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da Uruknet - www.uruknet.info/?p=m44353&hd=&size=1&l=e
 
Il percorso di pace di Olmert
 
di Gilad Atzmon, Palestine Think Tank
 
25/05/2008
 
Ieri Olmert, attraverso Haaretz, ha assicurato che il negoziato con la Siria è un vero “passaggio storico”. Ha ragione, è la prima volta nella storia d'Israele che un primo ministro inizia una trattativa di pace solo per sfuggire a un’indagine giudiziaria riguardante le sue azioni illegali.. Apparentemente, Olmert sta cercando una rapida via di fuga che porterebbe ad una sospensione immediata dell’inchiesta di corruzione.
 
La Knesset israeliana è sempre stata un porto franco per i criminali israeliani che cercano di approfittare delle garanzie d’immunità parlamentare. Non c’è niente di nuovo, le attività illegali sono piuttosto comuni fra i leader israeliani.
 
L'elenco di malviventi e carcerati nel mondo politico d’Israele è senza fine. Alcuni anni fa un’indagine israeliana ha rilevato che il 60% dei membri della Knesset israeliani avevano la fedina penale sporca. Come sappiamo, il precedente presidente dello Stato ebraico, sig. Moshe Katsav, perse il suo posto prestigioso a causa delle pesanti accuse a suo carico per reati sessuali, violenza carnale e molestia sessuale, oltre che per il più banale reato d’intercettazione. Omri, il figlio di Sharon, membro di Knesset con Likud e Kadima, è stato accusato di corruzione. Il padre Ariel ha avuto la fortuna di diventare un vegetale, salvandosi dall'imbarazzo di essere cacciato dalla carica di primo ministro, per il coinvolgimento nello stesso affare criminale.
 
Olmert non è diverso, è corrotto come chiunque altro. Questo è un passaggio determinante per il suo destino. Tutto ciò che deve fare è operare un’adeguata pressione sugli agenti di polizia per fermare le indagini sul proprio conto.
 
Olmert non è Tolstoy, anche se ha due scelte di fronte: guerra o pace. Non un solo detective della polizia israeliana farebbe pressione sul primo ministro in tempo di guerra. Allo stesso modo, nessuno lo farebbe nel bel mezzo di uno storico sforzo di pace col vicino più ostile d’Israele. Sebbene ci stessimo preparando all’eventualità che Olmert spianasse Gaza o colpisse Hezbollah, egli ha scelto la pace. Ricordava evidentemente la sconfitta colossale dell'IDF (Israeli Defense Army, ndt) in Libano meno di due anni fa, così, nel dubbio, Olmert ha scelto di non dare fiducia ai generali. A tutti gli effetti, questi ultimi non hanno fiducia in se stessi: sanno che oramai gli arabi non sono obiettivi facili, gli arabi contrattaccano e ottengono risultati molto buoni.
 
Senza esercito per combattere le sue guerre, Olmert è obbligato al percorso di pace. Non possiede evidentemente il potere politico per intraprendere un ritiro dalle Alture del Golan. Percorre questa strada perché sa che gli israeliani sono abbastanza disperati per accettarla. Gli israeliani conoscono la verità, i giorni dello Stato ebraico sono contati, la cosiddetta “finestra delle opportunità” è stata chiusa tempo fa. Israele è circondato da ostilità e la maggioranza ebraica sul terreno ora sta divenendo una questione storica.
 
Americani e britannici sono sufficientemente disperati da sostenere il percorso di Olmert. Bush, Blair e Brown necessitano di ottenere un risultato diplomatico anche se non conduce da nessuna parte. Nella politica occidentale tutto è misurato in una prospettiva di breve termine. Ci si muove passando da un round di pace all'altro.
 
Tenendo presente la recente sconfitta militare israeliana in Libano e la vile tattica che l'IDF usa a Gaza per evitare una battaglia sul terreno, non avendo alcun riguardo per la presenza di civili e delle inevitabili vittime innocenti che sono la conseguenza di ogni incursione, qualsiasi ritiro israeliano dal Golan sarebbe considerato da israeliani e arabi come una bandiera bianca. Non in molti nella politica di Israele sosterrebbero tale iniziativa, né nel suo settore militare e di intelligence. Dobbiamo concludere che il percorso di pace che sta prendendo forma è lì per servire alle immediate necessità personali di Olmert, per posticipare le indagini sulla sua attività criminale, per dare ad un uomo corrotto alcuni giorni in più d’ufficio.
 
Secondo Haaretz, "fonti vicine al presidente iraniano venerdì hanno affermato che Mahmoud Ahmadinejad non è stato in grado di celare la sua delusione e sorpresa alla notizia dei rinnovati negoziati di pace israeliano-siriani".
 
Mio caro Presidente Ahmadinejad, non trattenga il respiro. Nulla è cambiato e nulla accadrà. Gli israeliani non accetteranno il nuovo percorso. Non possono proprio. Israele prospera sul conflitto, definisce se stesso per negazione. Nel momento in cui gli israeliani iniziassero a cercare la pace per davvero, non sarebbero più israeliani.
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare