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- popoli resistenti - israele - 30-09-08 - n. 243
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
La violenza dei coloni è fuori controllo
Palestine Monitor
23/09/2008
Gli ultimi attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania contro i palestinesi hanno dimostrato, una volta ancora, l’impotenza del governo israeliano quando ha a che fare con i propri cittadini fanatici.
Le ultime settimane sono state di nuovo un inferno. Quando un uomo palestinese ha colpito e ferito con un pugnale un ragazzo di 9 anni a Shalhevet, un avamposto abitativo ebreo nella Cisgiordania occupata da Israele, i coloni hanno deciso di risolvere la questione da soli. Approssimativamente 100 coloni, in maggior parte del vicino insediamento di Yitzhar, hanno attaccato il vicino villaggio palestinese di Asira al-Kabaliya, bersagliando di sassi le case, rovesciando le auto ed incendiandole. Almeno otto persone sono state ferite, quattro di loro da colpi d'arma da fuoco.
Gli attacchi e la violenza attorno a Yitzhar proseguono in modo intermittente da più di 20 anni, e solo alcune settimane prima un gruppo di coloni era passato di casa in casa nel villaggio di Asira al-Kabaliya, tracciando con vernice spray la stella di David sui muri.
Gli attacchi dei coloni israeliani contro I palestinesi non sono rari , ma di solito non ottengono molta attenzione dai media israeliani. Quest’incidente è stato riportato in modo esteso in Israele, principalmente perché le videocamere dell’organizzazione israeliana B’Tselem hanno ripreso l'incidente. Il documento mostra la presenza dei soldati dell’esercito israeliano (IDF) nel villaggio attraversato da questa furia, ma non li si vede mai intervenire per fermare i coloni.
Dopo gli incidenti il Primo Ministro, Ehud Olmert ha condannato l’episodio violento dichiarando che “non ci saranno pogrom contro residenti non-ebrei.”
Ma sembra molto improbabile che l’establishment militare israeliano o la società israeliana in generale s’impegnino seriamente sul contenimento dei coloni in territorio palestinese occupato. Un segnale evidente di ciò è rappresentato dal fatto che, nonostante le prove filmate rese disponibili da B’Tselem, la polizia debba ancora compiere gli arresti del caso. Un altro segnale è che, mentre Ehud Olmert ha condannato l'incidente, un comitato di rabbini di pro-coloni ha lodato il “coraggio ed eroismo” dei coloni di Yitzhar, affermando che la loro reazione era conforme alla legge ebraica, come riportato da Ha'aretz.
I coloni ideologici
La maggior parte degli incidenti violenti vedono coinvolti coloni molto religiosi, tra i quali sono in molti a vivere negli avamposti considerati illegali anche dagli standard israeliani. Per il Diritto internazionale, tutti gli insediamenti oltre la linea dell’armistizio (nota come Linea Verde) del 1949 sono considerati illegali.
Nel 2007, circa 450.000 coloni israeliani vivevano in Cisgiordania (260.000), ed a Gerusalemme Est (190.000), a fianco di 2,4 milioni di palestinesi. Il numero di coloni sta crescendo con un ritmo molto veloce, sin dal primo insediamento israeliano - Kfar Etzion - costruito in Cisgiordania un paio di mesi dopo la Guerra dei sei giorni nel 1967. Ci sono 121 insediamenti e 102 avamposti in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.
La maggioranza dei coloni su territorio palestinese occupato è composta da coloni di genere economico. Si sono trasferiti in Cisgiordania per ragioni economiche piuttosto che ideologiche, come i forti incentivi fiscali offerti dal governo. Ma sono gli scoppi violenti dei coloni ideologici contro i palestinesi, e qualche volta anche contro l’IDF, che rubano ancora una volta i titoli dei giornali. Essi seguono il principio religioso che ritiene la Cisgiordania parte della “Terra d’Israele”, e che lo stabilirsi in questo luogo rappresenta un dovere religioso.
“Secondo il Diritto internazionale, il soggetto incaricato di far rispettare la legge in Cisgiordania è l'esercito”, ha detto il maggiore legale israeliano esperto per la Cisgiordania, avvocato Talia Sasson. “Ma i soldati dell’esercito non sono interessati a sostenere la legge fra gli israeliani.” I coloni estremisti “fanno quello che vogliono, e nessuno sa cosa fare con loro, incluse le istituzioni” ha dichiarato Yossi Beilin, parlamentare di Meretz (1), al Comitato per gli Affari Interni della Knesset.
“Il problema non è di tipo legale”, sostiene Talia Sasson. “Da un punto di vista legale, l’obbligo dell'esercito è chiaro. È un problema di realizzazione.” “Il cambiamento richiesto è politico”, continua la Sasson. “Se il governo volesse portare ordine in Cisgiordania, fermando le violazioni di legge contro i palestinesi, potrebbe”.
Dal settembre 2000, i coloni hanno ucciso almeno 54 palestinesi.
N.d.T.
(1) Meretz: “Vigore” in ebraico. Partito sionista di tendenza laica e socialdemocratica nato nel 1992. Nel 2003 si fonde con gli ex-laburisti guidati da Yossi Beilin.