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Nuovo rapporto e testimonianze: condanna a morte per i palestinesi sotto custodia israeliana

Partito Comunista di Israele (CPI) | maki.org.il
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

18/11/2025

Un nuovo rapporto di Physicians for Human Rights (PHR) pubblicato lunedì 17 novembre rivela che negli ultimi due anni, fino allo scorso agosto, almeno 94 palestinesi sono morti nelle strutture di detenzione israeliane. Il rapporto sottolinea che questa cifra senza precedenti rappresenta probabilmente solo una parte del bilancio totale delle vittime. Considerando la pratica delle sparizioni forzate da parte dell'esercito israeliano a partire dall'ottobre 2023, il numero effettivo di morti potrebbe essere notevolmente più alto. Inoltre, da quando il rapporto è stato completato, altri quattro palestinesi sono morti solo nell'ultimo mese, portando il totale a quasi tre cifre: morti causate dal sistematico rifiuto di cure mediche e dalla tortura dei palestinesi detenuti in Israele. Secondo PHR, "queste politiche persistono anche adesso, nonostante il cessate il fuoco a Gaza".

Secondo Zo Haderekh, il rapporto si basa su 94 casi documentati tra il 7 ottobre 2023 e l'agosto 2025, e "questo bilancio senza precedenti, insieme alle numerose scoperte e prove di morti causate da torture e negligenza medica, indica una politica deliberata da parte di Israele di uccidere i palestinesi in custodia".

Almeno 46 palestinesi sono morti nelle strutture del Servizio penitenziario israeliano (IPS) e altri 52 sono morti sotto la custodia militare. Dei 94 decessi documentati nel rapporto, insieme ad altri quattro casi registrati dopo il suo completamento, 46 si sono verificati sotto la custodia dell'IPS e altri 52 palestinesi, tutti provenienti dalla Striscia di Gaza, sono morti mentre erano detenuti dall'esercito. I dati dimostrano chiaramente che i decessi si sono verificati in tutte le strutture di detenzione, non come incidenti isolati, ma come parte di una politica più ampia attuata in modo coerente sia nelle strutture dell'IPS che in quelle militari negli ultimi due anni.

I risultati iniziali delle autopsie resi noti dalle famiglie dei defunti, insieme alle testimonianze raccolte dagli avvocati che hanno visitato le prigioni e alle informazioni mediche ottenute prima di alcuni dei decessi, indicano un modello sistematico di grave violenza, tra cui traumi cranici, emorragie interne e costole rotte. Altri casi rivelano gravi negligenze mediche, tra cui malnutrizione estrema e negazione di cure salvavita.

Il rapporto delinea anche i vari modi in cui Israele ha nascosto questi decessi e bloccato gli sforzi per svolgere indagini significative sulle circostanze in cui sono avvenuti. Di conseguenza, nessuno dei soggetti coinvolti in questi casi è stato finora perseguito, il che riflette un modello di sistematici insabbiamenti, mancanza di controllo e rifiuto istituzionale di assumersi le proprie responsabilità.

Il numero record di morti palestinesi durante la detenzione in Israele, insieme alle prove che rivelano la natura sistematica di queste uccisioni, rafforza gli avvertimenti lanciati da PHR negli ultimi due anni, secondo cui ogni palestinese in custodia israeliana è esposto a una minaccia imminente alla propria vita e alla propria salute. "Il rapporto sottolinea inoltre l'urgente necessità di un'indagine internazionale indipendente che ponga fine a queste uccisioni sistematiche, garantisca l'assunzione di responsabilità e dia pace alle famiglie delle vittime", ha affermato PHR.

Il rapporto completo (in inglese):
https://www.phr.org.il/wp-content/uploads/2025/11/6538_Death_custody_Paper_Eng.pdf

Testimonianze (in inglese):
https://www.phr.org.il/wp-content/uploads/2025/11/6538_Death_custody_testimonies_Eng.pdf


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