www.resistenze.org - popoli resistenti - libia - 11-09-11 - n. 376

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A cura di Enrico Vigna 
Traduzioni a cura del Centro Iniziative per Verità e Giustizia
 
08/09/2011
 
“Io porto nelle mie vene il sangue di un padre eroico e non ho mai conosciuto l’idea della resa”
 
Dichiarazione di Aisha Gheddhafi
 
03/09/2011
 
“Anche se mio padre ed i miei fratelli saranno uccisi, io continuerò la mia lotta contro i terroristi islamici in Libia. Presto, io apparirò nei media per annunciare la lotta contro i terroristi ed Al-Qaeda in Libia e negli altri paesi del mondo. 
“L’ Occidente ed i suoi mercenari prendano nota: Aisha Gheddhafi non si arrenderà mai alla loro congiura demoniaca. Io porto nelle mie vene il sangue di un padre eroico e non ho mai conosciuto l’idea della resa. 
“La NATO e gli assassini occidentali hanno ucciso mio marito ed il mio bambino. Ma loro devono sapere che da ora Aisha Gheddhafi è un soldato. Anche al prezzo della mia vita, io libererò il mio paese dai gruppi di terroristi islamici e di Al Qaeda”
 
Questo invece, è il testo di una lettera aperta al popolo francese, che scrisse nell’Aprile 2011:
 
Lettera aperta al popolo francese
 
di Aysha Gheddafi
 
29/04/2011
 
Hanno voluto far credere alla opinione pubblica internazionale che i tragici eventi che riguardano il mio paese, sono una lotta per la Democrazia e una cosa buona contro il sistema sociale che è in vigore dalla Rivoluzione del settembre 1969.
 
E ‘da questa falsa premessa e con menzogne senza vergogna che vi hanno portati a false conclusioni. Che cosa sta accadendo nel mio paese dal febbraio scorso è nulla in confronto a quello che è successo in Tunisia, Egitto e in Bahrain. In questi paesi, i giovani che aspirano alla libertà sono scesi in piazza per protestare pacificamente e rivendicare il loro attaccamento legittimo per la democrazia.
 
In Libia, nella città orientale di Bengasi, è cominciata una rivolta armata, guidati da mercenari che hanno stabilito un’alleanza con forze tattiche e strategiche della reazione e del male: i terroristi di Al-Qaeda che vagano per il deserto e gran parte dell’Africa da alcuni anni, creando un alleanza tra i nostalgici della monarchia e gli attivisti dell’islamismo internazionale, che sono l’opposto di ciò che l’Islam raccomanda.
 
Mustapha Abdel Jalil, che ha appena parlato all’opinione pubblica francese, parla di combattenti e di una resistenza eroica contro i “mercenari e pretoriani” al soldo del colonnello Gheddafi.
 
Questo ex Ministro della Giustizia, che aveva avuto uno zelo malvagio nel processo alle infermiere bulgare e aveva anche firmato la loro condanna a morte, prima del loro rilascio, dovuto all’intervento di mio padre su richiesta del Presidente Sarkozy e di sua moglie; egli lo sa da che parte è la resistenza e da che parte sono i mercenari che mettono in fiamme il mio paese. Egli sa benissimo che la guerra che sta devastando gran parte, purtroppo, della Libia è tra un esercito nazionale e una banda di mercenari al soldo di Bin Laden ed il suo mandante che usa per le comunicazioni di massa la Televisione di Stato del Qatar. CHI E’ un mercenario: colui che difende l’integrità territoriale del suo paese o colui che invita stati stranieri a intervenire, per installarsi al potere, a costo della vergogna nazionale e del sacrificio di centinaia di vite del popolo libico?
 
La domanda posta dal popolo libico, alla buona gente di Francia, è questa: cosa è successo tra il mio paese e la Francia per far decidere ai dirigenti di quest’ultima, di attaccare la Libia ; di ratificare l’uccisione di soldati e “collateralmente” di civili; di distruggere le infrastrutture, nonché le armi che abbiamo recentemente acquistato da voi e di fornire copertura aerea per i ribelli armati e Al-Qaeda?
 
Perché la Francia ha piombata in quello che sarà un pantano per essa, come l’Afghanistan per gli Stati Uniti, pur avendo con la Libia i migliori rapporti, positivi e strategici interessi economici, tra cui un programma nucleare civile? È semplicemente perché la televisione di stato del Qatar ha promesso di pagare il conto per la prossima campagna presidenziale di Sarkozy? E’ nell’interesse della Francia e anche di chi vuole rimanere presidente, legare il suo futuro e riverire una oligarchia del petrolio, che ha lottato per anni, per seminare discordia nel mondo arabo, e di fare accrescere uno scontro di civiltà tra Oriente e Occidente? Se l’oligarchia del Qatar è così attaccata alla libertà dei popoli e della democrazia, perché non si è ancora affrancata dalla moderna schiavitù in cui tiene le sue migliaia di lavoratori stranieri e perché non si trasforma in una monarchia costituzionale?
 
