www.resistenze.org
- popoli resistenti - libia - 17-10-11 - n. 381
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Sirte città martire della Nato
15/10/2011
Le autorità di Sirte (Libia) hanno emesso una fatwa che autorizza i residenti sopravvissuti a mangiare cani e gatti.
Dopo un mese, 3.000 soldati e 80.000 civili sono intrappolati nella città assediata dalle forze del Consiglio nazionale di transizione, inquadrate dagli ufficiali della Coalizione internazionale, e bombardata dalla NATO.
Sirte non è più rifornita di cibo. L’energia elettrica e l’acqua vengono tagliate. Gli ospedali non funzionano più. La città è in rovina.
Solo 10.000-20.000 persone sono riuscite a scampare alla morte durante l'interruzione dei bombardamenti.
La NATO ha affermato di essere intervenuta in Libia per proteggere la popolazione civile e che porterà avanti il lavoro fino alla resa o alla morte di Muammar Gheddafi. Eppure, l'assedio e il bombardamento della NATO costituiscono crimini di guerra secondo le norme internazionali a causa del fatto che la popolazione civile è la vittima principale.
Questo dramma è ignorato dai media e dai responsabili politici della zona NATO. Un silenzio che li rende complici.
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