

Mentre il governo di Baghdad (un fantoccio Usa) acquista avanzati sistemi di armamento dagli Usa, tra cui i caccia F16 dalla Lockheed Martin, lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante - che sta combattendo le forze governative irachene - è sostenuto segretamente dall'intelligence occidentale. L'obiettivo è quello di costruire una guerra civile in Iraq, in cui entrambe le parti sono controllate indirettamente da Usa-NATO.

Lo scenario è quello di armarli ed equipaggiarli su entrambi i fronti, finanziarli con sistemi di armamento avanzati e poi "farli combattere".

Gli Usa-NATO sono coinvolti nel reclutamento, l'addestramento e il finanziamento degli squadroni della morte dell'ISIS che operano sia in Iraq che in Siria. ISIS opera attraverso canali indiretti in collegamento con l'intelligence occidentale. Forze speciali occidentali e mercenari integrano, a loro volta, come confermato da rapporti sull'insurrezione in Siria, le fila dell'ISIS.

Il sostegno Usa-NATO all'ISIS viene incanalato segretamente attraverso gli alleati più fedeli dell'America: Qatar e Arabia Saudita. Secondo il London Daily Express "Avevano armi e denaro forniti da Qatar e Arabia Saudita".

"Attraverso alleati come l'Arabia Saudita e il Qatar, l'Occidente ha sostenuto gruppi di ribelli militanti che si sono successivamente trasformati in ISIS e altre milizie collegate ad al-Qaeda". (Daily Telegraph, 12 giugno 2014)

Mentre i mezzi d'informazione riconoscono che il governo del primo ministro Nuri al-Maliki ha accusato l'Arabia Saudita e il Qatar di sostenere l'ISIS, evitano regolarmente di dire che sia Doha che Riyadh agiscono per conto e in stretto collegamento con Washington.

Sotto la bandiera di una guerra civile, viene combattuta una guerra segreta di aggressione che contribuisce essenzialmente a distruggere ulteriormente un intero paese, le sue istituzioni, la sua economia. L'operazione sotto copertura è parte di un programma di intelligence, un processo artificiale che consiste nel trasformare l'Iraq in un territorio aperto.

Nel frattempo, l'opinione pubblica è indotta a credere che ciò che è in gioco è uno scontro tra sciiti e sunniti.

L'occupazione militare americana dell'Iraq è stata sostituita da forme non convenzionali di guerra. Le realtà sono confuse. Per un'amara ironia, il paese aggressore viene dipinto come quello che va in soccorso di un "Iraq sovrano".

Una "guerra civile" interna tra sciiti e sunniti è fomentata dal sostegno degli Usa-NATO sia al governo di Al-Maliki che ai ribelli sunniti dell'ISIS.

La dissoluzione dell'Iraq secondo linee settarie è una politica di lunga data degli Usa e dei suoi alleati. (Vedere la mappa del Medio Oriente sotto)

"Sostenere entrambe le parti"

La "guerra al terrorismo" consiste nella creazione di entità terroristiche di Al Qaeda come parte di un'operazione di intelligence, come pure nel venire in soccorso dei governi, che sono il bersaglio dell'insurrezione terrorista. Questo processo viene condotto sotto la bandiera della lotta al terrorismo. Crea il pretesto per intervenire.

L'ISIS è un progetto di califfato per creare uno stato islamico sunnita. Non è un progetto della popolazione sunnita dell'Iraq che è ampiamente impegnata in forme di governo laiche. Il progetto del califfato fa parte di un programma di intelligence degli Usa.

In risposta all'avanzata dei ribelli dell'ISIS, Washington sta prendendo in considerazione l'uso di bombardamenti aerei e attacchi di droni a sostegno del governo di Baghdad come parte di un'operazione antiterrorismo. Tutto per una buona causa: combattere i terroristi, senza ovviamente riconoscere che questi terroristi sono i "fanti" dell'alleanza militare occidentale.

Inutile dire che questi sviluppi contribuiscono non solo a destabilizzare l'Iraq, ma anche a indebolire il movimento di resistenza irachena, il che è uno dei principali obiettivi degli Usa-NATO.