L’opinione pubblica francese sa o non sa, che in ogni crisi che ha fatto notizia in questi ultimi anni, Al-Jazeera ha avuto un ruolo nefasto. Indossare il velo in Francia, la rivolta delle periferie francesi, il discorso del Papa a Ratisbona, manovre per dividere l’Olp e Hamas, l’attacco di Israele contro Gaza ... In ogni crisi, il Qatar, con la voce del suo Ministero degli Affari Esteri… Al-Jazeera, non ha lavorato per trovare soluzioni ma soffiava sulla brace. Prima o poi, il popolo francese scoprirà che i 6 milioni di musulmani che vivono in Francia, saranno completamente drogati dal discorso fondamentalista di questo canale mediatico, finanziato dall’oligarchia del Qatar e alimentato dall’ideologia dei Fratelli Musulmani. Prima piuttosto che dopo, la Francia sarà bene che capisca che Al Qaradawi (n.d.t.: teologo fondamentalista egiziano che è anche l’ideologo on line di Al Jazeera…), il quale ha emesso una fatwa per uccidere mio padre, è il suo peggior nemico.
 
Tutti sanno oggi che ogni Risoluzione del Consiglio di sicurezza sulla crisi in Libia è moralmente sbagliata e giuridicamente illegale, non solo a causa della loro incompatibilità con la Carta delle Nazioni Unite, ma anche perché il ruolo del Consiglio è di garantire ai civili la sicurezza e affrontare i conflitti che sorgono tra gli Stati senza interferire negli affari interni. D’altra parte, perché il Consiglio di sicurezza non interviene ora, per fermare le operazioni della NATO in Libia e proporre una via d’uscita della crisi politica e salvare la vita pacifica della gente?
 
Ad oggi, nessun osservatore ha fornito prove a conferma dei bombardamenti da parte dell’aviazione libica sui civili nei quartieri, come Fachloum Souk, el Tajoura, Juma e Tripoli, come propagandato dalla televisione di stato qatarita, e trasmesso dal alcune agenzie di stampa e da organizzazioni internazionali. A Bengasi, i mercenari al soldo dei terroristi e di Moustapha Abdel Jalil, hanno rilasciato i prigionieri dalla prigione Alkouaifya, armati in modo che da attaccare la polizia e terrorizzare i cittadini. Se il mio ragionamento è falso, perché vogliono evitare che alcuni organismi internazionali vengano a indagare ciò che sta accadendo in Libia? Il mio paese ha chiesto alla Lega Araba, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni internazionali e Commissioni regionali di invitarli a conoscere la realtà sul terreno. Perché tali richieste sono state ignorate?
 
Ancora più importante: perché sono state fatte pressioni dure al “Supremo Comitato per la Verità in Libia”, che è stato formato dall’Unione Africana, in modo da ritardare la sua visita per l’osservazione e le indagini in Libia? Chi ha paura della verità sulle atrocità commesse contro il popolo della Libia? I mercenari ed i loro protettori occidentali o l’Esercito Nazionale libico?
 
E’ giusto che i giovani libici aspirino alla libertà, che il popolo libico chieda più democrazia, ma non a costo di rinunciare alla sovranità del proprio Paese, figuriamoci la rinuncia alle proprie ricchezze petrolifere.
 
Il destino della Libia non sarà mai quello dell’Iraq e il neocolonialismo non tornerà nella terra di Omar El-Mokhtar e Gheddafi.    Questo lo affermo non come figlia del colonnello Gheddafi, ma come una giovane madre libica pronta a combattere, come tutti i libici, per l’integrità territoriale di una Libia sovrana, libera e democratica.
 
Dr. Aysha Gheddafi
 
- Segretario generale del WOUATASIMOU Associazione di Solidarietà caritatevole. 
- Presidente Onorario del MSPL (Movimento per l’amicizia e la cooperazione tra i popoli d’Europa e Libia). Eletta Presidente onorario il 1 settembre 2005, in seguito alla morte dell’ex Presidente Onorario di MSP,L il Generale Jeannou Lacaze, morto il 1 agosto 2005.
 
 
Chi è Aisha Gheddafi
 
Nata a Tripoli nel 1976, figlia di Muammar Gheddafi, si è laureata in Legge e specializzata in Psicologia criminale alla Sorbona di Parigi, è una figura molto attiva e conosciuta a livello internazionale, in Libia è riconosciuta come attiva combattente dei diritti e dell’emancipazione delle donne libiche e africane, che ritiene come una missione di vita. E’ parte di molte istituzioni umanitarie libiche che promuovono i diritti delle donne e si occupano, in particolare della violenza contro le donne e del delitto d’onore; molti gruppi umanitari occidentali riconoscono che a volte il suo intervento è stato decisivo per risolvere alcuni casi.
 
Nel 1986, quando la Thatcher consentì a R. Reagan di servirsi degli aeroporti militari britannici per i raid su Tripoli, Aisha si trovava nella casa di famiglia che fu colpita da un missile. Nel bombardamento morì sua sorella adottiva, Hannah. Si ricordano ancora le immagini trasmesse dalla tv, della piccola Aisha, allora aveva 9 anni, che agitava il pugno furente contro il mondo intero.
 
