www.resistenze.org - popoli resistenti - libia - 05-12-11 - n. 388

da http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=27946
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Seicento libici già combattono in Siria
 
RT
 
30/11/2011
 
Il governo libico a quanto pare vuole condividere la propria esperienza di successo nel rovesciamento del regime di Gheddafi con siriani che la pensano allo stesso modo. Ha inviato 600 dei suoi combattenti per supportare i militanti locali contro il regime di Assad, secondo quanto riferiscono i media.
 
I combattenti hanno aderito al Free Syria Army, il gruppo militante che sta portando attacchi contro le forze governative in Siria, riferisce il sito web di informazione egiziano Al-Ray Al-Arabi che li cita come fonte. Il rapporto dice che le truppe sono entrate in Siria attraverso il territorio turco.
 
La presunta incursione è avvenuta con il consenso del presidente del Consiglio nazionale di transizione libico (CNT) Mustafa Abdul Jalil. Il CNT ha presumibilmente accolto con favore questi volontari.
 
Venerdì scorso i media britannici hanno riferito di un incontro segreto tra gli inviati CNT e i ribelli siriani tenuto a Istanbul. Da quanto riferito il governo libico si è impegnato a fornire armi, denaro e combattenti ai siriani.
 
Governo di Bashar Assad ha più volte accusato le forze straniere rispetto ai gruppi armati e al contrabbando di armi in Siria, che alimentano così le violenze in corso.
 
A metà ottobre il CNT libico è stato il primo governo a riconoscere il Consiglio nazionale dei ribelli siriani come legittimi rappresentanti del popolo siriano.
 
La popolazione libica è in possesso di molte armi, che hanno ricevuto durante la guerra civile saccheggiando depositi militari, attraverso il contrabbando o come aiuti da parte dei membri della NATO e di paesi come il Qatar, che hanno partecipato alla cacciata di Muammar Gheddafi. Il CNT ha difficoltà a disarmare gli ex ribelli, i quali vogliono mantenere le loro armi sia per protezione personale che come mezzo per guadagnarsi da vivere.
 
Nel mese di novembre, la capitale libica Tripoli ha visto una protesta di massa da parte dei ribelli, che chiedevano al CNT di pagare i loro stipendi. Alcuni addirittura hanno minacciato di rovesciare il nuovo governo come fatto con il precedente, se le loro richieste non saranno soddisfatte.
 
Indirizzare giovani armati, sottoccupati e smaniosi di combattere in un altro paese potrebbe essere una mossa conveniente per il CNT. Il governo siriano, tuttavia, è probabile che li consideri come mercenari, cui la Turchia, membro della NATO, ha consentito l'accesso nel paese come alternativa a una vera e propria campagna militare, impossibile senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
 

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