Kazakistan: Lezioni di democrazia da Soros a Forum economico.
Sino a domani meeting internazionale su investimenti
Fabrizio Vielmini per Apcom
Alma-Ata, 15-6-2005. Alcuni membri del gotha della politica internazionale
quale George Soros e l’ex ambasciatore americano Richard Holbrooke si sono dati
appuntamento in Kazakistan per una conferenza internazionale sulle prospettive
degli investimenti internazionali nell’ex-repubblica sovietica. L’evento e’
stato aperto ieri con la benedizione del Presidente Nursultan Nazarbaev, da
quindici anni saldamente alla guida del paese. Avviato a divenire uno dei
grandi produttori petroliferi del futuro, con un economia che cresce a ritmi
del 9 percento annui, il Kazakistan e’ sempre meno un outsider fra gli attori
dell’economia globale. Fra questi ultimi cresce di conseguenza l’interesse per
il futuro di un paese, sul quale, data la sua posizione a ridosso dell’Asia
centrale ex-sovietica, gravano non poche incognite.
La politica ha dominato l’odierna prima sessione della conferenza la quale ha
offerto ai partecipanti un inusuale forum in cui alcune delle questioni chiave
concernenti la politica del paese sono state oggetto di un appassionato
dibattito. I ministri degli Esteri e dell’Economia si sono confrontati
apertamente con i membri dell’opposizione, qualcosa che a queste latitudini non
capita sovente, tanto piu’ in presenza di simili ospiti stranieri. La vedette
della mattinata e’ stata comunque George Soros, la cui presenza all’evento e’
stata confermata solo qualche settimana e condizionata ad un tete-a-tete col
Presidente Nazarbaev che avrà luogo nel pomeriggio. Negli ultimi anni in ambito
post-sovietico, il nome dello speculatore internazionale e’ legato al fenomeno
delle “rivoluzioni colorate” le quali si sono gia’ abbattute su Georgia ed
Ucraina e che, con ogni evidenza dopo il rovesciamento del regime in
Kirgizistan lo scorso marzo, turbano oggi i sonni della classe politica
kazakistana. Il finanziere e’ ben cosciente delle preoccupazioni dei suoi
ospiti e non ha perso l’occasione per declamare di fronte ad essi quale
dovrebbe essere a suo avviso la politica da seguire in modo da non incorrere
negli incidenti di percorso che sono costati la carriera ai loro colleghi
post-sovietici. Per Soros e’ fondamentale che il governo rivenga sulle misure
volte a comprimere il margine d’azione delle ONG e della “societa’ civile”. Per
lo speculatore, la paura governativa dell’opposizione potrebbe avviare un
circolo vizioso di repressione ed instabilità il cui risultato ultimo sarebbe
la fuga dei capitali dal paese. L’ospite americano ha anche sottolineato
l’importanza di non essere troppo dipendenti dalla Russia, principale partner
commerciale e politico del Kazakistan. Ma in definitiva, il paese non presenta
“la mia presenza qui dimostra che il governo non e’ poi cosi’ cattivo.”
Le parole del maestro d’Oltreatlantico hanno galvanizzato gli esponenti
dell’opposizione, i quali hanno utilizzato la tribuna mediatica per comunicare
agli ospiti stranieri quanto a loro avviso la politica kazakistana resti
sostanzialmente sovietica.
La seconda sessione di dibattiti ha offerto una tribuna d’eccezione a
Zharmakhan Tuyakbai, il leader dell’opposizione unificatasi contro Nazarbaev in
vista delle prossime elezioni presidenziali. Egli stesso un ex-uomo del
Presidente, per anni speaker del parlamento, Tuyakbai ha avuto l’occasione per
esporre il proprio programma elettorale, ovviamente più che ben disposto verso
la presenza e gli investitori stranieri.
La conferenza prosegue fino a domani ed è organizzata dalla statunitense Asia
Society, organizzazione (fondata nel 1956 da John D. Rockefeller per
incrementare i contatti americani con l’Asia) in collaborazione con la Camera
di Commercio Americana in Kazakistan, l’Ambasciata del Kazakistan e la U.S.-Kazakhstan
Business Association.