da:
http://www.anti-imperialism.net/lai/texte.phtml?section=&object_id=23097
Tratto da http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAAB&obid=24873
Azmi Bishara: “Sharon vuole
un’occupazione invisibile”
Azmi Bishara è uno dei 12
membri palestinesi della Knesset, il parlamento israeliano. È il
leader-fondatore di Balad, Alleanza Nazionale Democratica. Questo movimento si
batte contro le discriminazioni e per il riconoscimento dei diritti
individuali, politici e culturali di 1,2 milioni di palestinesi che abitano
ancora in Israele.
di Luc Vancauwenberge
L’immunità parlamentare di Azmi Bishara è stata sospesa per avere dichiarato
legittima la resistenza all’occupazione e per aver negato “il carattere ebraico
e democratico dello stato d’Israele”. Il 5 ottobre passato, ha tenuto una
conferenza alla Università libera di Bruxelles. In particolare ha esposto il
suo punto di vista sull’incursione israeliana a Gaza. Ecco la sintesi delle sue
dichiarazioni.
Azmi Bishara. Da
dieci anni, è stato eretto intorno a Gaza una barriera con solamente due vie
d’accesso. Non ci sono attacchi (palestinesi) condotti a partire da Gaza. La
Cisgiordania diventerà ora come Gaza? Secondo gli israeliani, il muro
assicurerà un avvenire di pace e di stabilità. Lo scorso anno, mi sono trovato
a scontrarmi alla televisione olandese col ministro israeliano Netanyahou. Lui
diceva: “Da Gaza, non passa nessuno.
Quindi è un modello riuscito”.
La mentalità israeliana è basata su una cultura razzista. Israele vuole
costruire un muro e procedere con un piano di ritiro unilaterale. Lo scopo:
ridurre il contatto, proseguire l’occupazione con il minimo delle perdite e
delle forze, arrivare ad un’occupazione invisibile. È una situazione
estremamente pericolosa. L’occupante cerca di scaricarsi dei propri doveri
verso la popolazione occupata, fissati in particolare dalla Convenzione di
Ginevra. Sharon ha dichiarato: “Il
mondo non potrà più venirci a dire che abbiamo dei doveri verso la popolazione
palestinese”. E Don Weisglass, consigliere di Sharon, ha appena
dichiarato: “L’idea del disimpegno
sostituisce qualsiasi negoziato”.
Si tratta di un piano imposto per evitare ogni soluzione negoziata. È quindi
interno alla logica della soluzione di forza. Israele vuole spezzare i reni
della resistenza palestinese ed assicurarsi delle retrovie sicure. Si tratta,
dunque, di una soluzione strutturale con lo scopo di creare una rottura.
Si possono facilmente ascoltare dei commentatori o dei generali israeliani
affermare apertamente: “Bisogna
punire il popolo (palestinese) ed i suoi dirigenti affinché questi soffochino
loro stessi la resistenza”.
Israele non ha nessuna vergogna di praticare il terrore! Nessun altro paese
potrebbe permettersi tanto. Questo dimostra con chi si ha a che fare.
Road Map (*)
Gli Stati europei vorrebbero farci credere che il disimpegno di Gaza è una
parte della Road Map. E ci vengono a dire che da parte nostra ci vuole un
atteggiamento positivo, mentre Sharon stesso dice apertamente che il disimpegno
da Gaza non ha niente a che vedere con la Road Map! I dirigenti europei vedono
solo ciò che gli pare!
* L’ultimo piano di “pace” che
dovrebbe portare alla creazione di un Stato palestinese nel 2005.