Il califfato islamico è sostenuto segretamente dalla CIA in collaborazione con l'Arabia Saudita, il Qatar e l'intelligence turca. Anche Israele è coinvolto nel convogliare aiuti sia ai ribelli di Al Qaeda in Siria (nelle alture del Golan) che al movimento separatista curdo in Siria e in Iraq.

Più in generale, la "guerra globale al terrorismo" (GWOT, Global War on Terrorism) racchiude una logica coerente e diabolica: entrambe le parti - cioè i terroristi e il governo - sono sostenuti dagli stessi attori militari e di intelligence, vale a dire gli Usa-NATO.

Mentre questo modello descrive la situazione attuale in Iraq, lo schema di "sostenere entrambe le parti" con l'intento di costruire un conflitto settario è stato attuato più volte in numerosi paesi. Insurrezioni integrate da agenti di Al Qaeda (e supportati dall'intelligence occidentale) hanno la meglio in un gran numero di paesi, tra cui Yemen, Libia, Nigeria, Somalia, Mali, Repubblica Centrafricana, Pakistan. Il risultato finale è di destabilizzare gli stati nazionali sovrani e di trasformare i paesi in territori aperti (per conto dei cosiddetti investitori stranieri).

Il pretesto per intervenire per motivi umanitari (ad esempio in Mali, Nigeria e Repubblica Centrafricana) si basa sull'esistenza di forze terroristiche. Eppure queste forze terroristiche non esisterebbero senza il sostegno segreto degli Usa-NATO.

La Cattura di Mosul: il sostegno segreto degli Usa-NATO allo Stato Islamico di Iraq e Grande Siria (ISIS)

Qualcosa di insolito è avvenuto a Mosul, che non può essere spiegato in termini strettamente militari.

Il 10 giugno, le forze ribelli dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIS) hanno conquistato Mosul, la seconda città dell'Iraq, con una popolazione di oltre un milione di persone. Mentre questi sviluppi erano "inattesi" secondo l'amministrazione Obama, erano noti al Pentagono e all'intelligence Usa, che stavano fornendo non solo le armi, supporto logistico e finanziario ai ribelli dell'ISIS, ma stavano anche coordinando, dietro le quinte, l'attacco dell'ISIS alla città di Mosul.

Sebbene l'ISIS sia un esercito di ribelli ben attrezzato e disciplinato rispetto ad altre formazioni affiliate ad Al Qaeda, tuttavia la cattura di Mosul non è dipesa dalle capacità militari dell'ISIS. Al contrario: le forze irachene che superavano di gran lunga i ribelli ed erano dotate di sistemi d'arma avanzati avrebbero potuto respingere facilmente i ribelli dell'ISIS.

In base alle informazioni, a Mosul, rispetto ai 1.000 ribelli dell'ISIS, c'erano 30.000 uomini delle forze governative. L'esercito iracheno ha scelto di non intervenire. I resoconti dei media hanno spiegato senza prove che la decisione delle forze armate irachene di non intervenire è stata spontanea e caratterizzata da defezioni di massa.

I funzionari iracheni hanno detto al Guardian che due divisioni di soldati iracheni - all'incirca 30.000 uomini - hanno semplicemente girato le spalle e sono fuggiti di fronte all'assalto di una forza ribelle di appena 800 combattenti. Gli estremisti di ISIS mercoledì scorazzavano liberamente per le strade di Mosul, palesemente sorpresi per la facilità con cui avevano preso la seconda città dell'Iraq dopo tre giorni di sporadici combattimenti. (Guardian, 12 giugno, 2014, enfasi aggiunta)

Le relazioni sottolineano il fatto che i comandanti militari iracheni erano in sintonia con l'insurrezione dell'ISIS capeggiata dai sunniti:

Parlando dalla città curda di Erbil, i disertori hanno accusato i loro ufficiali di codardia e di tradimento, dicendo che i generali a Mosul avevano "consegnato" la città ai ribelli sunniti, con i quali condividevano legami confessionali e storici. (Daily Telegraph, 13 giugno 2014)

