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Libia. I killer della Nato in azione. 31 morti sotto le bombe ma nessun rammarico
di Redazione Contropiano
08/06/2011
Ancora bombardamenti selvaggi sulla capitale libica. Trentuno persone rimangono sotto le bombe. La Nato si rammarica ma continua i raid. Oggi vertice militare a Bruxelles. C'è un limite a questi crimini contro l'umanità?
Sessanta solo nella giornata di ieri sono stati i raid della Nato sulla capitale libica, dove le autorità locali formiscono un bilancio di 31 morti rimasti uccisi dai bombardamenti. I raid degli aerei Nato su Tripoli sono proseguiti poi anche nella notte . Lo ha riferito l'emittente Al-Jazeera. I caccia, secondo la tv del Qatar che cita un testimone, hanno effettuato 25 attacchi sulla capitale nordafricana. I raid, iniziati subito dopo la diffusione di un messaggio audio di Gheddafi da parte della tv di Stato libica, si erano intensificati da ieri pomeriggio e sono costati la vita a 31 persone, stando a quanto ha riferito il portavoce del governo di Tripoli, Moussa Ibrahim.
La Nato esprime «rammarico», ma «non è in grado di confermare» il bilancio di 31 vittime dei bombardamenti condotti ieri per una sessantina di volte sulla capitale libica. La Gran Bretagna premerà oggi sui partner della Nato perchè venga impressa alle operazioni militari in Libia una forte accelerazione dei bombardamenti, ha detto il ministro della Difesa inglese Liam Fox, al suo arrivo alla riunione dei ministri della difesa della Nato, oggi a Bruxelles.
Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen chiede ai membri un ulteriore sforzo bellico in Libia per completare con successo la missione militare e lo chiede in particolare ai paesi rimasti finora in seconda linea. La richiesta sarà discussa oggi dai ministri della Difesa dei 28, riuniti anche a domani a Bruxelles per discutere anche della missione in Afghanistan. La Spagna ha dichiarato però che prorogherà «in modo indefinito» la sua partecipazione alla missione militare Unified Protector in Libia, ma manterrà lo stesso format e gli stessi contributi, ha dichiarato il ministro spagnolo della Difesa Carme Chacon, al suo arrivo alla ministeriale Difesa della Nato. La Spagna continuerà quindi a non partecipare ai bombardamenti aerei contro bersagli al suolo.
Viene da chiedersi come faranno a guardarsi ancora allo specchio non tanto i killer della Nato nati e pagati per fare il lavoro sporco nelle guerre, quanto i volenterosi carnefici politici e morali che li sostengono politicamente anche nel nostro paese.
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