In una intervista così ricordava quei giorni:
 
“…FU UNA NOTTE terribile..Mi svegliai per il fragore delle bombe e gli urli delle mie sorelle; c’erano schizzi di sangue dappertutto. Ma crescendo capii che non erano stati ne’ gli americani né gli inglesi, ma i loro uomini politici”…
 
D. Quindi ha perdonato Reagan e Margaret ‘Thatcher? :
 
“Cosa volete che dica? Margaret Thatcher ha rovinato la mia infanzia e non la perdonerò mai. Mai. Quanto a Reagan, ha subito la punizione di Allah: è impazzito e si è ammalato di Alzheimer”.
 
Altrettanto dura appare quando si parla dell’attentatore di Lockerbie, Abdelbaset al Megrahi, la cui liberazione per motivi di salute, aveva scatenato furiose polemiche.
 
“ …A differenza della malattia di Reagan, dice Aisha, il cancro di Megrahi non si deve all’intervento divino ma c’è del miracoloso nel fatto che è tuttora vivo. 
“L’abbiamo sempre considerato un detenuto, non un prigioniero in quanto non ci sono prove della sua colpevolezza”, dice Aisha, aggiungendo che dovrebbe essere risarcito per essere stato incarcerato ingiustamente. “È terribile che ci siano uomini politici capaci di chiedere come mai è ancora vivo. Hanno dimenticato che si muore solo quando Dio ha deciso che è giunta la tua ora?”.
 
E’ stata una forte e pubblica sostenitrice degli indipendentisti cattolici irlandesi dell’Ira. Nel 2000 in occasione di un viaggio a Londra nel quadro dell’offensiva diplomatica di Blair nei confronti della Libia, mandò su tutte le furie i diplomatici britannici difendendo pubblicamente l’Ira.
 
Ha fatto l’addestramento militare nell’Esercito libico, raggiungendo il grado di Tenente Colonnello.
 
Nel 2004 ha fatto parte del collegio di difesa internazionale di avvocati di Saddam Hussein.
 
 “…Mi sento obbligata a difendere chiunque venga ingiustamente accusato”, dichiarò, e non va dimenticato che Saddam era uno dei leader più in vista del Medio Oriente e per questo è stato incriminato e condannato...”.
 
Ha fondato l’Associazione di Solidarietà e carità WOUATASIMOU, in difesa Muntazer Al ZaYdi, il giornalista iracheno ( rapito e torturato dai “liberatori” dell’Iraq…) che lanciò le proprie scarpe in faccia al presidente USA G. Bush, il 14/12/2008 a Baghdad in una conferenza stampa, per protestare contro l’occupazione straniera dell’Iraq. Muntazar al-Zaydi ha poi denunciato di essere stato sistematicamente torturato nel corso della detenzione e, a dimostrazione, mostrò l’assenza di un suo dente anteriore. Al-Zaydi disse di essere stato bastonato con cavi elettrici e barre di ferro e di essere stato immerso in acqua gelida.
 
Dal luglio 2009 è Ambasciatrice umanitaria della Libia all’ONU per il ruolo svolto a difesa delle donne, nella lotta alla povertà e contro l’Aids con l’incarico dello studio dei problemi relativi alla diffusione del virus dell’ HIV, della povertà e dei diritti delle donne.
 
Incarico sospeso nel febbraio 2011 con l’inizio della guerra in Libia.
 
Aisha ha svolto funzioni di mediazione per il governo libico nelle trattative con l’Unione europea. Nel 2000 dopo che furono imposte le sanzioni economiche all’Iraq, Aisha Gheddafi arrivò a Bagdad con una delegazione di 69 alti ufficiali libici per una cooperazione tra i due paesi e poco prima dell’invasione dell’Iraq nel 2003, si incontrò con Saddam Hussein.
 
Sulla situazione in Libia, quando le fu chiesto, se potrebbe diventare una democrazia di tipo occidentale, la figlia di Gheddafi rispose con una domanda:
 
“…Di quale democrazia occidentale parla? Parla di quei Paesi che dovrebbero essere democratici ma che hanno prigioni segrete come Guantanamo? Il nostro sistema è diverso. Abbiamo i congressi del popolo, grazie ai quali tutti partecipano alla gestione del potere…” .
 
Il 27 luglio 2011 il Tribunale del Belgio, dove ha sede la NATO, ha respinto e archiviato l’accusa di omicidio contro la NATO, da lei intentata per l’assassinio di suo marito e suo figlio, durante un bombardamento NATO.
 
Circa suo padre, ella lo ha definito come:
 
“…una grande scuola anche per i miei figli. È sempre lui”, ribadisce. “Continua a credere nei suoi principi, a battersi per le stesse cause e a difendere i poveri e i deboli…”. 
“…Voglio dire ai libici e alle libiche che amo e che mi amano che resisto…In questi giorni terribili per il nostro popolo e il nostro amato paese, voglio dirvi che non sono scappata, voglio dire ad ogni vero libico, teniamoci mano nella mano, contro la NATO, contro gli invasori, contro i traditori del popolo, uniamoci nella Resistenza al nostro esercito…siamo nel giusto…”
 
 
 

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