Ciò che è importante capire, è che entrambe le parti, cioè le forze regolari irachene e i ribelli dell'esercito dell'ISIS, sono supportate dagli Usa-NATO. C'erano a Mosul consiglieri militari statunitensi e forze speciali, tra cui operatori provenienti da società di sicurezza private, che lavoravano con le forze armate regolari irachene. A loro volta, ci sono forze speciali occidentali o mercenari all'interno dell'ISIS (sotto contratto per la CIA o il Pentagono), che sono in collegamento con gli Usa-NATO (ad esempio tramite telefoni satellitari).

In queste circostanze, con l'intelligence Usa ampiamente coinvolta, ci sarebbero state comunicazioni di routine, coordinamento, logistica e scambio di informazioni tra l'apparato militare Usa-NATO e il centro di comando dell'intelligence, i consiglieri militari Usa-NATO o i contractor militari privati sul terreno assegnati all'esercito iracheno a Mosul e le forze speciali occidentali associate alle brigate dell'ISIS. Queste forze speciali occidentali, che operano segretamente all'interno dell'ISIS, potrebbero essere stati inviati da una società di sicurezza privata sotto contratto per gli Usa-NATO.

In questa ottica, la cattura di Mosul sembra essere stata un'operazione accuratamente progettata, pianificata con largo anticipo. Se si fa eccezione per un paio di scaramucce, non c'è stato alcun combattimento.

Intere divisioni dell'Iraqi National Army - addestrato da militari Usa con i sistemi d'arma avanzati a loro disposizione - avrebbero potuto facilmente respingere i ribelli dell'ISIS. I rapporti suggeriscono che l'ordine di non intervenire sia arrivato dai loro comandanti. Secondo i testimoni, "Non è stato sparato un solo colpo".

Le forze presenti a Mosul sono fuggite - alcune abbandonando le uniformi oltre alle loro postazioni mentre le forze dell'ISIS sciamavano nella città.

I combattenti dello Stato Islamico d'Iraq e Siria (ISIS), un ramo di al-Qaeda, hanno invaso l'intera sponda occidentale della città nel notte, dopo che soldati e poliziotti iracheni avevano a quanto pare abbandonato le loro postazioni, in alcuni casi abbandonando le loro uniformi e cercando di sfuggire all'avanzata dei militanti. (http://hotair.com/archives/2014/06/10/mosul-falls-to-al-qaeda-as-us-trained-security-forces-flee/)

Un contingente di mille ribelli dell'ISIS si impossessa di una città di oltre un milione di abitanti? Senza la preventiva conoscenza che l'esercito iracheno controllato dagli Usa (forte di 30.000 uomini) non sarebbe intervenuto, l'operazione di Mosul sarebbe stata un fiasco e i ribelli sarebbero stati decimati.

Chi c'era dietro la decisione di consentire ai terroristi dell'ISIS di prendere il controllo di Mosul? Chi ha dato loro il "via libera"?

Gli alti comandanti iracheni hanno ricevuto istruzioni dai loro consiglieri militari occidentali di consegnare la città ai terroristi dell'ISIS? Erano stati cooptati?



Fonte: The Economist

La consegna di Mosul all'ISIS era parte di un piano dell'intelligence Usa?

I comandanti militari iracheni sono stati influenzati o pagati per consentire che la città cadesse nelle mani dei ribelli dell'ISIS senza che "un solo colpo venisse sparato"?

Il generale sciita Mehdi Sabih al-Gharawi che era a capo delle divisioni dell'esercito a Mosul "aveva lasciato la città". Al Gharawi aveva lavorato a braccetto con l'esercito americano. Ha assunto il comando di Mosul, nel settembre 2011, dal colonnello Usa Scott McKean. E' stato cooptato e ha ricevuto istruzioni dai suoi omologhi statunitensi di abbandonare il comando?



