Da una corrispondenza privata ripubblichiamo, dietro autorizzazione, una lettera da Beirut, arrivata via e-mail mercoledì 19 luglio. Come si vede una piccolissima finestra sull'assurdo mediorentale. La lettera è di una archeologa che vive a Beirut. (Tiziano Tussi)
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Original Message ----- Sent: Wednesday, July 19, 2006 1:51 PM
"Miei
cari amici, grazie per i vostri messaggi, le vostre mail e per avermi telefonato... Non so se è possibile
descrivere la situazione.. siamo
isolati e aspettiamo la fine. Le circostanze diventano ogni momento più intollerabili. Stanno
massacrando e dilaniando il Libano nel
XXI secolo, quando le democrazie del mondo chiamano i loro cittadini alla libertà di espressione, di
comunicazione e di pace.
Sono stati bombardati 4 aeroporti, 7 porti, le riserve di petrolio, di benzina e di gas; le centrali elettriche, i ponti che collegano le diverse regioni. Numerose famiglie sono state uccise mentre dormivano da missili che hanno colpito le loro case. Autobus pieni di passeggeri sono stati bombardati sulle autostrade. Tutto questo sta succedendo veramente mentre tutti guardano e nessuno reagisce.Il Libano sta morendo: per favore fate qualcosa per fermare questa atrocità.
Morti e feriti, ma anche uomini, donne e bambini senza più casa. L'offensiva israeliana in Libano ha spinto almeno 500.000 persone alla fuga dal paese dei cedri, dove la situazione umanitaria è «catastrofica». Lo ha detto il rappresentante dell'Unicef a Beirut.
Secondo la Croce Rossa libanese, gli sfollati sarebbero addirittura 700 mila. Il numero è destinato a crescere. Si tratta di cifre impressionanti"