da rebelion.org
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Alexander Cockburn
24 luglio 2006
Quando i media offrono spazio illimitato agli apologhi di Israele, questi propagano il messaggio che nessuna nazione, meno che mai Israele, può permettere bombardamenti o incursioni armate attraverso le sue frontiere senza scatenare rappresaglie.
La regola che domina questo “tsunami di stupidità” è che nega ai telespettatori il minimo accesso ad ogni contesto storico, e soprattutto a qualunque cosa che sia successo prima del 28 di giugno, il giorno in cui è comparsa la notizia che Hamas aveva catturato un soldato israeliano ed ammazzato altri due, seguita poco dopo da quella di un attacco di un'unità di combattenti di Hezbollah.
La memoria si ferma al 28 giugno 2006.
Facciamo un breve viaggio nella preistoria. Parlo del 20 giugno del 2006, quando aeroplani israeliani spararono per lo meno un missile contro un'automobile in un tentativo di assassinio extragiudiziale in una strada tra Jabalya e la Città di Gaza. Il missile non fece centro. Ma ammazzò tre bambini palestinesi e ne ferì 15.
Continuiamo il viaggio al 13 di giugno 2006, quando aeroplani israeliani spararono missili contro un camioncino in un altro tentativo di assassinio extragiudiziale. Le successive raffiche ammazzarono nove palestinesi innocenti.
Ora arriviamo realmente all'Età delle tenebre, lontano, lontano, al 9 giugno del 2006, quando Israele bombardò una spiaggia a Beit Lahiya, ammazzando 8 civili e ferendone altri 32.
È solo una breve escursione per la Strada del Ricordo, e c'imbattiamo nei corpi di venti morti e quarantasette feriti, tutti palestinesi, le maggioranza donne e bambini.
Israele se ne dispiace… Ma no!
Israele non si preoccupa nemmeno di simulare cordoglio. Dice: ci prenotiamo "il diritto di massacrare palestinesi quando vogliamo. Ci prenotiamo il diritto di assassinare i suoi dirigenti, spianare le sue case, rubare la sua acqua, sradicare i suoi olivi, e quando tentano di resistere li chiamiamo terroristi che vogliono rovinare il ‘processo di pace'."
Ora Israele dice che vuole eliminare Hezbollah. Non vuole danneggiare il popolo del Libano, purché non appoggi Hezbollah o si trovi in qualche posto vicino ad una persona, o una casa, o un'automobile, o un camion, o un autobus o un campo, o una centrale elettrica.
Per un comandante o un pilota israeliano significa avere qualcosa a che fare con Hezbolá. In tutti quei casi tanto peggiore per te, o tua moglie, o tua madre, o il tuo bebè!
Israele se ne dispiace… Ma no!
In realtà non si dispiace per nulla. Neanche George Bush, né Condoleezza Rice, né John Bolton; il selvaggio amorale che svergogna il suo paese ogni giorno in cui lo presenta come il suo ambasciatore (non confermato) all'ONU, e che ha appena detto al mondo che un civile israeliano morto vale molto di più, come affronto morale, che un libanese.
Nessuno di loro è dispiaciuto. Dicono che Hezbollah è un cancro nel corpo del Libano.
A volte, per estirpare il cancro, finisci per distruggere il corpo. O i corpi. Corpi di bebè. Molti. Apri il sito http://fromisraeltolebanon.info / e guarda bene. Quindi firma la petizione nel sito richiamando i governi del mondo a fermare la barbarie.
Si può dire che è stata Israele ad aver creato Hezbollah. Può anche essere dimostrato, anche se questo esige un'altra terrificante escursione storica.
Questa volta dobbiamo andare lontano, così lontano da retrocedere nella storia.
Fino al1982, prima dei dinosauri, prima della CNN, prima di Fox TV, prima di O'Reilly e Limbaugh. Ma non prima dei neoconservatori, che a quel tempo erano già usciti strisciando dal fango primordiale e facevano esattamente quello che fanno ora: consigliare un presidente Usa affinché dia luce verde a Israele perché "risolva i suoi problemi di sicurezza" distruggendo il Libano.
Nel 1982 Israele aveva un problema. Yasir Arafat, con la sua centrale a Beirut, si preparava per annunciare che l'OLP era disposta a dialogare con Israele in buona fede, e ad iniziare negoziazioni pacifiche verso una soluzione, quella dei due Stati.
Israele non desiderava una soluzione che definisse l’esistenza dei due Stati, perché voleva dire - se si prendevano sul serio le risoluzioni ONU - uno Stato palestinese con acqua e con territorio a confine continuo. Cosicché Israele decise di espellere l'OLP dal Libano.
Annunciò che i combattenti palestinesi avevano rotto il cessate il fuoco sparando alcuni colpi d’obice a nord di Israele. I palestinesi non avevano fatto niente di simile.