Nell'immagine, il colonnello dell'esercito Usa Scott McKean, a destra, comandante della 4a Advise and Assist Brigade, 1a divisione corazzata, a colloquio col Magg. Gen. Mahdi Sabih al-Gharawi della polizia irachena dopo la cerimonia di trasferimento di autorità il 4 settembre 2011

Le forze Usa sarebbero potute intervenire. Avevano ricevuto istruzioni di permettere che accadesse. Faceva parte di un programma accuratamente pianificato per facilitare l'avanzata delle forze ribelli dell'ISIS e l'installazione del califfato ISIS.

L'intera operazione sembra essere stata inscenata accuratamente.



A Mosul, edifici governativi, stazioni di polizia, scuole, ospedali, ecc. sono ora formalmente sotto il controllo dello Stato islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS). A sua volta, l'ISIS ha preso il controllo di impianti militari compresi elicotteri e carri armati che sono stati abbandonati dalle forze armate irachene.

Ciò che si sta sviluppando sotto i nostri occhi è l'installazione di un califfato islamico dell'ISIS sponsorizzato dagli Usa in parallelo alla rapida scomparsa del governo di Baghdad. Nel frattempo, la regione settentrionale del Kurdistan ha di fatto dichiarato la sua indipendenza da Baghdad. Forze ribelli di peshmerga curdi (che sono supportate da Israele) hanno preso il controllo delle città di Arbil e Kirkuk. (vedere mappa precedente)

Osservazioni conclusive

Non c'erano ribelli di Al Qaeda in Iraq prima dell'invasione del 2003. Inoltre, Al Qaeda era inesistente in Siria fino dall'inizio dell'insurrezione sostenuta da Usa-NATO-Israele nel marzo 2011.

L'ISIS non è un'entità indipendente. Si tratta di una creazione dell'intelligence Usa. Si tratta di una risorsa dell'intelligence Usa, uno strumento di guerra non convenzionale.

L'obbiettivo ultimo del conflitto in corso, progettato dagli Usa-NATO, che oppone le forze del governo Maliki all'insurgenza ISIS è quello di distruggere e destabilizzare l'Iraq come Stato nazione. Fa parte di un'operazione di intelligence, un processo concepito per trasformare i paesi in territori. La rottura dell'Iraq secondo linee settarie è una politica di lunga data degli Stati Uniti e dei loro alleati.

L'ISIS è un progetto di califfato per creare uno stato islamico sunnita. E non è un progetto della popolazione sunnita dell'Iraq che storicamente si è impegnata in un sistema laico del governo. Il progetto del califfato è un progetto degli Stati Uniti. L'avanzata delle forze dell'ISIS sono destinate a fornire un ampio sostegno all'interno della popolazione sunnita, rivolto contro il governo di Al Maliki

La divisione dell'Iraq secondo linee settarie-etniche è allo studio del Pentagono da più di 10 anni.

La formazione del califfato può essere il primo passo verso un più ampio conflitto in Medio Oriente, tenendo presente che l'Iran sostiene il governo di Al Maliki e il piano degli Usa può essere in effetti quello di incoraggiare l'intervento dell'Iran.

La proposta spartizione dell'Iraq è ampiamente modellata su quella della Federazione jugoslava che è stata suddiviso in sette "stati indipendenti" (Serbia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia (FYRM), Slovenia, Montenegro, Kosovo).

Secondo Mahdi Darius Nazemroaya, la spartizione dell'Iraq in tre stati separati è parte di un processo più ampio di riscrittura della mappa del Medio Oriente.



La mappa qui sopra è stata preparata dal tenente colonnello Ralph Peters. E' stata pubblicata nel Armed Forces Journal del giugno 2006, Peters è un colonnello in pensione della U.S. National War Academy. (Mappa Copyright tenente colonnello Ralph Peters 2006).

Anche se la mappa non riflette ufficialmente la dottrina del Pentagono, è stata utilizzata in un programma di formazione al Collegio di difesa della NATO per alti ufficiali militari ". (Vedere Plans for Redrawing the Middle East: The Project for a "New Middle East" di Mahdi Darius Nazemroaya, Global Research, novembre 2006)


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