www.resistenze.org - popoli resistenti - israele - 12-10-04

da: http://www.anti-imperialism.net/lai/texte.phtml?section=&object_id=23097

Tratto da http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAAB&obid=24873

Azmi Bishara: “Sharon vuole un’occupazione invisibile”


Azmi Bishara è uno dei 12 membri palestinesi della Knesset, il parlamento israeliano. È il leader-fondatore di Balad, Alleanza Nazionale Democratica. Questo movimento si batte contro le discriminazioni e per il riconoscimento dei diritti individuali, politici e culturali di 1,2 milioni di palestinesi che abitano ancora in Israele.

di Luc Vancauwenberge

L’immunità parlamentare di Azmi Bishara è stata sospesa per avere dichiarato legittima la resistenza all’occupazione e per aver negato “il carattere ebraico e democratico dello stato d’Israele”. Il 5 ottobre passato, ha tenuto una conferenza alla Università libera di Bruxelles. In particolare ha esposto il suo punto di vista sull’incursione israeliana a Gaza. Ecco la sintesi delle sue dichiarazioni.

Azmi Bishara. Da dieci anni, è stato eretto intorno a Gaza una barriera con solamente due vie d’accesso. Non ci sono attacchi (palestinesi) condotti a partire da Gaza. La Cisgiordania diventerà ora come Gaza? Secondo gli israeliani, il muro assicurerà un avvenire di pace e di stabilità. Lo scorso anno, mi sono trovato a scontrarmi alla televisione olandese col ministro israeliano Netanyahou. Lui diceva: “Da Gaza, non passa nessuno. Quindi è un modello riuscito”.

La mentalità israeliana è basata su una cultura razzista. Israele vuole costruire un muro e procedere con un piano di ritiro unilaterale. Lo scopo: ridurre il contatto, proseguire l’occupazione con il minimo delle perdite e delle forze, arrivare ad un’occupazione invisibile. È una situazione estremamente pericolosa. L’occupante cerca di scaricarsi dei propri doveri verso la popolazione occupata, fissati in particolare dalla Convenzione di Ginevra. Sharon ha dichiarato: “Il mondo non potrà più venirci a dire che abbiamo dei doveri verso la popolazione palestinese”. E Don Weisglass, consigliere di Sharon, ha appena dichiarato: “L’idea del disimpegno sostituisce qualsiasi negoziato”.

Si tratta di un piano imposto per evitare ogni soluzione negoziata. È quindi interno alla logica della soluzione di forza. Israele vuole spezzare i reni della resistenza palestinese ed assicurarsi delle retrovie sicure. Si tratta, dunque, di una soluzione strutturale con lo scopo di creare una rottura.

Si possono facilmente ascoltare dei commentatori o dei generali israeliani affermare apertamente: “Bisogna punire il popolo (palestinese) ed i suoi dirigenti affinché questi soffochino loro stessi la resistenza”.

Israele non ha nessuna vergogna di praticare il terrore! Nessun altro paese potrebbe permettersi tanto. Questo dimostra con chi si ha a che fare.

Road Map (*)

Gli Stati europei vorrebbero farci credere che il disimpegno di Gaza è una parte della Road Map. E ci vengono a dire che da parte nostra ci vuole un atteggiamento positivo, mentre Sharon stesso dice apertamente che il disimpegno da Gaza non ha niente a che vedere con la Road Map! I dirigenti europei vedono solo ciò che gli pare!

* L’ultimo piano di “pace” che dovrebbe portare alla creazione di un Stato palestinese nel 2005.