Lo ricordo molto bene, perché Brian Urquhart, allora segretario generale assistente delle Nazioni Unite, in forza agli osservatori ONU a nord di Israele, mi invitò nel suo ufficio al 38° piano della centrale ONU nel centro di Manhattan e mi mostrò tutte le relazioni della zona. Da un anno non c'erano stati bombardamenti al nord della frontiera. Israele mentiva.
Con o senza un pretesto, Israele voleva invadere il Libano. Così lo fece, ed arrivò a Beirut. Bombardò città e villaggi libanesi e li attaccò dall'aria. Le forze di Sharon ammazzarono circa 20.000 persone, e lasciarono che i cristiani libanesi massacrassero centinaia di rifugiati palestinesi nei campi di Saprà e Chatila.
Il massacro arrivò a tal punto che svegliò del suo torpore perfino Ronald Reagan, che chiamò Tel Aviv per dire ad Israele che si trattenesse. Sharon mandò al diavolo la Casa Bianca e bombardò Beirut all'ora precisa -2,42 e 3,38- in cui si approvavano due risoluzioni dell'ONU chiedendo una soluzione pacifica per il caso palestinese.
Quando passò il temporale e rimasero i rottami, Israele si stabilì a vari chilometri all'interno del territorio sovrano libanese, che occupò illegalmente per anni sfidando tutte le risoluzioni dell'ONU, utilizzando e dirigendo una brutale milizia locale e con la propria versione di Abu Ghraib, il centro di torture nella prigione di Al-Khiam.
Se occupi un paese, torturi i suoi cittadini, finisci col affrontare la resistenza. Nel caso di Israele fu Hezbollah, e Hezbollah finalmente cacciò Israele dal Libano, per cui molti libanesi non vedono Hezbollah come terroristi, ma come valorosi liberatori.
Gli anni passano e Israele fa tutto il possibile per distruggere ogni possibilità di una soluzione vitale dei due Stati. Costruisce insediamenti illegali. Spezza la Palestina con strade solo per ebrei.
Si impadronisce di tutta l'acqua. Seziona Gerusalemme. Ruba ancora più terre ritagliando il territorio palestinese suo "vicino". Chiunque cerca di organizzare la resistenza è imprigionato, torturato o fatto saltare in aria.
Stanchi delle sue terribili sofferenze, i palestinesi scelsero Hamas, i cui dirigenti indubbiamente sono disposti a negoziare sulla base della soluzione dei due Stati che, ovviamente, è l’unica cosa che Israele non può tollerare. Israele non vuole nessuna "soluzione pacifica" che dia ai palestinesi qualcosa di più che pochi ettari spianati, circondati di reticolati, di punte e carri armati, sparsi tra gli insediamenti israeliani, i cui bulli possono assassinarli a loro discrezione.
Cosicché, 24 anni dopo che Sharon fece tutto il possibile per distruggere il Libano nel 1982, ora i suoi eredi tornano a fare la stessa cosa. Siccome non possono tollerare l'idea di una soluzione giusta per i palestinesi, fanno l’unica cosa che sanno fare: definire il Libano un rifugio del terrore e bombardarlo fino a che ritorni all'età della pietra. Chiamare Gaza un rifugio del terrore e bombardare la sua centrale elettrica, il primo passo nel viaggio del ritorno all'età di pietra.
Bombardare Damasco. Bombardare Teheran.
Evidentemente non potranno distruggere Hezbollah. Ogni volta che ammazzano un'altra famiglia libanese, moltiplicano l'odio per Israele e l'appoggio per Hezbollah. Sono riusciti ad unire persino il parlamento a Baghdad, che ha appena votato all'unanimità - sunniti, sciiti e curdi allo stesso modo -per deplorare la condotta di Israele e sollecitare un cessate il fuoco.
Spero che queste piccole escursioni nella storia siano state utili, benché la storia sia pericolosa, e per quel motivo la stampa Usa preferisce mantenersi a distanza. Ma perfino senza il beneficio di una formazione storica, una maggioranza di “usamericani” in un recente sondaggio lampo di CNN
- approssimativamente il 55% (su 800.000 persone) fino al mezzogiorno del 19 di Luglio - ha dichiarato che non appoggia quello che fa Israele.
Il dispiacere è una cosa, ma non serve a gran che.
L'attacco di Israele al Libano nel 1982 diventò impopolare negli Usa dopo i primi giorni. Ma ci vuole coraggio politico per convincere Israele a risolvere il problema di fondo, e virtualmente nessun politico degli Usa è disposto a ribellarsi contro la lobby israeliana. Non importa quante famiglie in Libano e Gaza saranno sacrificate sull'altare di simile vigliaccheria.
http://www.counterpunch.org/Cockburn07212006.html
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR