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- popoli resistenti - libia - 03-09-11 - n. 375
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Gheddafi esorta alla resistenza contro gli invasori nel giorno del 42° anniversario della Rivoluzione Verde
Tele Sur
02/09/2011
Dinanzi all'intervento militare straniero e le azioni dei combattenti nemici, "la nostra resistenza aumenta ogni giorno", questo ha dichiarato il leader libico Muammar Al Gheddafi giovedì scorso in occasione della commemorazione del 42° anniversario della Rivoluzione Verde della nazione nordafricana, che pose fine alla monarchia di re Idris aprendo la via al suo governo socialista.
"Non vi consentiremo di controllare le nostre risorse, prepariamoci a combattere contro l'imperialismo, prepariamoci ad una lunga campagna. La nostra resistenza aumenta ogni giorno", ha dichiarato Gheddafi in un messaggio audio diffuso dalla televisione Al-Rai.
La "Rivoluzione Verde" consegnò il timone della nazione al Colonnello Muammar Al Gheddafi, che attualmente sta combattendo le forze ribelli che si oppongono al suo governo e la presenza della NATO nel paese.
Il 1° settembre 1969, il colonnello Muammar Al Gheddafi guidò la "Rivoluzione Verde" che gli permise di ottenere il potere.
Così, la Libia da nazione monarchica diventò una repubblica popolare e socialista, sistema di governo chiamato da quattro decenni "Jamahiriya" o "Governo delle Masse".
Questo giovedì, nel giorno dell’anniversario, Al Gheddafi ha inviato un nuovo messaggio al popolo libico e ha invitato a continuare la resistenza.
"Non abbiate timore degli infedeli. Liberate Tripoli. Che tutte le persone escano, avanzino verso Tripoli. Lottino e combattano casa per casa", ha detto.
Al contempo ha avvertito che la NATO e il Consiglio nazionale di transizione (CNT) non otterranno una rapida vittoria, poiché questa guerra si svilupperà in modo asimmetrico.
Per l'analista internazionale Mauricio Jaramillo, Al Gheddafi mostra una maggiore conoscenza del terreno, parla di una guerra che non si vincerà in poco tempo ma si estenderà, mentre la NATO si è affrettata a dichiarare vittoria.
Ha inoltre ricordato che i paesi che ora si incontrano fuori dalla Libia per discutere il futuro del paese nordafricano non hanno dimostrato di "essere amici della Libia", ma solo di "difendere i loro interessi".
Sara Sloan, rappresentante dell’organizzazione Answer Coalition, ha dichiarato che il conflitto libico risponde ad un "intento di neo-colonizzazione in cui Stati Uniti e alcuni (paesi) europei cercano di colonizzare i paesi africani e appropriarsi delle loro risorse".
teleSUR-ag-LD
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