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17 novembre 2006
Libano. 400 delegati da tutto il mondo alla Conferenza sulla resistenza
Beirut - Provenienti da 34 paesi, (tra cui una delegazione dall'Italia) circa 400 personalita' sono riunite nella capitale libanese Beirut per una conferenza di quattro giorni intitolata ''Incontro mondiale di Beirut per il sostegno alla Resistenza''. Lo ha riferito oggi la stampa di Beirut.
Su invito del movimento sciita Hezbollah, appoggiato dall' Iran, del Partito comunista libanese e altre organizzazioni di sinistra, la Conferenza ha avuto inizio ieri sera con discorsi inaugurali che sono stati tutti ostili nei confronti di Stati Uniti e Israele.
L'incontro includera' la proiezione di brevi filmati sulle devastazioni provocate dalla guerra dell'estate scorsa d'Israele contro Hezbollah, dibattiti sulla ricostruzione e visite alla periferia sud di Beirut, la roccaforte di Hezbollah che ha subito la maggior parte delle distruzioni.
Nei 34 giorni della guerra di luglio-agosto, Israele non e' riuscito a conseguire il suo dichiarato obiettivo di schiacciare Hezbollah, spingendo il movimento sciita a dichiarare una ''vittoria divina'' sullo Stato ebraico.
''La vostra vittoria dimostra che e' possibile sconfiggere l' imperialismo'', ha al riguardo dichiarato il greco Papadi Costas, parlando a nome delle delegazioni europee.
Il deputato indiano Mohammad Salim ha invece detto che ''la Resistenza (Hezbollah) ha ispirato i popoli del mondo'' e che la guerra in Libano ''e' stata fatta da Israele in nome degli Stati Uniti''.
Il vice segretario generale di Hezbollah, sheikh Naim Qassim, ha dal canto suo ammonito che i leader libanesi e arabi che seguono i desideri degli Usa ''verranno bollati come perdenti''.
Citando gli esempi di Libano, Iraq, Palestina e America Latina, Qassim ha aggiunto che, ovunque gli Usa vadano, le loro politiche falliscono. ''Un mondo senza l'egemonia degli Stati Uniti e di Israele e' un mondo pieno di pace'', ha proseguito Qassim, invitando i partecipanti alla conferenza di Beirut a manifestare sostegno a Hezbollah.
''Restiamo uniti contro l'egemonia e l'ingiustizia'', ha detto Qassim, sottolineando che ''le pratiche dei gruppi radicali islamici mutilano la vera immagine dell'Islam''