Documento presentato alla
Sesta Sessione della Commissione sui Diritti Umani che si tiene a Ginevra dal
15 Marzo al 24 Aprile 2004
(traduzione e sintesi a cura del Bollettino d'Informazione Antimperialista redazione@bollettino.it )
Liberta’ per Samir Al-Kantar
Il
prigioniero arabo-libanese detentuto da più tempo nelle prigioni israeliane
Samir Al-Kantar è nato ad Obey
nella regione di Shouf il 2° luglio del 1962 ed è detenuto nelle carceri
israeliane dal 22 aprile del 1979.
Samir ha partecipato alla resistenza armata contro l’invasione israeliana del
sud del Libano del 1978 così come si è occupato, come volontario,
dell’assistenza agli abitanti feriti dai bombardamenti israeliani. Fu
imprigionato una prima volta, per 8 mesi, nel giugno del 1978 dalle autorità
della Giordania dove si trovava per preparare un’operazione militare contro
l’esercito israeliano.
La sua cattura, per mano israeliana, avvenne invece il 22 aprile del 1979
durante un’attacco all’insediamento di Naharya (10km oltre i confini libanesi),
dove si trovava una base militare ed il comando locale della marina militare
israeliana. L’obiettivo era quello di prendere degli ufficiali in ostaggio per
scambiarli con prigionieri Arabi detenuti nelle carceri israeliane.
Il commando di Samir Kantar (composto da 4 persone in tutto) riuscì ad eludere
radar e sorveglianza e ad introdursi nell’insediamento militare, prendendo in
ostaggio lo scienziato nucleare israeliano Dan Harn.
Alla fine della battaglia che ne seguì rimasero uccisi dei soldati israeliani e
12 rimasero feriti, mentre due combattenti libanesi morirono e Samir ed un suo
compagno rimasero feriti e catturati. Il suo compagno, Ahmad Al Abrass, fu
rilasciato nel 1985 in seguito ad uno scambio di prigionieri.
Samir fu sottoposto subito alle più atroci torture (scosse elettriche a
polsi e genitali, crocifissione, privazione dell’acqua e del sonno, percosse),
come risulta dalle relazioni dell’associazione
libaneseKRC (Khiam
Rehabilitation Center of the Victims of Torture).
L’operazione suscitò una vasta eco nell’opinione pubblica mondiale e lo stato
sionista d’Israele fu costretto ad annullare la decisione dell’allora governo
di Menachem Beagin di condannare
a morte Samir. Tuttavia un Tribunale
Israeliano, in spregio anche della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di
guerra, lo condannò ad un totale di… 542 anni di prigione!
Samir dovette, tra l’altro, organizzarsi da solo la sua difesa e dichiarà alla
lettura della sentenza alla Corte:
“Non mi importa se la sentenza è di
100 o 500 anni di prigione, la cosa importante per noi è che quello che abbiamo
fatto vi dimostri che noi arabi siamo in queste terre per rimanerci … ed è
quello che abbiamo fatto!”
Samir è stato trasferito in molte prigioni israeliane (Atlee, Beir sabei,
Kfariouna Komoud, Nafha, Askalan ed ancora a Nafha, nel deserto del Nakab, dove
tutt’ora si trova) ed ha partecipato a molte lotte e scioperi della fame per i
diritti dei prigionieri. Ora dirige un comitato per la difesa dei detenuti che
conduce i negoziati con l’amministrazione penitenziaria israeliana.
Samir non è stato incluso (a causa del rifiuto israeliano) nell’operazione di
scambio di prigionieri che c’è stata recentemente con Hezbollah, nonostante sia
un resistente arabo-libanese che ha combattuto per difendre la sua terra. Oggi,
dopo 25 anni di detenzione, soffre di una greva forma di asma ed ha ancora un
proiettile in corpo dal giorno del suo arresto. Non gli è mai stato concesso di
avere visite dalla sua famiglia né di ricevere da loro fotografie per vedere
come sono ora.
Samir Al Kantar è il prigioniero arabo-libanese detentuto da più tempo nelle
prigioni israeliane e la sua prigionia viola le convenzioni internazionali e
gli accordi di scambio che ci sono stati dopo i negoziati tra Israele ed
Hezbollah il 29 Gennaio 2004. Il rilascio di centinaia di arabi e libanesi è
incompleto perché non ha incluso Samir Al-Kantar.
SAMIR AL-KANTAR è diventato un simbolo di libertà nel mondo ed il 22 Aprile, il
giorno della sua cattura, è diventato un giorno di solidarietà per i
prigionieri Arabi e Palestinesi rinchiusi nei campi di detenzione israeliani.
E’ il momento di fare qualcosa, è il momento
di liberare Samir!
Facciamo appello a tutte le organizzazioni che difendono i diritti umani di
fare ogni sforzo per la liberazione di
Samir!
SAMIR AL-KANTAR sta aspettando delle coscienze libere, SAMIR sta aspettando
noi!
KHIAM REHABILITATION CENTER OF THE VICTIMS OF TORTURE
(KRC)
FOLLOW-UP
COMMITTEE FOR THE SUPPORT OF THE
LEBANESE DETAINEES IN THE ISRAELI PRISONS